Congregazione delle Figlie di santa Maria della Provvidenza
Costituzioni F. s. M. P. - 2011
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COMUNIONE

LA COMUNIONE E L’AMMINISTRAZIONE DEI BENI

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Criteri e orientamenti

Norme generali

154
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LA COMUNIONE
E L’AMMINISTRAZIONE DEI BENI
<< <   > >>Criteri e orientamenti
Fiducia nella divina Provvidenza
160 «Cercate prima il Regno di Dio e la santità, il resto vi sarà dato in aggiunta»1. In questo orizzonte di fede il Padre ha operato, in modo ben visibile ed efficace, nella vita e nelle opere di don Guanella.
Secondo i suoi insegnamenti, desideriamo credere fermamente nella divina Provvidenza, attendere i suoi tempi e i suoi modi, allontanare le ansietà e faticare di buona lena2.
Confessiamo così la nostra ferma fiducia nel Signore della storia, nelle cui mani sono i tempi e i destini delle persone, le istituzioni e le attuazioni storiche dei suoi doni3. - 155 -
Condivisione e solidarietà
161 Fedeli alla consegna del Fondatore, è nostro intento realizzare la missione dell’Istituto secondo i mezzi messi a disposizione dalla Provvidenza4.
Le nostre opere, benché umili, aspirano a contribuire alla diffusione del regno dell’amore5. Fondate sul valore della fraternità, utilizziamo i beni a nostra disposizione per apprendere e testimoniare il senso della condivisione e della solidarietà, esigenze di una fede matura e di una carità operosa.
Curiamo l’economia non per arricchire la Congregazione, ma per estendere e assicurare «il pane della Provvidenza» a un maggior numero di fratelli bisognosi6.
Valore della “risorsa umana
162 Abbiamo doni diversi, secondo la grazia data a ciascuno7 e in ogni persona riconosciamo una sorgente di ricchezza per tutti, non comparabile con alcun’altra risorsa di beni materiali.- 156 -
Poniamo particolare cura ad accogliere e promuovere l’apporto di ogni Sorella e dei laici che collaborano con noi, perché, nel rispetto di ruoli e competenze, ognuno possa mettere a disposizione e valorizzare le proprie capacità naturali, morali e professionali8.
Corresponsabilità nella produzione delle risorse
163 L’impegno della missione richiede che ciascuna di noi, secondo le condizioni e i compiti propri, partecipi alla produzione delle risorse e alla gestione dei servizi, necessari per vivere e per diffondersi9.
Amiamo l’Opera che Dio ha posto nelle nostre mani, curiamo con gioia tutto ciò che può essere utile al buon andamento ed al progresso dell’Istituto10, nel rispetto e nella valorizzazione delle regole della comunione dei beni. - 157 -
Osservanza della legislazione canonica,
propria e civile
164 I beni temporali dell’Istituto, in quanto beni ecclesiastici, sono retti secondo le disposizioni del Codice di Diritto Canonico, del Diritto proprio dell’Istituto e secondo gli adempimenti della legislazione civile11.
La fedele osservanza delle leggi pone le premesse di chiarezza, di trasparenza, di ordinata collaborazione nell’amministrazione dei nostri beni e di credibilità della missione stessa della Congregazione.
Rispettiamo le finalità originarie e costitutive degli Enti in cui siamo chiamate a operare, anche sotto il profilo dell’amministrazione e della destinazione delle risorse economiche, secondo gli indirizzi determinati dal nostro Istituto.
Ogni atto di amministrazione è validamente posto nei limiti delle rispettive ­competenze, previste nel Diritto proprio dell’Istituto, per mandato delle legittime Su­pe­riore. - 158 -
Autonomia e comunione dei beni
165 Una legittima autonomia economico-amministrativa permette alle Comunità e alle Circoscrizioni di disporre delle risorse complessive necessarie a svolgere la propria parte di missione12.
Tale autonomia è finalizzata al bene comune e a un’effettiva comunione di beni a livello di Istituto, nella perseverante testimonianza di evangelica solidarietà.
Grazie a un impegno responsabile e generoso, è così possibile «camminare più li­bere nello spirito di sacrificio, più attive e benefiche nell’energia della propria ope­rosità»13.
Rendiconto dell’uso dei beni
166 Le singole Religiose, ogni Comunità e Circoscrizione dell’Istituto, devono rendere conto della propria gestione dei beni, patrimonio dei poveri14, non solo in forza del voto di povertà, ma anche per garantire una buona amministrazione basata su norme condivise.- 159 -
In una famiglia i beni sono comuni. Occorre lasciarsi guidare da uno spirito retto e da un unanime criterio pratico di condotta15, per procurare il buon andamento morale ed economico della Congregazione16.
Discernimento nell’uso dei beni
167 In una visione dell’economia attenta alle motivazioni etiche e coerente con la dottrina sociale della Chiesa17, siamo chiamate a maturare una retta considerazione dell’uso dei beni e dell’effettiva rilevanza dei diversi strumenti finanziari.
A livello personale e comunitario, eserci­tiamo la capacità di discernere e di correggere quanto, nello stile di vita e nella gestione, non è conforme al nostro essere consacrate e ai valori del carisma fondazionale.
Ciò comporta il saper coniugare la sobria semplicità e l’avvedutezza evangelica richieste dal nostro Fondatore per decidere e agire secondo prudenza e carità18. - 160 -
