Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Vieni meco - 1913
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VIENI MECO PER LE SUORE MISSIONARIE AMERICANE IN USO NELLA CONGREGAZIONE DELLE FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA IN COMO (1913)

XXIV. AVE, MARIS STELLA

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XXIV.

AVE, MARIS STELLA

 

La suora missionaria in alto mare sente la propria debolezza, misura il profondo delle acque, la maestà delle onde, lo scomparire della terra[40] ferma e guarda in alto e fissa lo sguardo in Maria e sclama: «Ave, maris Stella».

Il vascello è per la suora missionaria quasi un mondo galleggiante fra le onde; mira in volto alle persone, molte di numero, varie per costume, distinte per linguaggi, un piccolo saggio di quel gran mondo che l'attende fra le regioni della grande nazione ed esclama: «Ave, maris Stella; aiutami tu, Maria, perché la figlia tua ti sia figlia costante e nel suo portamento sia ispiratrice di casti pensieri e, vittima d'amor santo, aiuti ad educare alla virtù le anime. Ave, Maria, stella del mare».

Le tenebre scendono sopra l'immensità del mare e il cupo della notte avvolge ognuno. O Regina, stella del mare, veglia tu sul mio sonno, tu che sei sempre faro di eterno chiarore. Apri gli occhi ai disturbi del mare, allo accavallarsi delle onde e gridi:[41] «Vergine santa, in mare irato, in subita procella, invoco te, benigna stella». Figlia e sorella della Immacolata pura, presto toccherai la baia. New York ti guarda e tu, salva ormai nel gran porto, invochi: «Ave, maris Stella» e poni piede fiducioso in terra della grande nazione americana. Ave, maris Stella. Ave! Ave!

 Lettere da terra ferma voi conoscete, come riferirono qualmente in modo provvidenziale lungo il primo tragitto la - 781 -divina Provvidenza fece alle prime missionarie trovare un sacerdote inglese che loro celebrò in ogni giorno il santo Sacrificio e fece loro trovare daccanto un nobilissimo signore, che in ogni mattino per tempissimo convertiva la propria cabina in cappella divota e loro faceva da guida quasi paterna non solo sul mare, ma ancora in terra sino a Chicago a quel nostro padre Gambera20 ed a sua eccellenza l'Arcivescovo21 [42] che con lo stesso ingegner architetto Leonori22 nostro ne aprirono la via per asilo e scuola e proseguiranno a fare il più per il ricovero, che è tutto di noi e delle opere nostre. Siamo poi sicuri che l'Opera di S. Raffaele con quel carissimo nostro padre Moretto23, emanazione delle Opere scalabriniane, è intima per le opere nostre e noi le dovremo gratitudine sempre, gratitudine di preghiere e di servizi corrispondenti.





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20 Padre Giacomo Gambera (1856-1934), dei Missionari di S. Carlo (Scalabriniani). Dal 1905 era parroco della parrocchia dell'Addolorata a Chicago.



21 Monsignor Edward Quigley (1854-1915), dal 1903 arcivescovo di Chicago.



22 Aristide Leonori (1856-1928), architetti. Svolse una vasta attività nella costruzione di chiese in Italia e all'estero, e si dedicò all'assistenza dei bambini poveri e abbandonati. Era amico di don Luigi Guanella; per lui progettò la chiesa di S. Giuseppe nel quartiere di porta Trionfale a Roma, e l'ampliamento del santuario del sacro Cuore, nella casa della divina Provvidenza in Como. Accompagnò e aiutò le prime Figlie di santa Maria della Provvidenza nel loro viaggio verso gli Stati Uniti.



23 Padre Gaspare Moretto (1880-1924), dei Missionari di S. Carlo (Scalabriniani). Nel 1905 succedette al padre Gambera nella direzione della Società di S. Raffaele di New York, fondata nel 1891, dal padre Pietro Bandini, per assistere gli emigranti italiani che approdavano a quel porto.



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