Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

IntraText CT - Lettura del testo

Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

1467. La morte de Tuta1

 

Povera fijja mia! Una regazza
che vvenneva2 salute! Una colonna!
Viè una frebbe,3 arincarza4 la siconna,
aripète la terza, e mme l’ammazza.

 

Io l’avevo invotita5 a la Madonna.
Ma inutile, lei puro me strapazza.
Ah cche ppiaga, commare! che ggran razza
de spasimi! Io pe mmé nun ppiú ddonna.

 

Scordammene?!6 Eh ssorella, tu mme tocchi
troppo sur farzo. Io so cc’a mmé mme7 pare
de vedemmela8 sempre avanti all’occhi.

 

Fijja mia bbona bbona! angelo mio!
Tuta mia bbella! visscere mie care,
che tt’ho avuto da llurtimo addio!

 

28 gennaio 1835

 




1 Gertrude.

2 Vendeva.

3 Febbre.

4 Rincalza.

5 Questo invotire consiste nel fare assumere alle guarite una veste di baracane nero o violaceo e lucido, con attaccati ai fianchi due pendenti nastri coi colori di quella tal Madonna da cui si ripete la grazia.

6 Scordarmene.

7 A me mi. Vedi per questa ortografia la nota...

8 Vedermela.

 

 






Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License