Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Da Adamo a Pio IX (III)...
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DA ADAMO A PIO IX QUADRO DELLE LOTTE E DEI TRIONFI DELLA CHIESA UNIVERSALE DISTRIBUITO IN CENTO CONFERENZE E DEDICATO AL CLERO E AL POPOLO III

LXLIV. La navicella di Pietro

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LXLIV.

La navicella di Pietro

  1. [370] Bellissima a vedersi è la navicella di Pietro, sbattuta dalle onde e in atto di far naufragio omai. Bellissimo dico il vedere tal nave, perché entro è Gesù Cristo. Questi sembra dormire, ma veglia. Ed egli d'un tratto rivoltosi a quei venti grida: "Io ve lo comando: cessate". E tosto si fa tranquillità grande568. Or che dubitiamo ancora? Quando il pericolo è massimo nella Chiesa, imminente omai è il soccorso del Signore. Vedremo questo avvenimento allo scorcio del 1800.

 

  2. In Francia al governo dell'Assemblea nazionale succedette il governo del Comitato di pubblica salute. Durando questo governo, venne il Terrore nella Francia. Gli uomini della reggenza si scatenarono come belve e massacravano quanti potevano ricchi e nobili, vittime del clero e del popolo. E martirizzavansi in mezzo a risa beffarde, a sarcasmi sanguinosi. Vantavasi taluno con dire: "Io ho fatto in questa settimana guadagnare tanti milioni alla repubblica. Nella prossima settimana ne farò guadagnare tanto più, io spoglierò un maggior numero di ricchi". Perché un vecchio balbuziente non poteva rispondere alle interrogazioni, dicevasi di lui: "Non è <del>la lingua che ho bisogno, è <del>la testa", e perché altri - 867 -era sordo scrivevasi: "Condannato per aver cospirato sordamente". Ed alla vedova Maillé: "Veramente non sei tu quella che si voleva giudicare, ma oggi o domani è lo stesso".

 

  [371] Diceva Carrier: "La repubblica non può esser felice se non le si toglie due terzi dei suoi abitanti. Conviene pigliar partiti più rapidi e più generali che tagliar le teste una ad una". Allora fu trovata la ghigliottina per troncarne molte ad un tratto. Continuava Carrier: "Noi faremo un cimitero della Francia, anziché tralasciare di rigenerarla come intendiamo noi". Chiamavansi bagni e deportazioni verticali l'atto di sommergere centinaia a centinaia le persone nelle acque di mare o di fiume. Si annegava un uomo ed una donna assieme e chiamavasi la celebrazione del matrimonio repubblicano. Quindicimila furono affogati nella Loira. Le acque del fiume rigurgitavano di cadaveri e si facevano putride.

 

  Gridavano i terroristi: "Denunziate un ricco e avrete per mercede la casa sua". Si facevano talvolta entro un paese e domandavano: "Abbiamo bisogno di cinque teste o di dieci". Se loro venivan rifiutate, facevansi invitare a mensa e poi trucidavano i più facoltosi che li avevano ricevuti.

 

  3. Ma è scritto che un regno in sé diviso si strugge569. I vermi che divorano presso una carogna fetida, finalmente si struggono da sé.

 

  Addì 31 ottobre 1793 la fazione dei girondini fu accusata e condannata al patibolo. Questi scellerati passarono l'ultima notte in orgie detestabili. Si diportarono come porci e come buoi che mangiano fin sotto al coltellaccio del macellaio. Thiers parlando di essi scrive: "La loro ultima notte fu sublime". Miserabile Thiers!

 

  Mirabeau morì alla sua volta e fu sepolto nel Panteon insieme agli eroi di suo pari con quest'epitaffio: "Ai grandi uomini la patria riconoscente". Grandissimi personaggi, scrive lo stesso Marat, cospiratori, traditori e scellerati di estrema ferocia.

