Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Svegliarino...
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SVEGLIARINO CINQUANTA CONFERENZE ALLE PIE UNIONI DI UNA PARROCCHIA

DODICI CONFERENZE ALLE FIGLIE DI MARIA

III. Una severa ammonizione

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III.

Una severa ammonizione

  1. [13]Vengo con una severa ammonizione. Appunto voi, perché praticate esercizii di pietà e che dite <di> osservare regole di perfezione, voi siete talvolta in pericolo assai grave. E questo disastro non vi minaccia per l'opere buone che fate, ma per quel molto male che vi frammischiate in eseguirle. Voi siete in pericolo per quelle colpe manifeste che commettete e le quali sprezzate perché sapete essere colpe veniali. Stoltezza inaudita! Quasi che voi, obbligate a special proposito di perfezione, non siate in modo più particolare obbligate a schivar qualsiasi peccato! Attente, attente, che voglio ben io farvi intendere che or mai dovete lasciar quelle colpe di invidia, di ira, di impazienza, di irriflessione e di altre cosiffatte. Né con ciò pretendo che vi facciate impeccabili. Voglio solo che ben considerando non abbiate a sprezzare come cose da nulla quei falli veniali in cui siete solite cadere. Se sprezzate [14]evitarne i peccati veniali, cadrete presto nei mortali per le buone ragioni che son per dirvi.

  2. La prima ragione è dalla parte nostra. Avviene nel male della colpa come del male fisico. Chi poco a poco si adatta al mangiare delicato, al bere abbondante, presto eccede i limiti e cade poi nelle crapule e nelle ebrietà quasi senza avvedersene. Quando poi ha uso così il corpo, sentesi naturalmente portato a quegli eccessi e vi s'affretta con corso ormai abituale. Mangiare il veleno certamente è più funesto che divorare frutta acerbe, ma intanto è verissimo che anche le frutta acerbe prese in molta copia sono atte a dare la morte. La concupiscenza è come il fuoco. Quando voi cavate la scintilla dalla pietra focaia o dal zolfanello par che stenti ad uscire, ma appena che abbia appreso un fascio di legne più non ha ritegno e vorrebbe affrettarsi a divorare ancor quello che non gli conviene, la casa. Comminciate voi a darla vinta al senso, trattate pur mollemente il corpo, subito dopo lo troverete ribelle.

 

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  3. Poi il demonio credete che si starà [15]inoperoso? Anzi quest'è che brama, che voi poco a poco abbiate a rallentare nella pietà, che poco a poco abbiate a cadere in molti falli benché leggeri. Tentarvi sulle prime di adulterio, di furto, di tradimento non osa perché sarebbe troppo. Ma volontieri vi tenta di golosità, di invidie, di impazienze, di mormorazioni, di lamenti, perché sa benissimo che cedendo in queste cose, benché veniali, presto gli darete luogo ancora in materia più grave di consenso e di azione mortale. E questa è la seconda ragione per cui avete a guardarvi dalle piccole colpe. Se sprezzate un peccato veniale con dire che è fallo da nulla, temete che non cadiate più presto in colpa mortale.

  4. Molto più se considerate che l'offesa vostra finalmente si dirige a Dio. E qui argomentate voi stesse con me. Un amico o parente vostro, se tutti i giorni viene a farvi qualche torto, e se più volte in un medesimo si attentino78 a cagionarvi una inciviltà benché leggera, voi ne provate della noia, poi del peso e infine un fastidio assai pesante. E così aggravano molto il cuor di Dio quelle infedeltà quotidiane vostre. Un carro se si carica di [16]sassi si usa con discrezione, se si carica di fieno si addossa tutto quel cumulo che si può. Intanto il carro stride più acerbamente sotto al peso del fieno che sotto al peso dei macigni. E qui devo dirvi cosa che certo non vi lascierà senza molto timore. Il Signore per castigar quelle colpe veniali così replicate e così maligne, finalmente lascia poi cadere nella colpa mortale. Siché voi cadrete nello stato di quelle inferme che non avendo voluto curare i mali di una freddatura, ora sono incapaci affatto per medicare la cancrena di polmone che si avanza per far imputridire le viscere. E voi direte ancora che un peccato veniale è male da poco? È un male pessimo. E pessimo specialmente nelle persone di chi, in qualche modo speciale, si è consecrato a servir Dio con fedeltà, ad edificare il prossimo con buon esempio. Il ciel vi guardi, Iddio vi benedica che non cadiate.

 

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Riflessi

  1. Una severa ammonizione.

  2. Chi non si guarda dai piccoli falli cadrà [17]nei maggiori per la fiacchezza propria.

  3. Cadrà per l'arte maggiore che si ha dal demonio.

  4. Per l'abbandono più sensibile che ne avrà da Dio.





p. 714
78     Originale: medesimo di meno si attentino; nell’ed. 1924, p. 231: «medesimo si attenti».



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