Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
L'angelo del santuario
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L'ANGELO DEL SANTUARIO

I. Gerusalemme! Gerusalemme!

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I.

Gerusalemme! Gerusalemme!

  [1]Fu tempo in cui i cristiani di Europa tenevano questo discorso: "Noi non morremmo contenti se prima non possiamo visitare i Luoghi Santi della passione e della morte del salvator nostro Gesù Cristo". In dirlo si disponevano popoli intieri alla partenza. Eserciti agguerriti di cristiani si avviavano

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esclamando: "Fortunati noi se per liberare Terra Santa dalla profanazione turca potremo dare il sangue e la vita". Intanto si incamminavano e pervenuti a vista della città santa esclamavano in coro di voci: "Gerusalemme! Gerusalemme!". I loro cuori nuotavano in un mare di contentezza, i pensieri delle loro [2]menti volavano con trasporto ineffabile dalla Gerusalemme terrestre alla Gerusalemme celeste. Intanto quei generosi, come figli gaudenti intorno alla madre commossa, si facevano presso alla Chiesa lor madre che li guidava. Apprendevano poi da lei soavi affetti al cuore, discorsi pietosi al labbro.

  Io rivolgo rispettoso il guardo ai miei fratelli, e loro additando la fabbrica di un monumento che si erge più nobile e più riverito in un paese cattolico, esclamo: "Gerusalemme, Gerusalemme!". E mi affretto per entrare. In camminare mi affido alla voce d'una Madre santa, la Chiesa sposa del comun Salvatore. La benedetta ha consecrato i bronzi che si elevano dalla torre di campanile ed ha poi detto: "Ecco la tromba della voce. Al suon di questa tromba voi uscite ogni giorno al combattimento. Quando cadrete gloriosi in un campo di battaglia, il suono di queste campane annunzierà [3]ai fratelli un che voi avete lasciato la Gerusalemme terrestre per affrettarvi alla Gerusalemme celeste". Fratelli, io odo questo linguaggio di una Madre santa e ne sono intenerito. Voi la udite e vi sentite inumidir le ciglia d'una lagrima pietosa. Siamo al cospetto della Chiesa nostra madre. Che le diremo? Diciamole che vogliamo essere in tutto di Dio, per essere tutto di Gesù. Affrettiamoci con questo corpo che Dio ci ha dato, sollecitiamo con questa mente e con questo cuore che ci rappresentano all'animo carissime lezioni di virtù e di luce celeste. Siamo al cospetto di Gerusalemme. Viva la città santa! Evviva per sempre alla Chiesa del salvator nostro Gesù Cristo. Ecco Gerusalemme! Ecco la Chiesa del divin Salvatore!

 

 


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