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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1846. Er merito

 

Merito dite? eh ppoveri merlotti!
Li quadrini ecco er merito, fratelli.
Li ricchi soli bboni, bbelli,
ggrazziosi ggioveni e ssò ddotti.

 

A l’incontro noantri1 poverelli
tutti schifenze,2 tutti galeotti,
tutti deggni de sputi e de cazzotti,
tutti cucuzze in càmmio de scervelli.3

 

Fa’ ccomparí un pezzente immezzo ar monno:
fussi magàra4 una perla orientale,
Presto cacciate via sto vagabbonno.

 

Tristo chi sse5 presenta a li cristiani
scarzo6 e ccencioso. Inzíno pe le scale
lo vanno a mmozzicà ppuro7 li cani.

 

3 aprile 1836

 




1 Noi altri.

2 Sozzi, gente da letamaio, spregevoli, ecc.

3 In cambio di cervelli.

4 Fosse magari.

5 Si.

6 Scalzo.

7 Pure.

 

 






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