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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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398. A Caione Gasparo, CSSR. Benevento.

Riferisce la difficoltà di reperire Padri per la nuova fondazione di Benevento.

 

Nocera, 04. 05. 1777.

 

<V. Gesù> M.a e Gius.e

<D. Gasparo mio>

D. Andrea1 mi ha fatta leggere la <lettera che> gli avete scritta. È vero ch'io in questo stato sto continuamente stordito, ma certe cose più grosse ben le conosco. Fra queste ben conosco quanto V. R. sta pieno d'infermità e caduto di salute; ma bisogna che ora vi sagrificate a [ETML-M:U=“[“]G[esù] [ETML-M:U="[]"][ETML-M:U=“[“]C[risto], perché presentemente io

non ho soggetto di cui possa fidarmi fuori di V. R. specialmente per cotesta fondazione, così scagiosa2 e piena d'imbrogli.

Ho saputo la ripugnanza fatta da Santorelli3. Volesse Dio e fosse solo! Io temo che costì troverete in cotesta casa in più cose più Santorelli. Che voglio dire? Io piango, perché i soggetti della Congregazione non sono quelli, quali erano un tempo. Volesse Dio e fossero tutti amanti dell'ubbidienza, come sempre l'ha amata V. R Ora bisogna pregare e tornare a pregare, e con alcuni le preghiere non arrivano.

V.R. scrive che vuole i soggetti necessarj e proprj. Si è scritto già a' soggetti da parte mia con modo risoluto e perentorio, ma Dio sa quante scuse ed eccezioni avranno da opponere4. Onde D. Gasparo mio, bisognerà che rimediate con quelli soggetti che possiamo avere.

La fondazi<one>... che non si può interromp<ere>... per le circostanze che vi... <con>tentarci del pane che poss<iamo>... le poi per ora potrete di<re>... destinati non han potuto per ora... ni che stan facendo, ma che appresso verranno.

Frattanto V. R. sarà Superiore in Bene<vento>, così della casa della città come di quella di Sant'Angelo; ed io lo farò sapere a tutti gli altri, acciocché l'ubbidiscano. Ed ella avrà pazienza di tirar questo carro, sin tanto ch'è necessario, ed io la libererò di questo peso. Già vedo che il peso è grande, perché avrà che fare molto co' Superiori, cogli estranei, ed anche co' nostri, ma spero che Dio le darà forza.

Torno a dire: per cotesta fondazione al presente la persona vostra è moralmente necessaria. La prego a scrivermi o farmi scrivere spesso per la posta di Benevento, e per questa medesima riceverà le risposte, o mie o del P. Villani, al quale sarà meglio che scriva, perché io poco posso leggere, ed in questi giorni sono stato ruinato colla testa peggio forse di prima.

Mi dispiace che per ora non posso soccorrerla di danaro, che certamente vi bisognerà in molte cose necessarie. Io fido in G.C. che ha voluta questa fondazione, e così in G.C. fiderà sempre V. R. Speriamo che cotesta...

 

La prima parte della lettera è scritta dal Frat. Francesco Romito. La trascrizione è secondo l'originale, conservato in AG.

Analisi della lettera fatta dal P. Andreas Sampers.

Pubblicata in Spicilegium Historicum, Roma, 11 (1963), pp. 18-19.

 




1 Andrea VILLANI, allora Vicario Generale.



2 Scagiosa; probabilmente: scabrosa.



3 P. Constantino SANTORELLI (1739-1783)



4 Opponere: opporre.






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