Amore preferenziale per i poveri
168 L’amore preferenziale per i poveri, che don Guanella ha vissuto e trasmesso a noi19, orienta le nostre scelte in campo sociale e le decisioni da prendere circa la proprietà e l’uso dei beni.
Ogni valutazione, anche in campo economico e amministrativo, trova il criterio prioritario nella carità verso i più bisognosi, perché sarebbe far torto alla Provvidenza mettere «all’ultimo posto di casa chi deve stare al primo»20.
Solidarietà ecclesiale
169 Il nostro Istituto è impegnato a esprimere una fraterna solidarietà verso le Chiese Locali più bisognose e a sostenere il Papa e gli Organismi di cui egli si serve per il suo servizio universale di carità21.
Un profondo senso della dimensione cattolica della Chiesa rende la nostra Congregazione disponibile all’aiuto concreto e alla cooperazione, anche «con disinteresse dell’opera propria, purché si faccia del bene»22. - 161 -
Econome ed amministratrici
170 Le Econome e le Sorelle che collaborano all’amministrazione dei beni dell’Istituto sono tenute a operare con lealtà e competenza.
Esse devono prevedere e provvedere affinché non si trascuri nulla di quanto può essere utile e vantaggioso, in coerenza con il voto e il valore della povertà evangelica23.
Negli organismi consiliari, secondo i rispettivi livelli di governo, forniscono il loro specifico contributo ai processi decisionali, secondo le indicazioni del Direttorio.
Formazione alla gestione e all’uso dei beni
171 Una testimonianza evangelica dell’uso dei beni è sostenuta da una formazione specifica per le responsabili dell’amministrazione e da una adeguata informazione per le singole Religiose.
In tal modo intendiamo favorire una mentalità e prassi amministrativa aperta alle trasformazioni del mondo economico-finanziario, - 162 -ma soprattutto attenta alle esigenze dei destinatari della nostra missione nella Chiesa, con una intelligenza piena di amore24.
<< <   > >>Norme generali
Titolarità dei beni, uso ed usufrutto
172 L’Istituto e le Circoscrizioni hanno il diritto di possedere, acquistare, alienare e amministrare i beni temporali25 perché fruttifichino per il Signore, secondo la nostra ispirazione originaria.
Le Comunità hanno l’uso, l’usufrutto e l’ordinaria manutenzione dei loro beni.
La manutenzione straordinaria, la costruzione e la ricostruzione degli immobili sono a carico dell’Amministrazione provinciale e della Curia Generale, secondo le indicazioni del Regolamento Amministrativo. - 163 -
Atti di ordinaria e straordinaria amministrazione
173 Gli atti di amministrazione ordinaria e straordinaria sono determinati nel Direttorio26.
Gli atti di ordinaria amministrazione possono essere compiuti dalla Superiora Locale o rispettiva Economa, senza il ricorso preventivo alla Superiora Maggiore e suo Consiglio27.
Gli atti di straordinaria amministrazione devono essere approvati dalla Superiora Maggiore di competenza, con il consenso del suo Consiglio, secondo le indicazioni del Regolamento Amministrativo.
Validità degli atti di straordinaria amministrazione
174 Per la validità degli atti di straordinaria amministrazione è necessaria licenza scritta della Superiora Maggiore con il consenso del suo Consiglio, secondo le indicazioni del Regolamento Amministrativo28.
Per la validità delle alienazioni e dei negozi giuridici, che possono peggiorare lo stato patrimoniale della persona giuridica e di - 164 -valore superiore alla somma fissata dalla Santa Sede, pari alla somma massima stabilita dalla Conferenza Episcopale nelle rispettive Regioni, si richiede anche la licenza della Santa Sede.
Per l’alienazione di ex voto donati alla Chiesa, di oggetti preziosi per il loro valore artistico o storico, si richiede inoltre la licenza della Santa Sede29, che costituisce sempre certificazione dell’esistenza della licenza e del consenso di cui ai cann. 638 §3 e 1292 §1.
Competenze del Capitolo Generale
175 Compete al Capitolo Generale statuire e aggiornare il Diritto proprio dell’Istituto circa la comunione e l’amministrazione dei beni e provvedere, mediante apposite delibere, a nuove disposizioni in materia economico-finanziaria.
Al medesimo spetta la valutazione della relazione sessennale sullo stato patrimoniale ed economico-finanziario dell’Istituto, presentata dall’Economa Generale e sottoscritta - 165 -dalla Superiora Generale con il consenso del suo Consiglio.
Competenze della Superiora Generale
e suo Consiglio
176 La Superiora Generale e il suo Consiglio amministrano i beni dell’Istituto nell’ambito delle facoltà determinate dal Diritto universale e dal Diritto proprio, con l’operosa e attenta vigilanza richiesta a chi ne deve rispondere di fronte alla Chiesa e alla Congregazione.
La Rappresentante Legale dell’Istituto, nelle rispettive Circoscrizioni, è nominata dalla Superiora Generale con il consenso del suo Consiglio.
Competenze dell’Economa Generale
177 L’Economa Generale gestisce l’amministrazione dei beni dell’Istituto, sotto la direzione della Superiora Generale con il suo Consiglio30. - 166 -
Le competenze proprie dell’Economa Generale sono:
a) la cura della gestione economica e la tenuta delle scritture contabili31;
b) la catalogazione e conservazione dei documenti economico-amministrativi (archivio)32;
