Carlo Goldoni
L'avventuriere onorato

ATTO PRIMO

SCENA SEDICESIMA

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SCENA SEDICESIMA

 

Donna Livia, donna Aurora, Guglielmo, il conte di Brano, il conte Portici.

 

GUGL. Ho capito, signore mie, si principia male.

AUR. Eh, non abbiate paura, mio marito vi difenderà.

GUGL. L’avvocato non lo fo sicuramente. Non vorrei che il signor Marchese...

LIV. Bene, farete il medico.

CO. BRA. Che? Abbiamo noi necessità di medici? Chi volete si fidi di un ciarlatano?

GUGL. Mi onora troppo questo cavaliere. (con ironia)

LIV. Signor Conte, voi parlate male di una persona che io ammetto alla mia conversazione.

CO. BRA. (Costui l’ha innamorata senz’altro). (da sé) Sì, ecco le persone che si proteggono dalle belle donne. Un incognito, un avventuriere, un impostore. Servitevi come vi aggrada; ma il signor medico dispongasi a mutar aria. (parte)

 

 

 


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