Carlo Goldoni
La bancarotta, o sia il mercante fallito

ATTO TERZO

SCENA QUARTA

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SCENA QUARTA

 

Il Servitore di Clarice e detti.

 

SERV. Servitor umilissimo, signor Pantalone.

PANT. Quel zovene, ve saludo. Vienla la vostra patrona?

SERV. È qui vicina che va venendo, e mi ha mandato innanzi a dire a V.S., se le permette di condurre una persona con lei.

PANT. No xela patrona?

SERV. Ma non sa se V.S. vorrà la persona ch'ella vorrebbe condurre.

PANT. Tutti, fora che el conte Silvio.

SERV. Appunto è il conte Silvio ch'ella conduce.

PANT. Come! la lo sa pur. La me fa sto torto?

SERV. Non ha potuto disimpegnarsi, e se non viene il conte, non può venir la padrona.

PANT. E la festa che xe fatta per ela?

SERV. Non può venire senza del signor conte.

PANT. Son curioso de saver el perché. No so cossa dir, che la vegna con chi la vol. Da una banda gh'ho gusto che sto sior el veda come se fa a servir una donna, co se xe in t'un impegno; che la vegna, che la xe patrona.

SERV. Sì, signore, glielo dirò. (parte)

 

 

 


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