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S. Alfonso Maria de Liguori
Visite al SS. Sacramento

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Visite al SS. Sacramento ed a Maria SS.ma

 

Approccio alla lettura*

 

Scheda

Pensieri ed affetti divoti nelle visite al SS. Sacramento ed alla sempre immacolata SS. Vergine. (dal 1749: Visite al SS. Sacramento ed a Maria SS., per ciascun giorno del mese)

Edizioni contemporanee a S. Alfonso

1745*

1748, Napoli, Paci

1749, Napoli, Pellecchia, in 12°, pp. 168

1750, Roma, Puccinelli, in 12°, pp. 178 (Pensieri...)

1751, Napoli, Pellecchia, in 12°, pp. 168, 4ª ed., insieme all’Amore delle Anime.

1754, Napoli, Gessari, 5ª ed., in 12°, pp. 168

1755, Napoli, Gessari, 6ª ed.

1755, Roma, Puccinelli, in 16°, pp. 256

1758, Napoli, Di Domenico (a spese di Stasi), 11ª ed.

1758, Venezia, Remondini

1759, Roma, Puccinelli, in 12°, pp. 275, insieme a Modo di conversare... con Dio.

1759, Napoli, Gessari, raccolta di operette spirituali.

1760, Napoli, Paci, raccolta di operette spirituali, 12ª ed.

1760, Napoli, Di Domenico, raccolta di operette spirituali, 13 ed.

1761, Napoli, Gessari, raccolta di operette spirituali, 13ª ed.

1763, Napoli, Raimondi, raccolta di operette spirituali, 14ª ed.

1763, Venezia, Remondini, raccolta di operette spirituali, 10ª ed.

1765, Napoli, Gessari, raccolta di operette spirituali, 17ª ed.

1766, Napoli, Di Domenico (Stasi), raccolta di operette spirituali, 11ª ed.

1766, Bassano, Remondini, raccolta di operette spirituali, 11ª ed.

1767, Napoli, Morelli (Stasi), raccolta di operette spirituali, 19ª ed.

1767, Napoli, Castellano, raccolta di operette spirituali, 17ª ed

1767, Roma, Puccinelli, in 12°, pp. 274, insieme a Modo di conversare... con Dio.

1768, Napoli, Paci, raccolta di operette spirituali, 17ª ed.

1769, Napoli, Stasi, raccolta di operette spirituali, 18ª ed.

1769, Firenze, Stecchi e Pagani, raccolta di operette spirituali.

1770, Parma, s.n., raccolta di operette spirituali

1770, Bassano, Remondini, raccolta di operette spirituali, 12ª ed.

1773, Roma, s. n. (Visite affettuose al SS. Sacram.)

1774, Bassano, Remondini, raccolta di operette spirituali, 13ª ed.

1776, Napoli, Paci, raccolta di operette spirituali, 19ª ed.

1776, Bassano, Remondini, raccolta di operette spirituali, 14ª ed.

1777, Napoli, Stasi, raccolta di operette spirituali, 19ª ed.

1779, Cremona, Manini, raccolta di operette spirituali.

1780, Bassano, Remondini, raccolta di operette spirituali, 15ª ed.

1781, Roma, Canetti, raccolta di operette spirituali (1ª ed. romana)

1781, Napoli, Orsini, raccolta di operette spirituali, 20ª ed.

1784, Napoli, Flauto, raccolta di operette spirituali, 18ª ed.

1784, Bassano, Remondini, raccolta di operette spirituali, 16ª ed.

1785, Napoli, Morelli, raccolta di operette spirituali, 18ª ed.

1787, Napoli, Morelli, raccolta di operette spirituali, 19ª ed.

Sono 31 meditazioni per la visita al SS. Sacramento, seguite ciascuna da un saluto alla SS. Vergine. In testa all’opera si trova una lunga introduzione sull’eccellenza di questa pia pratica e della comunione spirituale. La maggior parte delle edizioni contiene anche gli Atti per la S. Comunione e le Aspirazioni amorose a Gesù Sacramentato.

S. Alfonso stesso nell’introduzione racconta l’origine di questo lavoro: "Alcune delle riflessioni e degli affetti che si vanno a leggere erano state raccolte da me per aiutare la preghiera dei giovani della nostra umile Congregazione durante la visita quotidiana che essi fanno, secondo il nostro costume, al SS. Sacramento e alla SS. Vergine Maria. Un pio secolare, che faceva i ritiri nella nostra Casa, le ha ascoltate; gli piacquero e volle che fossero stampate a sue spese per il bene comune. Mi ha indotto per il futuro di aumentarne il numero perché le persone devote potessero servirsene ogni giorno del mese".