 

  Silvano Bailly, antico podestà di Parigi, idolo della [372] rivoluzione, fu anche ghigliottinato. Agli altri fu data la caccia - 868 -come a belve feroci. Molti fuggirono e alcuni fra essi furon divorati dai lupi nelle foreste. Hébert570 ed il prussiano Cloots, che bestemmiavano Dio come demoni, scrittori di un giornale luridissimo intitolato Il padre Duchêne571, ebbero tronco il capo. E Danton, condannato da Robespierre, venuto al palco di morte esclamava: "Sono io che ho fatto istituire questo infame tribunale... Io ne domando perdono a Dio ed agli uomini. Io lascio tutto in una confusione spaventevole, non vi è neppur uno che si intenda di governo, e poi sono tutti altrettanti Caini. Brissot mi avrebbe fatto mettere a morte come Robespierre".

 

  4. Quando il governo della nazione parve aprire gli occhi e disse: "Senza Dio non si può camminare. Quelli che non rispettano Iddio maltrattano gli uomini. Gli atei sono crudissimi tiranni", Gabourd572 conchiuse: "Noi non abbiamo che a temere il fanatismo d'uomini immorali... Scacciamo gli atei573 dal club". Robespierre intese e di subito impose un sistema politico religioso di governo con gli articoli seguenti: 1) E' riconosciuta l'esistenza di Dio e l'immortalità dell'anima; 2) Culto degno di Dio sono i doveri dell'uomo; 3) Primo dovere dell'uomo è detestare la tirannia; 4) Saranno istituite feste in onore dell'essere umano. Si gioconderà con inni e con canti civici nel tempio consacrato all'Essere supremo; 5) Sarà costretto il mostro dell'ateismo a rientrar nelle tenebre.

 

  Così Robespierre. Ma non è così che si crede a Dio. Come Robespierre anche i demoni credono e tremono. Fréron574 diceva di lui: "Tutta Parigi domanda il suo supplizio; io domando che questo mostro vada a smaltire nell'inferno tutto il sangue di cui si è abbeverato".

 

  Robespierre fu ucciso presso al palazzo di città, [373] e con - 869 -lui 24 suoi partigiani. Era il 1795575. La borghesia di Parigi sollevossi in generale ribellione. Napoleone sedò quei tumulti e fu messo a parte del governo, che quincinnanzi prese il nome di Direttorio.

 

  5. Napoleone nacque da antica famiglia nobile in Aiaccio di Corsica ed ebbe numerosi fratelli. Fu educato molto ordinariamente. Egli stesso diceva di sé: "Io non fui che un fanciullo ostinato e curioso". Fece nondimeno la sua prima Comunione con pietà sincera. Non praticò molto il culto cattolico, ma in generale lo rispettò. Studiò a Brienne sotto i Minimi di san Francesco di Paola e fe' progresso nelle matematiche. Nel 1784 colla neve finse un assedio in tutta regola. Un professore notollo così: "Corso di nazione e di indole, egli andrà lontano se le circostanze lo favoreggiano".

 

  Napoleone in breve ebbe il comando dell'esercito dello interno e poi fu creato generale dell'esercito d'Italia. Il mondo era stanco delle rivoluzioni. Napoleone, conquistatore, guerriero e politico illustre, convenne con il capo della Chiesa universale per ricollocare la Francia e l'Europa ed il mondo intiero sulle vere basi dell'ordine sociale.

 

  6. I rivoluzionari di Francia sfogarono per ultimo la rabbia loro contro ai preti ed ai fedeli della Vandea. Predicavasi libertà a tutti e negavasi solo ai cattolici. Caricati su tre navi 237 sacerdoti, furono di subito affogati. Altri in numero di settecento furono deportati a Bordeaux576.

 

  Trecento del popolo furono stivati entro carceri dove colò per il calore eccessivo un barile di pece. Non potevano parlare, non leggere, non scrivere. Ciascuno uccideva i vermi che si moltiplicavano a divorarli. Un medico disse: "Se si fossero messi quattro cani in quel luogo, sarebbero tutti morti la dimane o sarebbero diventati tutti arrabbiati". In essere trascinati su carri dicevasi da quegli arrabbiati carnefici: "Tu non scenderai, scellerato brigante, se [374] no ti taglio la faccia in due con un colpo di frusta... Cacciate nel fiume quei birbanti".

