Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

IntraText CT - Lettura del testo

Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

300. Primo, bbattesimo

 

Sentenno1 a Roma chiacchierà un ciarlone,
e ddí oggnisempre cuarche ccosa ssciocca,
semo soliti a ddí: cquesto opre bbocca
e jje fiato poi come ar pallone.

 

Ma sta bbocca e sto fiato è un paragone
da mettelo2 a ddormí ssott’a la bbiocca,3
ché a nnoi sce tocca a rrispettà, cce tocca,
le cose de la nostra riliggione.

 

E nun affari de scipoll’e bbieta:4
me ne accorto glieri5 si6 è ppeccato
in ner battezzà la fìa7 de Teta:

 

perché pprima dell’acqua er curato
sale, ojjo e sputo: e cquanno ha dditto: Feta,8
opre bbocca lui puro e jje ffiato.

 

6 dicembre 1831 - Der medemo

 

 




1 Sentendo.

2 Metterlo.

3 Cioè: «da farlo maturare».

4 Affari da nulla.

5 Ieri.

6 Se.

7 Figlia.

8 Effeta. Nota bene che féta (che a Roma viene da fetare, far l’uovo) vale: «sii feconda, fa’ figli».

 

 






Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License