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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1405. L’Abbrevi1 der Papa

 

Ho ssempre inteso che Nnostro Siggnore
in quelle filastroccole che stenne2
er Natale e le feste ppiú ssolenne3
che ccanta messa su l’artar maggiore,

 

tra llantre canzoncine che cce venne4
pe ttenecce5 contenti e ffasse6 onore,
sce se7 dichiara nostro servitore,8
ma sservitore a cchiacchiere s’intenne.9

 

Ber10 zervitore un omo che vvintona:
«Sori padroni mii,11 faccino grazzia
de pagà sta gabbella bbuggiarona».

 

Se ddà,12 ccristo mio, ppiú cojjonella13
der chiamà sservitore chi sse sazzia
e ppadrone chi ha vvòte le bbudella?

 

25 dicembre 1834

 




1 I Brevi.

2 Stende.

3 Solenni.

4 Ci vende.

5 Per tenerci.

6 Farsi.

7 Ci si.

8 «Servus servorum Dei».

9 S’intende.

10 Bel.

11 Miei.

12 Si può dare.

13 Scherno.

 

 






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