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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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MED. II. L'AMORE È LUCE, CHE ILLUMINA

 

Uno de' maggiori danni, che a noi recò il peccato di Adamo, fu il renderci ottenebrata la ragione per mezzo delle passioni, che ci offuscano la mente. Povera quell'anima, che si fa dominare da qualche passione. La passione è un vapore, è un velo, che non ci fa vedere più la verità. Come può fuggire il male, chi non conosce ch'è male?1 Tanto più cresce poi quest'oscurità, quanto più crescono i nostri peccati. Ma lo Spirito Santo, che si chiama "Lux beatissima",2 è quegli che co' suoi divini splendori, non solo infiamma i cuori ad amare ma di più dilegua le tenebre e fa a noi conoscere la vanità de' beni


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terreni, il valore de' beni eterni, l'importanza della salute, il pregio della grazia, la bontà di Dio, l'amore infinito ch'egli si merita e l'amore immenso che ci porta. "Animalis homo non percipit ea, quae sunt spiritus Dei" (I Cor. 2).3 L'uomo infangato ne' piaceri della terra poco conosce queste verità, e perciò l'infelice ama quel che dovrebbe odiare, e odia quel che dovrebbe amare. S. Maria Maddalena de' Pazzi4 esclamava: "O Amore non conosciuto, o Amore non amato!" E perciò dicea S. Teresa5 che Iddio non è amato, perché non è conosciuto. Quindi i santi cercavano sempre a Dio luce, luce: "Emitte lucem tuam: Illumina tenebras meas: Revela oculos meos".6 Sì, perché senza luce non possono evitarsi i precipizi, né può trovarsi Dio.

 

Affetti e preghiere

 

O santo e divino Spirito, io credo che voi siete vero Dio, ma un solo Dio col Padre e col Figlio. Vi adoro e vi riconosco per donatore di tutti i lumi, con cui mi avete fatto conoscere il male che ho commesso in offendervi, e l'obbligo che ho di amarvi, ve ne ringrazio, e mi pento sommamente di avervi offeso. Io meritava che mi abbandonaste nelle mie tenebre, ma vedo che non mi avete abbandonato ancora. Seguite, o Spirito eterno, ad illuminarmi ed a farmi sempre più conoscere la vostra infinita bontà, e datemi forza di amarvi per l'avvenire con tutto il mio cuore. Aggiungete grazie a grazie, acciocch'io7 resti dolcemente vinto e costretto a non amare altro che voi. Ve ne prego per li meriti di Gesu-Cristo. V'amo,8 sommo mio bene, v'amo più di me stesso. Io voglio essere tutto vostro, accettatemi voi, e non permettete che da voi io più mi parta.

 

O Maria, madre mia, assistetemi sempre colla vostra intercessione.

 




1 [24.] ch'è male) che è male B B1 B2.

2 [26.] Sequentia Missae Pentec.: «O lux beatissima».

3 [4.] I Cor., 2, 14.

4 [6.] V. PUCCINI, Vita della veneranda suor M. Maddalena de' Pazzi, p. I, c. 12; Firenze 1611, 19: «Poi fermatasi nella contemplazione dell'umanato Verbo, che fu sopra quella (croce) confitto, cominciò ad esclamare: O amore, o amore, quanto sei poco conosciuto ed amato. Se non trovi dove ti riposare, vieni, o amore, tutto in me, che ben io ti raccetterò».

5 [8.] S. TERESA, Esclamazioni dell'anima a Dio, XIV; Op. spirit., II, Venezia 1678, 201, col. 2: «O Signore e vero Dio mio, chi non vi conosce, non vi ama. O che gran verità è questa! Ma o che dolore, o che dolore, Signore mio, di coloro che non vi vogliono conoscere». Cfr. Obras, IV, Burgos 1917, 287.

6 [9.] Ps., 42, 3: «Emitte lucem tuam»; Ps., 17, 29: «Illumina tenebras meas»; Ps., 118, 18: «Revela oculos meos».

7 [21.] acciocch'io) acciocché io B B1 B2.

8 [23.] v'amo, v'amo) vi amo, vi amo B B1 B2.




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