Quando fu realizzato questo disegno? Quasi tutti danno come data certa dell’uscita di questo libro l’anno 1745. Essi si basano sulla lettera del 17 agosto 1744 al canonico Sparano, revisore ecclesiastico, nella quale il Santo lo prega di non tardare a rivedere il libro al fine di poterne commissionare subito la stampa.

Questo argomento non è decisivo; tra la domanda dell’imprimatur e la sua concessione può passare molto tempo (come è avvenuto per le opere del Santo) e, ancora, a quali ritardi gli stampatori non condannano i loro clienti? Quindi la data tradizionale indicata è approssimativa, fino a quando non si sarà ritrovato un esemplare con la data del 1745.

Invano sono state fatte ricerche a tal fine nelle biblioteche napoletane; la più antica edizione menzionata è quella del 1748, presso Gianfrancesco Paci a Napoli; la più antica pervenuta a noi è del 1749, stampata anch’essa a Napoli, presso Alessio Pellecchia. Essa porta già il titolo attuale di Visite al SS. Sacramento ed a Maria SS., per ciascun giorno del mese, mentre le prime edizioni si chiamerebbero, secondo il Dilgskron (t.1, p. 272), Pensieri ed affetti divoti nelle visite al SS. Sacramento ed alla sempre immacolata SS. Vergine Maria per ciascun giorno del mese.

L’operetta si diffonde rapidamente. Nel luglio 1756 S. Alfonso scrive che già vi sono 9 edizioni napoletane, nel 1758 se ne contano 11 e qualcuna a tiratura di migliaia di esemplari. Sembra che il Santo resti in debito con la verità: egli infatti conta le sole edizioni di Stasi, che nel 1758 ha pubblicato l’undicesima edizione presso Di Domenico; ma ve ne sono altre presso Pellecchia, Paci, Gessari. In una lettera dell’8 ottobre 1759 il Santo fa notare che le sue Visite sono così spesso stampate a Napoli che c’è una confusione; e non c’è mezzo di riservarsene la pubblicazione, poiché non ha potuto ottenere il privilegio, accordato solo per le grandi opere.

Intanto, l’incontestabile successo dell’operetta non calma il suo zelo, egli vi ha messo tutta la sua anima ed è desideroso di farle valicare i limiti del Regno di Napoli. E’ vero che già nel 1750 e nel 1755 sono apparse a Roma due edizioni, ma egli sogna una diffusione più universale affidandolo alla ditta Remondini di Venezia. Nel 1756 egli prega il grande editore veneto, che in questo momento sta pubblicando i suoi libri di teologia, di stampare anche le Visite; ma Remondini sembra esitare. Lo sollecita per ottenerne il consenso e lo rassicura sul successo di questa stampa, citando il successo ottenuto dagli editori napoletani (15 aprile 1757); lo stuzzica: "Come vedo, la Madonna e Gesù Cristo V. S. Ill.ma li fa andare sempre in ultimo luogo" (5 giugno 1758); gli dice di aver intenzione di affidare questa pubblicazione allo stampatore veneziano Zatta, che glielo ha chiesto (16 luglio 175).

Le sue insistenze hanno la meglio. Il 10 agosto 1758 gli scrive tutto felice di aver visto l’operetta annunciata nel catalogo del Remondini, il quale - in effetti - pubblicò in quest’anno le Visite e prima della morte dell’autore le stamperà ancora sette volte.

Intanto i Napoletani continuano le loro edizioni e una, quella di Orsini del 1781, porta nel titolo "ventesima edizione". Ve se sono altre a Roma, Parma, Cremona, Firenze: ne abbiamo rintracciate ben 38 contemporanee all’autore; ma c’è da supporre che il loro numero passi la cinquantina.

Nel 1756 le Visite hanno oltrepassato le Alpi. In questo anno il censore episcopale di Mainz dà l’imprimatur per la prima edizione tedesca che apparirà l’anno seguente: era opera di un Padre della Compagnia di Gesù. Il suo lavoro fu così bene accolto che prima del 1787 ebbe ben 7 riedizioni.