c) la redazione del verbale di consegna e riconsegna dei beni, anche culturali, con relativo inventario33;
d) la presentazione dello stato di previsione alla Superiora Generale e suo Consiglio34;
e) la presentazione del rendiconto annuale alla Superiora Generale e suo Consiglio35;
f) la presentazione della relazione sessennale sullo stato patrimoniale ed economico dell’Istituto alla Superiora Generale e suo Consiglio.
L’Economa Generale, secondo le indicazioni della Superiora Generale e suo Consiglio:
a) collabora con le Econome di Circoscrizione, - 167 -per l’esatto espletamento del loro compito e ne coordina le iniziative;
b) esamina in apposite visite lo stato patrimoniale delle Case, il modo con cui procede l’amministrazione e sono curate la manutenzione e le condizioni delle infrastrutture dell’immobile, delle apparecchiature e dell’arredamento;
c) richiede l’invio del rendiconto amministrativo annuale alle Econome Provinciali e i rapporti periodici su moduli appositamente loro inviati;
d) ritira dalle Econome Provinciali i contributi previsti nel Direttorio;
e) esercita il controllo su tutti i lavori edilizi dell’Istituto, coadiuvata dagli Uffici preposti e d’intesa con l’Economa Provinciale.
È dovere dell’Economa Generale informare periodicamente della sua gestione la Superiora Generale e suo Consiglio, in particolare del movimento economico-finanziario, della situazione patrimoniale dell’Istituto e dei rendiconti amministrativi delle singole Case e Circoscrizioni. - 168 -
Competenze dell’Economa Provinciale
178 L’Economa Provinciale gestisce l’amministrazione dei beni della Provincia, sotto la direzione della Superiora Provinciale e suo Consiglio36.
Le competenze proprie dell’Economa Provinciale sono:
a) la cura della gestione economica e la tenuta delle scritture contabili della Provincia37;
b) la catalogazione e conservazione dei documenti economico-amministrativi (archivio)38;
c) la redazione del verbale di consegna e riconsegna dei beni, anche culturali, con relativo inventario39;
d) la presentazione dello stato di previsione alla Superiora Provinciale e suo Consiglio40;
e) la presentazione del rendiconto annuale alla Superiora Provinciale e suo Consiglio41; - 169 -
f) la presentazione della relazione sessennale sullo stato patrimoniale ed economico della Provincia alla Superiora Provinciale e suo Consiglio.
L’Economa Provinciale, secondo le indicazioni della Superiora Provinciale e suo Consiglio:
a) collabora con l’Economa Generale e cura gli adempimenti previsti verso l’amministrazione generale;
b) collabora con le Econome Locali, per l’esatto espletamento del loro compito e ne coordina le iniziative;
c) esamina in apposite visite lo stato patrimoniale delle Case della Provincia, il modo con cui procede l’amministrazione e sono curate le manutenzioni e le condizioni delle infrastrutture dell’immobile, delle apparecchiature e dell’arredamento;
d) sollecita e verifica i resoconti amministrativi, semestrali e annuali, delle Comunità;
e) ritira dalle Case i contributi previsti nel Direttorio; - 170 -
f) esercita il controllo su tutti i lavori edilizi della Provincia d’intesa con l’Economa Generale e gli Uffici preposti;
g) affianca le Superiore Locali perché in ogni struttura in costruzione si rispecchi l’efficacia e la sobrietà;
h) coadiuva il Consiglio Provinciale nelle operazioni di ordine amministrativo ed economico.
È dovere dell’Economa Provinciale informare periodicamente della sua gestione la ­Superiora Provinciale e suo Consiglio, in particolare del movimento economico-finanziario, della situazione patrimoniale della Provincia e dei rendiconti amministrativi delle singole Case.
Competenze dell’Economa Locale
179 L’Economa Locale gestisce l’amministrazione dei beni della Comunità, sotto la responsabilità e la direzione della Superiora Locale e del Consiglio, secondo le indicazioni del Direttorio.
In stretta collaborazione con la Superiora, l’Economa provvede agli adempimenti di amministrazione ordinaria della Casa; registra - 171 -con diligenza e precisione la contabilità e la rispettiva documentazione; vigila sulla qualità e sull’efficienza della gestione dei servizi.
Fermo restando quanto disposto dall’articolo 173 delle Costituzioni, la Superiora e l’Economa non affrontano soluzioni di problemi economici, né prendono iniziative di notevole importanza, senza il previo parere dell’Economa di Circoscrizione e il consenso della Superiora Maggiore e suo Consiglio.
Adempimenti gestionali delle Comunità locali
180 La Superiora e l’Economa sono sollecite nel soddisfare gli adempimenti previsti dal Direttorio e dal Regolamento Amministrativo verso l’Amministrazione di Circoscrizione e generale.
L’Economa è pronta a rendere conto della sua gestione, sia alla Superiora Locale sia all’Amministrazione provinciale e generale, annualmente e ogni volta che ne sarà richiesta.
Nei modi e nei tempi ritenuti più opportuni, in particolare, nell’ambito della programmazione comunitaria e nella presentazione dei bilanci, la Superiora informa tutta - 172 -la Comunità sulla situazione economico-finanziaria, ordinaria e straordinaria della Casa.
Competenze della Delegazione
181 La normativa circa la comunione e l’amministrazione dei beni ascritti alla Delegazione è disciplinata nel Regolamento Amministrativo.















