Carlo Goldoni
Gli amanti timidi

ATTO PRIMO

SCENA QUINTA   Roberto e detti

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SCENA QUINTA

 

Roberto e detti

 

ROB. Cos'è questo strepito? (ad Arlecchino)

ARL. St'omo me fa dar in bestia, signor. L'ha fatto el mio ritratto, senza che gh'el domanda. El s'ha esebìo de donarmelo; e adesso el pretende che ghe lo paga.

ROB. E quando l'ha fatto? Io non so che tu ti sia fatto dipingere. (ad Arlecchino)

ARL. El m'ha visto, e ghvegnù in testa de farlo.

GIAC. È un ritratto rubato. Questa è la mia abilità.

ROB. Lasciatemi vedere questo ritratto. (ad Arlecchino)

ARL. Eccolo qua; mi no ghe l'ho ordenà. ( il ritratto a Roberto)

ROB. Non si può dire che non somigli. Ma circa al disegno, signor pittore, ci si conosce la lavatura de' pennelli.

GIAC. Somiglia. Ecco la mia abilità.

ROB. Oh! via, Arlecchino, buono o cattivo che sia, il ritratto somiglia, e bisogna prenderlo.

ARL. Per mi, ghe voleva dar un teston, ma adesso no ghe daria sie baiocchi.

ROB. L'accomoderò io. Signor abil uomo, signor pittore, quanto domanda di questo ritratto?

GIAC. Ella sa quanto ha pagato il suo.

ROB. E vorreste mettervi col vostro padrone?

GIAC. Ciascheduno ha la sua abilità.

ROB. Pretendereste dodici zecchini? (scaldandosi)

GIAC. Non signore, s'acquieti; una miseria, una bagattella: per li colori, per l'avorio, per l'acquavite, tre zecchini, tre zecchini, e non più. (con flemma)

ROB. In verità il lavoro non val tre paoli; ma, in grazia della somiglianza felice, siete contento di due zecchini?

GIAC. Povera virtù strapazzata! Li prenderò. (come sopra)

ROB. Dategli due zecchini. (ad Arlecchino)

ARL. Mi?

ROB. Due zecchini per conto mio.

ARL. Ghe li darò. (El l'ha vinta colla so maledetta flemma). (da sé, va a prendere il danaro)

ROB. Perché fare un ritratto senza che vi sia ordinato? (a Giacinto)

GIAC. Oh! non è il primo ch'io abbia fatto così. Ne ho fatti parecchi altri.

ROB. Ma perché?

GIAC. Perché se aspettassi che me li ordinassero, non ne farei mai.

ROB. E perché farne?

GIAC. Perché questa è la mia abilità.

ROB. (È curioso costui). (da sé)

ARL. Ecco qua i do zecchini. (a Roberto)

ROB. Dateli al signor ritrattista (ad Arlecchino, ridendo)

ARL. La toga, sior . ( i due zecchini a Giacinto)

GIAC. La ringrazio infinitamente. (Due zecchini! chi non s'aiuta, si affoga). (da sé, parte)

 

 

 


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