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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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MED. IV. DEL GRANDE AMORE, CHE GESU-CRISTO CI HA DIMOSTRATO NEL SS. SAGRAMENTO

 

"Sciens Iesus, quia venit hora eius, ut transeat ex hoc mundo ad Patrem, cum dilexisset suos, in finem dilexit eos" (Io. 13. 1). Sapendo Gesù esser giunta l'ora della sua morte, volle prima di morire lasciarci il contrassegno più grande, che potea darci del suo affetto, e fu questo il dono del SS. Sagramento. "In finem dilexit eos, spiega il Grisostomo,1 extremo amore dilexit eos". Amò allora gli uomini col più grande amore, con cui potea amarli, donando loro tutto se stesso. Ma in qual tempo Gesù istituì questo gran Sagramento, con lasciarci se stesso? Nella notte antecedente alla sua morte: "In qua nocte tradebatur (scrive l'Apostolo) accepit panem, et gratias agens, fregit, et dixit: Accipite, et manducate, hoc est corpus meum" (I Cor. 11. 24).2 Nel mentre che gli uomini s'apparecchiavano a dargli la morte, egli lor3 volle dimostrare quest'ultima4 pruova del suo amore. I segni d'affetto che ci dimostrano gli amici in tempo della loro morte, restano più impressi nel nostro cuore; a tal fine volle Gesù poco prima di morire lasciarci questo


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dono del Sagramento. Ben dunque da S. Tommaso5 questo dono fu chiamato Sagramento e pegno d'amore: "Sacramentum caritatis, caritatis pignus"; e da S. Bernardo6 amore degli amori, "Amor amorum"; perché in questo Sagramento Gesu-Cristo unì e compì tutte l'altre finezze d'amore a noi dimostrate. Quindi S. Maria Maddalena de' Pazzi7 chiamava il giorno, in cui Gesù istituì questo Sagramento, "il giorno dell'amore".

 

Affetti e preghiere

 

O amore infinito di Gesù, degno d'essere amato con altro infinito amore! Voi Signor mio, siete così innamorato degli uomini, e come poi gli uomini sono così disamorati con voi! Che più avete da fare per farvi da essi amare? Deh Gesù mio, voi siete così amabile e così amante, fatevi conoscere e fatevi amare. Quando io amerò voi, come voi avete amato me? Deh scovritemi8 sempre più le grandezze della vostra bontà, acciocch'io9 sempre più arda per voi d'amore, e m'impieghi a darvi gusto. O diletto dell'anima mia, vi avessi sempre amato! Oimè che vi è stato un tempo, in cui non solamente non v'ho10 amato, ma ho disprezzata la grazia vostra e 'l vostro amore. Mi consola il dolore che ne sento, e spero il perdono per la vostra promessa di perdonar11 chi si pente. A voi, mio Salvatore, converto tutti gli affetti miei; aiutatemi


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voi per li meriti della vostra passione ad amarvi con tutte le mie forze. O morissi per voi come voi siete morto per me.

 

O Madre di Dio, Maria ottenetemi voi la grazia di non amare d'ogg'innanzi12 altro che Dio.

 




1 [16.] CHRYSOST., In Ioannem, hom. 70, n. 1; PG 59, 381-82: «Viden quomodo relicturus eos, vehementiorem amorem exhibeat: Cum dilexisset suos qui erant in mundo, in finem dilexit eos, hoc significat: nihil praetermisit eorum quae ardenter amantem oportet facere. Cur non a principio hoc fecit? Maiora in extremo facit, ut eorum caritatem augeat, et magnum indat animum ad futura perferenda mala... Quid significat illud, in finem dilexit eos? Id est, amare perseveravit, ac ferventis amoris signum hoc esse dicit».

2 [22.] I Cor., 11, 23-24.

3 [23.] lor) loro B B1 B2.

4 [24.] quest'ultima) questa ultima B B1 B2.

5 [1.] Da SIMONE BAGNATI, Finezze eucaristiche, ser. 15; Napoli 1724, 184: «È una lega tutta fior d'amore, d'un Dio amante del genere umano, chiamato per antonomasia dal dottor Angelico: Sacramentum charitatis; summae Christi charitatis pignus est. Opusc. 58, c. 25». Cfr. Opera S. Thomae, op. 58, c. 25; XVII, Romae 1570, f. 56, col. 3: «Nominatur enim quandoque verus panis, quandoque sacramentum altaris, quandoque sacramentum charitatis». La critica moderna rigetta come spurio l'opuscolo: cfr. Opuscula theologica S. Thomae, I, Taurini 1954, p. XV. 

6 [4.] Ps. BERNARDUS, Sermo de excellentia SS. Sacramenti et dignitate sacerdotum, n. 10: PL 184, 987: «Potesne aestimare quale vel quantum est hoc sanctum sanctorum, et sacramentum sacramentorum, amor amorum, dulcedo omnium dulcedinum?» (Vedi Glorieux, 72).

7 [5.] V. PUCCINI, op. cit., c. 92; Venezia 1642, 170: «Parlava di questo SS. Sagramento con gran tenerezza d'amore; e il giovedì, che fu quel giorno in cui fu da Gesù istituito, lo chiamava il dì dell'amore, e avea particolare desiderio che in questo giorno le sorelle si comunicassero».

8 [14.] scovritemi) scopritemi B B1 B2.

9 [15.] acciocch'io) acciocché io B B1 B2.

10 [17.] v'ho) vi ho B B1 B2.

11 [19.] perdonar) perdonare B B1 B2.

12 [4.] ogg'innanzi) oggi innanzi B B1 B2.




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