p. 154
1
SpC, p. 222.


2
Cf. SpC, p. 56.


3
Cf. VC 63.


p. 155
4
Cf. SpC, p. 786.


5
Cf. LDP III, ott. 1907, p. 119.


6
Cf. SpC, p. 231.


7
Cf. Rm 12, 6a.


p. 156
8
Cf. DB n. 253.


9
Cf. SpC, p. 678.


10
Cf. SpC, p. 30.


p. 157
11
Cf. can. 635.


p. 158
12
Cf. can. 634.


13
VSO, p. 140.


14
Cf. SpC, p. 1410.


p. 159
15
Cf. SpC, p. 27.


16
Cf. SpC, p. 105.


17
Cf. CV 36.


18
Cf. SpC, p. 697.


p. 160
19
Cf. VdP, p. 74.


20
SpC, p. 796.


21
Cf. can. 640.


22
VSO, p. 485.


p. 161
23
Cf. SpC, p. 740.


p. 162
24
Cf. CV 30.


25
Cf. can. 634 §1.


p. 163
26
Cf. can. 1281 §2.


27
Cf. can. 638 §2.


28
Cf. can. 638 §3.


p. 164
29
Cf. can. 1292 §2.


p. 165
30
Cf. can. 636 §1.


p. 166
31
Cf. can. 1284 §2, 7o.


32
Cf. can. 1284 §2, 9o.


33
Cf. can. 1283, 2o.


34
Cf. can. 1284 §3.


35
Cf. cann. 636 §2; 1284 §2, 8o; 1287 §1.


p. 168
36
Cf. can. 636 §1.


37
Cf. can. 1284 §2, 7o.


38
Cf. can. 1284 §2, 9o.


39
Cf. can. 1283, 2o.


40
Cf. can. 1284 §3.


41
Cf. cann. 636 §2; 1284 §2, 8o; 1287 §1.





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