Carlo Goldoni
Gli amori di Zelinda e Lindoro

ATTO SECONDO

Scena Undicesima. Barbara e detto

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Scena Undicesima. Barbara e detto

 

BAR. Tirate innanzi, Lindoro, quella spinetta.

LIN. Sì, signora, subito. (eseguisce, ma con istento)

BAR. Una sedia.

LIN. (accosta una sedia alla spinetta, e sospira) Eccola.

BAR. Sapete fare il cioccolato?

LIN. Passabilmente; mi proverò.

BAR. Dite la verità. Voi non siete molto avvezzo a servire.

LIN. Spero che non avrete a dolervi di me.

BAR. Son sicurissima della vostra buona volontà, mi parete un giovine ben disposto; ma capisco dal poco che avete fatto finora che non è questo il vostro mestiere.

LIN. Veramente nella casa da dove ora sono escito, io serviva per segretario.

BAR. E perché adattarvi ora ad un servigio inferiore?

LIN. Voi mi proverete, signora, e spero che non sarete di me malcontenta.

BAR. La vostra fisonomia, la maniera vostra civile, mi fanno credere che siate nato in uno stato migliore.

LIN. Signora... son nato galantuomo, sono sempre vissuto da galantuomo, e questo è quello di cui ambisco vantarmi.

BAR. Non sarebbe gran fatto che la fortuna contraria facesse un torto alla vostra nascita. Io sono nel medesimo caso. Io non era nata per professare la musica. L'ho appresa per puro divertimento, e la disgrazia del povero mio genitore

LIN. È stato battuto, mi pare.

BAR. Sì, andate a vedere chi è.

 


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