Uno dei confratelli di questo gesuita, il P. I. Pietro Doré, introdusse l’operetta in Francia e inviò la sua traduzione, stampata a Nancy nel 1772, in omaggio all’autore, il 31 agosto di quest’anno. Anche in Francia le Visite si diffondono rapidamente: ve ne sono una ventina di edizioni contemporanee al Santo. Nello stesso tempo esse penetrano nel Belgio ad opera del canonico Hannequin che ha conosciuto personalmente S. Alfonso a Roma e che nel 1777 gli invia alcuni esemplari della prima edizione di Liegi del 1776. Questa sarà stampata ancora quattro volte durante la vita del Santo e, tradotta in fiammingo, è pubblicata per quattro volte anche a Bruges tra il 1778 e il 1786.

Si può dunque credere che durante la vita del santo Dottore l’operetta fu stampata 80 volte. Innumerevoli sono state le edizioni italiane postume e le traduzioni in oltre quaranta lingue diverse.

Il decreto che conferisce all’autore il titolo di Dottore della Chiesa sottolinea particolarmente il merito di questo lavoro. "Sarebbe falso dire che S. Alfonso ha inventato le visite al SS. Sacramento, ma suo merito è stato di aver dato a questa pratica una forma determinata, facile e alla portata di tutti. Nello stesso modo che si attribuisce il rosario a san Domenico, la via Crucis ai figli del serafico san Francesco, gli esercizi spirituali a sant’Ignazio, è possibile attribuire le visite al SS. Sacramento ad Alfonso, nel senso che egli ha reso questa pratica accessibile a tutti e gli ha dato una forma popolare".

 

P. Maurice De Meulemeester

Bibliographie générale des écrivains rédemptoristes,

Louvain 1933, pp. 56-59




* Le Visite furono pubblicate nel 1744 o al più '45 con il titolo: «Pensieri ed affetti divoti nelle Visite al SS. Sacramento ed alla sempre Immacolata SS.a Vergine Maria per ciascun giorno del mese: utili per ognuno, ma specialmente per gli religiosi, che hanno il comodo di poter visitare a loro libertà Gesù Sacramentato nelle chiese proprie. Composti dal P. D. Alfonso de Liguori Rettore maggiore della Congreg. del SS. Salvatore eretta nelle diocesi di Salerno, di Nocera e di Bovino». Nel 1749 il titolo viene cambiato nell' altro: «Visita al SS. Sacramento ed a Maria Santissima... composta dal P. D. Alfonso delLiguori Rettore Maggiore della Congregazione del SS. Redentore», ed il testo subisce alcune varianti. Si susseguono altre edizioni delle quali alcune conservano il testo primitivo col titolo nuovo, altre ammettono le varianti nel testo lasciando immutato il titolo. - Nel 1755 a Napoli, presso Ben. Gessari, abbiamo la «sesta edizione: nuovamente riveduta, accresciuta e corretta dall' autore» la quale è l' ediz. ristampata poi sempre dal Remondini e maggiormente diffusa. Nel 1758 viene pubblicata a Napoli, a cura di G. Di Domenico, a spesse di G. Stasi, l' ediz. undecima «nuovamente accresciuta e corretta dall' autore». Di essa il Santo scriveva al Remondini (5 giugno 1758: Lettere, III, pag. 68): «... Le voglio mandare l' ultima che ora si sta ristampando, dove vi ho aggiustate meglio molte altre cose». La maggiore variante che si rileva in questa edizione è che le brevi riflessioni Mariane per le prime 23 Visite sono sostituite da altrettante orazioni di SS. Padri o scrittori ecclesiastici, e per le rimanenti 8 Visite sono rifatte in parte o totalmente. Nell' intenzione dell' autore questa doveva costituire l' edizione definitiva, ma non ebbe fortuna fuori del regno di Napoli.

L' edizione più antica che noi abbiamo potuto avere tra le mani è quella del 1748. Pur tenendo conto e segnando in nota le diverse varianti, riproduciamo nel testo le due redazioni delle Visite a Maria, quella del 1755 e quella del 1758, alle quali si rilegano tutte le altre edizioni posteriori. Di nessun valore è l' edizione pubblicata a Roma dal Bourlié nel 1815.

Le Visite hanno avuto un successo veramente straordinario: circa 80 edizioni mentre ancora viveva il Santo e più di due mila dopo la sua morte.






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