 

- 870 -  A Laval interrogavansi i sacerdoti così: "Hai tu fatto il giuramento del 1791? Hai giurato la libertà-eguaglianza577? La vuoi giurare? Vuoi esser fedele alla repub<b>lica?" Rispondevano quegli intrepidi: "Voi ci annoiate col vostro giuramento. Vi diciamo che non l'abbiamo fatto e che non lo faremo giammai... Ah, noi saremo fedeli a Gesù Cristo fino all'ultimo sospiro! No, no, aiutati dalla grazia di Dio, non contamineremo il nostro carattere". E dopo aver udita la sentenza di morte soggiungevano: "Noi vi abbiamo insegnato a vivere, imparate da noi a morire".

 

  Un carnefice elevò un bicchier di vino, e sclamò: "Alla vostra salute, io lo bevo come fosse vostro sangue". Ed i martiri a lui: "E noi andiamo a pregare per te". Poco stante 14 palme gloriose incoronarono il capo di 14 sacerdoti. Memorie ecclesiastiche della città di Laval e dintorni ci ricordano questi atti che sono belli come i primi atti dei martiri. Ah, perché anche i sacerdoti martiri dell'altre città non hanno trovato scrittori e lodatori? Possa il nuovo clero di Francia aver la fortezza di questi e scriverne gli atti come nei primi secoli della Chiesa!

 

  Molte religiose morirono pure come le martiri Perpetua, Agnese, Cecilia e Lucia. Rispondevano le religiose orsoline e le carmelitane: "Sarebbe troppo vergogna che una sposa di Gesù Cristo non sapesse soffrire e morire. Signore Iddio nostro, siam troppo liete se questo leggero sacrificio può placare la vostra collera e diminuire il numero delle vittime". L'una di esse lagnavasi dolcemente così: "E come, sorella mia, tu vai dunque al martirio senza di me? Che farò senza di te sulla terra, in questo esiglio, ove tu mi lasci?" La priora della carmelitane volle esser l'ultima a morire per confortare le sorelle nel combattimento. "Noi non abbiamo detti i vesperi", disse l'una fra esse. [375] Ed altra rispondeva: "Noi li canteremo in cielo... Ahimé, care sorelle, qual giorno ci prepara...! Domani le porte del cielo si aprono per noi; noi andiamo a godere la felicità dei santi".

 

- 871 -  Il popolo di Vandea fu come un confessore illustre della fede. Si eccettuano alcuni capi che in combattere non erano guidati dalla fede, ma dalla politica. L'infelice re Luigi xvi avevali preceduti con nobile esempio. Come Benedetto xiv reputò martire Maria Stuarda, così Pio vi disse martire Luigi xvi.

 

  Il pontefice Pio vi nella sua immensa carità ospitò 40 mila preti negli stati romani, evasi dal pericolo della rivoluzione.

 

  7. I giansenisti in genere, e in ispecie quelli adunati nel conciliabolo di Pistoia, cooperavano ai danni della Francia e della cristiana società. Ora Pio vi nella sua bolla Auctorem fidei fra le altre condannò questa proposizione: "In questi ultimi tempi si è sparso un oscuramento generale su diverse verità importanti della religione di Gesù Cristo".

 

Riflessi

 

1. La navicella di Pietro fra l'onde.

2. Il terrore nella Francia sotto il governo del Comitato di pub<b>lica salute.

3. I rivoluzionari si uccidono a vicenda.

4. Si proclama l'esistenza di Dio.

5. Principii di Napoleone.

6. Patimenti e glorie dei cristiani di Vandea.

7. I giansenisti aiutavano la rivoluzione e le stragi.

 





p. 866
568 Cfr. Mc 4, 39.



p. 867
569 Mt 12, 25.



p. 868
570 Originale: Hibert; cfr. ROHRBACHER XV, p. 83.



571 Originale: Duchène; cfr. ROHRBACHER XV, p. 84.



572 Originale: Gaboud; cfr. ROHRBACHER XV, p. 88; il pensiero successivoSenza Dio [...] gli atei dal club».) è riferito a Robespierre invece che a Gabourd in ROHRBACHER XV, pp. 89-90.



573 Originale: altri; cfr. ROHRBACHER XV, p. 90.



574 Originale: Frèron; cfr. ROHRBACHER XV, p, 94.



p. 869
575 Originale: 1295; cfr. Errata corrige.



576 Originale: Bordeau; cfr. Rohrbacher XV, p. 100: «Bordò».



p. 870
577 Originale: libertà dell'eguaglianza; cfr. Rohrbacher XV, p. 102.



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