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Cesare Sterbini
Il barbiere di Siviglia

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  • Atto I
    • SCENA XII
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SCENA XII

Bartolo, indi don Basilio

BARTOLO
Ah! Barbiere d'inferno
Tu me la pagherai Qua, Don Basilio;
giungete a tempo! Oh! Io voglio,
per forza o per amor, dentro domani
sposar la mia Rosina. Avete inteso?

BASILIO

(dopo molte riverenze)
Eh, voi dite benissimo
e appunto io qui veniva ad avvisarvi
(chiamando a parte)
Ma segretezza! E' giunto
il Conte d'Almaviva.

BARTOLO
Chi? L'incognito amante
della Rosina?

BASILIO
Appunto quello.
Bartolo
Oh diavolo!
Ah, qui ci vuol rimedio!

BASILIO
Certo; ma alla sordina.

BARTOLO
Sarebbe a dir?

BASILIO
Cosi', con buona grazia
bisogna principiare
a inventar qualche favola
che al pubblico lo metta in mala vista,
che comparir lo faccia
un uomo infame, un'anima perduta
Io, io vi serviro': fra quattro giorni,
credete a me, Basilio ve lo giura,
noi lo farem sloggiar da queste mura.

BARTOLO
E voi credete?

BASILIO
Oh certo! E' il mio sistema.
E non sbaglia.

BARTOLO
E vorreste?
Ma una calunnia

BASILIO
Ah, dunque
la calunnia cos'e' voi non sapete?

BARTOLO
No, davvero.

BASILIO
No? Uditemi e tacete.
La calunnia e' un venticello,
un'auretta assai gentile
che insensibile, sottile,
leggermente, dolcemente
incomincia a sussurrar.
Piano piano, terra terra,
sottovoce, sibilando,
va scorrendo, va ronzando;
nelle orecchie della gente
s'introduce destramente
e le teste ed i cervelli
fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo
lo schiamazzo va crescendo
prende forza a poco a poco,
vola gia' di loco in loco;
sembra il tuono, la tempesta
che nel sen della foresta
va fischiando, brontolando
e ti fa d'orror gelar.
Alla fin trabocca e scoppia,
si propaga, si raddoppia
e produce un'esplosione
come un colpo di cannone,
un tremuoto, un temporale,
un tumulto generale,
che fa l'aria rimbombar.
E il meschino calunniato,
avvilito, calpestato,
sotto il pubblico flagello
per gran sorte ha crepar.
Ah! che ne dite?

BARTOLO
Eh! sara' ver, ma intanto
si perde tempo e qui stringe il bisogno.
No: vo' fare a mio modo:
in mia camera andiam. Voglio che insieme
il contratto di nozze ora stendiamo.
Quando sara' mia moglie,
da questi zerbinotti innamorati
metterla in salvo sara' pensier mio.

BASILIO
(Vengan denari: al resto son qua io.)
 

(Entrano nella prima camera a destra.)




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