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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1820. Una sciavatta1

 

Eppuro,2 voi che ffate tanto er dotto
e ssapete de lettra e de latino,
che ssete3 er brodoquamqua4 de Pasquino
e avete letto er libbro che ttiè ssotto:5

 

voi che ddate li nummeri per lotto
co cquer po’ de cacchetta6 d’indovino;
voi che ppe cquanto è llongo er Babbuino7
ve chiàmeno er zor chicchera cor bòtto;

 

ve farò vvéde che ssete8 una crapa,9
e cche a llodavve10 er popolo v’adula.
Come se11 chiama la scarpa der Papa?

 

Ahàa, ssor pichimèo,12 nu lo sapete?
Ve lo diremo noi. Se chiama mula.
E pperché mmula? Perché er Papa è un prete.

 

26 marzo 1836

 




1 Una ciabatta.

2 Eppure.

3 Siete.

4 Il protoquamquam.

5 A chi dimandi molti perché si suol rispondere il libro dei perché stare sotto il cul di Pasquino.

6 Arroganza.

7 La contrada del Babuino.

8 Siete.

9 Una capra, uno stolido.

10 A lodarvi.

11 Si.

12 Signor pigmeo.

 

 






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