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Salvatore Cammarano
La battaglia di Legnano

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  • ATTO PRIMO - EGLI VIVE
    • Scena ottava. Un araldo e detti
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Scena ottava. Un araldo e detti

 

(Ad un cenno di Rolando le donne e Marcovaldo si ritirano)

Rolando
Ebben?

Araldo
Giunser dall'Alpi
Esploratori: avanza
D'imperiali esercito possente.
Ad assembrar Duci e Senato un cenno
De' consoli provvede.

Rolando
Ti lascio, Arrigo ... il mio dover lo chiede.
(Parte affrettatamente seguito dall'Araldo. Lida è rimasta come incatenata al suolo: Arrigo si accosta vivamente ad essa, scuotendola d'un braccio)

Arrigo
È ver? ... Sei d'altri? ... Ed essere
Per sempre mia giurasti!
Il ciel t'udiva! E frangere
Quel giuramento osasti!
D'altri sei tu? Per credere
A veritàorrenda,
È duopo che ripetere
Da' labbri tuoi l'intenda.
Dillo ... Che tardi? ...
Uccidimi ... è pietà!

Lida
Spento un fallace annunzio
Ti disse in aspra guerra ...
Mancava il padre ... ed orfana
Io rimaneva in terra ...
Ei fra gli estremi aneliti
Formò le mie ritorte ...
Peso la vita, il talamo
Letto mi fu di morte! ...
Mai sopportato un'anima
Più della mia non ha!

Arrigo
(in tuono di virulenta ironia)
Quanto la nuova infausta
Di mia caduta, oh! quanto
All'alma tua sensibile
Lutto costava e pianto!
Alta n'è prova il subito Imene!

Lida
Arrigo ...
(Singhiozzante)

Arrigo
E fede ebbi da te ... rammentalo ...
Che dell'Eterno al piede
Il difensor d'Italia
Raggiungeresti, ov'esso
Per lei cadrebbe!

Lida
Ahi misera!
(Coprendosi il volto d'ambe le mani)

Arrigo
Parla ... Rispondi adesso ...
Scolpar ti puoi? ...
Rispondimi.
(Furente)

Lida
(volgendo gli occhi al cielo con fremito angoscioso)
Padre!

Arrigo
Lo stil de' rei
Ecco! In altrui ritorcere
Le proprie colpe!

Lida
Ah! sei tremendo, inesorabile
Più del mio fato ancor!

Arrigo
Spergiura!
(In atto di allontanarsi)

Lida
M'odi!

Arrigo
Va ... tu mi desti orror! ...
(Nel colmo dell'ira)
T'amai, t'amai qual angelo,
Or qual demon t'aborro!!
Per me la vita è orribile ...
Nel campo a morte io corro ...
In tua difesa, o patria,
Cadrò squarciato il seno ...
Fia benedetto almeno
Il sangue mio da te!

Lida
A così lungo strazio
Regger può dunque un core? ...
No, non è ver che uccidono
Gli eccessi del dolore
Son rea ... son rea ... puniscimi ...
Quel ferro in sen mi scenda ...
D'un'esistenza orrenda
Meglio è spirarti al piè!
(Arrigo la respinge ed esce velocemente: ella si allontana nella piu viva desolazione)

 




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