Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

IntraText CT - Lettura del testo

Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

259. Er tiratira1

 

Nun te so cche risponne2 e ddichi3 poco
quanno me chiami crapa4 e ggallinaccio:
su sta mmerda sce4a do ssempre er gruggnaccio:5
e ’r piú pegg’è6 che mmai nun trovo loco.

 

La strega che ccapiva ch’er mi’ foco
stava agguattato7 sotto ar cenneraccio,
m’ha pijjato nell’ora der cazzaccio,8
e ecco cqui ricominciato er gioco.

 

L’ambra nun trova sempre la pajjetta:9
tutto er ferro nun cià10 la calamita;
e nun c’è peggni uscello11 una sciovetta.12

 

Ma per cristiano13 sta ssempre ammannita,
come tavola d’oste, una saetta
che de natura sua tira la vita.

 

Roma, 23 novembre 1831 - Der medemo

 

 




1 Tira tira: «un oggetto attraente», e specialmente una «donna amata».

2 Non so che risponderti.

3 Dici.

4 Capra: sciocco.

4a Ci.

5 Il viso.

6 E il peggio è.

7 Nascosto.

8 Dicesi che qualsivoglia uomo abbia ogni giorno un’ora di debolezza.

9 Paglietta.

10 Non ci ho: non ha.

11 Per ogni uccelletto.

12 Civetta.

13 Pel cristiano: per l’uomo. I soli cristiani sono uomini. Tutti gli altri non sono uomini, ma turchi, ebrei, ecc.

 

 






Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License