Carlo Goldoni
La burla retrocessa nel contraccambio

ATTO QUINTO

SCENA TERZA   Placida e Roberto

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SCENA TERZA

 

Placida e Roberto

 

ROB. Riverisco la signora Placida.

PLAC. Serva sua.

ROB. C'è il signor Gottardo?

PLAC. Non c'è, ma starà poco a venire.

ROB. Se vi contentate, l'aspetterò.

PLAC. Scusi. Ha degli interessi con mio marito?

ROB. Niente affatto, ma egli è pieno di bontà per me; mi ha invitato questa mattina a pranzo da lui. Ci sono stato, e non ho avuto il piacere di vedere né lui, né voi. Ora andando al caffè, ho trovato un suo cortese biglietto, con cui mi dice che tutta la compagnia di questa mattina sarà a cena questa sera da lui, e mi prega di esser della partita.

PLAC. Mi dispiace che mio marito non è in casa e non mi ha lasciato alcun ordine...

ROB. Non importa, lo aspetteremo. Avrò l'onor di godere della vostra amabil compagnia.

PLAC. Ella mi onora troppo. Io non ho alcun merito...

ROB. Probabilmente verrà anche il signor Pandolfo e la signora Costanza.

PLAC. Anzi, sono di già venuti.

ROB. È venuta la signora Costanza? (con movimento)

PLAC. Sì signore.

ROB. E dov'è? Dove è? (con premura)

PLAC. In quella camera.

ROB. Con permissione. (vuol correre in camera)

PLAC. Signore. Una parola in grazia. (lo trattiene)

ROB. Scusate. (tornando indietro qualche passo)

PLAC. Ella mostra una gran premura.

ROB. Oh sì veramente...

PLAC. Per il signor Pandolfo, o per la signora Costanza?

ROB. Oh potete ben figurarvi... (scherzando)

PLAC. Passano di buona corrispondenza?

ROB. Perfettamente. Ero in dubbio, ma questa mattina grazie a quel desinare di cui non mi scorderò mai, ho assicurato la mia felicità.

PLAC. E il signor Pandolfo lo sa?

ROB. Non lo sa ancora, ma lo saprà...

PLAC. Ma signore, ella vede che non conviene.

ROB. Zitto, per carità, so quel che volete dirmi, son galantuomo. Voi siete giovane, ma sapete che cosa è amore.

PLAC. Vi dico, signore... (battono alla porta) Gran battere che si fa a questa porta. (va per aprire, e Roberto corre in camera)

 

 

 


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