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Aristotele
Etica a Nicomaco

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10. [Il numero degli amici].

[20] In conclusione, dobbiamo farci il più gran numero possibile di amici, ovvero, come nel caso dell’ospitalità, si ritiene che sia stato giudiziosamente detto "non un uomo dai molti ospiti, né un uomo senza ospiti" 312, e si adatterà anche al caso dell’amicizia il consiglio di non essere senza amici né averne in numero eccessivo? Si riconoscerà certo che questo detto si adatta molto bene a coloro che sono amici in vista di un’utilità, [25] giacché contraccambiare servigi a molti è assai faticoso, e per farlo non basta la vita intera. Quindi, amici in numero superiore a quanti bastano alla nostra vita sono superflui e sono d’ostacolo al viver bene: non c’è, dunque, alcun bisogno di loro. Anche di quelli che sono amici in vista del piacere ne bastano pochi, come il condimento nel cibo. Ma quanto agli amici di valore, bisogna averne [30] nel più gran numero possibile, o c’è una misura determinata anche per la quantità degli amici come per quella degli abitanti di una città? 313 Infatti, non si potrà fare una città con dieci uomini, e con centomila non è più una città: ma certo la loro quantità non è data da un singolo numero determinato, bensì da un numero qualsiasi entro certi limiti. Anche il numero degli amici, [1171a] per conseguenza, è compreso entro certi limiti, e certamente saranno al massimo tanti con quanti è possibile vivere insieme (giacché questa, abbiamo detto, si ritiene la cosa più tipica dell’amicizia); ma è evidente che non è possibile vivere insieme con molti e dividersi tra di loro. Inoltre, anche quelli devono essere amici gli uni degli altri, se hanno intenzione [5] di trascorrere le loro giornate tutti insieme in compagnia: ed è laborioso realizzare ciò tra molte persone. Ma è difficile anche gioire e soffrire insieme con molte persone con familiarità, giacché è naturale che capiti nello stesso tempo di condividere la gioia dell’uno ed il cordoglio dell’altro. Dunque, è certo bene non cercare di avere un gran numero di amici, ma soltanto quanti [10] bastano per vivere insieme: si ammetterà, infatti, che non è possibile essere molto amici di numerose persone. È per questo che non è possibile amare più persone alla volta: l’amore, infatti, vuol essere una specie di amicizia portata all’eccesso, ma questo avviene nei riguardi di una sola persona: dunque, anche l’amicizia profonda può essere rivolta solo a poche persone. Sembra che le cose stiano così anche nei fatti, giacché non si diventa amici in molti, quando si tratta di un’amicizia tra camerati, [15] e le amicizie cantate dai poeti sono amicizie tra due persone. Ma coloro che hanno molti amici e trattano tutti con familiarità si ritiene che non siano amici di nessuno (a meno che non si tratti di amicizia tra concittadini), e ad essi si il nome di compiacenti. Se si tratta, dunque, di rapporti tra concittadini è possibile essere amici di molte persone, senza essere compiacenti, ma veramente virtuosi: ma un’amicizia che si fondi sulla virtù e sulle qualità della persona non è possibile che si rivolga [20] a molti, e bisogna contentarsi di trovarne anche pochi di amici simili.

 




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