Carlo Goldoni
Arcifanfano re dei matti

ATTO SECONDO

SCENA TERZA

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SCENA TERZA

 

Madama Gloriosa e Madama Garbata

 

GLOR.

Uomo vile, mal nato,

Uomo che non apprezza

Il tesoro miglior della bellezza.

E voi, che senza merto

Mi usurpate i tributi

A mia beltà dovuti,

Vergognarvi dovreste

D'esser bella chiamata in faccia mia.

GARB.

È questa la pazzia

Che hanno le donne tutte,

Sian belle o siano brutte.

Se stessa ognuna apprezza,

crede non si trovi altra bellezza.

GLOR.

Ma voi, o brutta o bella,

Accettar quel denaro non dovete.

Perché, se brutta siete,

A voi non si conviene,

avendo di beltà ricco tesoro,

Lo dovete tener con più decoro.

GARB.

Io non so se sia brutta o se sia bella:

Ma vi dico, sorella,

Che l'oro piace a tutte,

E che l'oro fa belle anco le brutte.

Ora non è più il tempo

Che vogliano gli amanti

Spender per la beltà sospiri e pianti.

Coi regali ciascun si fa la strada ;

E nulla può sperare

Bellezza ritrosetta,

Che se una ricusa, un'altra accetta.

 

Per me son fatta

Sempre così;

Chi mi vuol bene,

L'ha da mostrar.

Io nulla credo

Quando non vedo.

Con me s'inganna

Chi vuol burlar.

Non son avara,

Non son di quelle

Che degli amanti

Voglion la pelle;

Ma un regaletto,

Segno d'amore,

Presto il mio core

Fa innamorar. (parte)

 

 

 


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