Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Nel mese dei fiori...
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NEL MESE DEI FIORI UNA MASSIMA SCRITTURALE ESPOSTA IN OGNI DÌ NELLA VITA DELLA BEATA VERGINE

Dodicesimo giorno Le privazioni di Maria ti confortano a pazienza

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Dodicesimo giorno

Le privazioni di Maria ti confortano

a pazienza

La prova della vostra fede ottiene la pazienza, la pazienza poi ha l'opera perfetta.

San Giacomo 131

  1. [82]Eccoti qui una verità che fa seguito alla precedente. Ieri ti si è detto che le tribolazioni ti danno il gaudio. Oggi ti si aggiunge che le medesime ti danno la pazienza, e con questa egregia virtù che ti donano ogni sorta di bene perfetto. Consideralo pur questo vero in Maria. La verginella di Nazaret discendeva dalla reale stirpe di Davidde, eppure era una donna povera povera, che niente si distingueva dalle comuni del povero popolo. Le toccava lavorare da mane a sera per vivere giorno a giorno. Lo sposo suo Giuseppe, che pure discendeva dalla famiglia dello stesso re Davidde, non era meno provvisto, perché campava la vita con il sudore della sua fronte. Ma intanto Maria acquistava virtù. Ieri le mancavano più [83]cose comode in una casa ed ella si adattò con pazienza. Oggi le mancano più cose desiderate benché onestissime nella mensa e nel ricevimento, eppure Maria si prova anche più contenta del solito.

  Il sovrano di Roma Augusto comandò che in tutte le provincie del suo vastissimo impero s'avesse a descrivere la numerazione degli abitanti. Conveniva che a questo scopo tutte le famiglie del contado si portassero al capoluogo. Che disturbo per tutto un popolo! Ma Maria non aggiunge parola di osservazione. Nel suo cuore pensa: "È Dio che dispone le cose così". Intanto il viaggio da Nazaret a Betlemme, nella quale convien che tutti s'adunino, è un cammino di più giornate. La stagione è sul più crudo della vernata. Lo stato di

- 963 -Maria è troppo interessante. Conviene poi ascendere monti, valicar valli. I sentieri sono disastrosi e su <e> giù per essi raro non è che sbuchi da una macchia un nido di assassini. Che fare?... Tu domandi il da farsi, ma Maria senza molte riflessioni aggiunge a Giuseppe: "Incamminiamoci adunque e Dio sarà con noi".

  Quando poterono, giunsero dunque in Betlemme. Appena messo il piè dentro, [84]Giuseppe e Maria si affrettarono a dare le proprie indicazioni all'ufficio del censo e versarono le contribuzioni di regola. Eseguito ciò, se ne uscirono. Le ombre erano già calate sopra a Betlemme, la notte si avanzava e Maria non ancora sapeva dove avrebbe alloggiato in quella notte. Pensava intanto: "Dio provvederà". Intanto si faceva <a> domandare alle porte di una via, ma quei dentro, vistili poveri, dicevano: "Andate, andate, che qui non è luogo per voi", e chiudevano loro l'uscio innanzi. Si facevano daccapo allo ingresso di case in altre vie e presso ai pubblici alberghi e Giuseppe rappresentava lo stato della sposa sua, ma da tutti si rispondeva collo stesso discorso: "Andate, che qui non è luogo per voi". Oh come saresti caduto di fiducia tu! Ma Maria non mai.

  2. Imparalo almeno da lei a rassegnarti nei casi avversi della vita. Per acquistare la pazienza si richiede molto esercizio di virtù. La pazienza si impara più con esercitarla in atto che con impararla sui libri. Perciò Maria te ne porgealto esempio.

  Avviene come dei soldati, come degli agricoltori, ovvero come degli artisti. Tutti questi, più che dalla cattedra del maestro, [85]devono apprendere col maneggio delle armi, col lavoro della marra, con l'applicazione del pennello. Gesù Cristo la pazienza che ti insinuò con i libri evangelici te la additò prima con i suoi trentatré anni di una pazienza invitta. Impara da Gesù, impara da Maria.

  3. Poi confortati in ricordare che la pazienza è virtù regina. In casa sua ha tutto quel meglio che tu possa bramare. Il bene della pazienza è sì gran tesoro che non ti lascia più mai povero. Non li scorgi i pazienti che sono come torri inespugnabili? Per quante armi nemiche di senso umano e di nequizia- 964 - diabolica si scaglino contro la torre di pazienza, non se ne risente, perché come uno scoglio duro ribatte tutti i colpi. I pazienti son quelli scogli appunto che avanzano su dalla superficie di quelle acque. Quando le onde marine si elevano gonfie, quei sassi son tutti coperti di sopra e dintorno ma non si smuovono d'un dito. Contro di loro si infrangono per mille anni le acque spumanti e quelli, non che cedere, induriscono vieppiù alla prova.

  Fortuna tua se sei paziente! Maria con la pazienza ottenne il bene massimo per [86]sé e lo ottenne anche per altrui. Tu se vuoi essere forte per te, valido per altri, esercitati tanto nella pazienza finché l'abbia ottenuta. Pregane di ciò Maria benedetta. Supplicala con dirle: "Dolce Cuore di Maria, siate voi la salvezza mia". Ed in questo , nel quale non ti possono mancare occasioni per esercitare la pazienza, provati come un valoroso soldato nel campo de' suoi esercizii militari.

esempio

  La pazienza è virtù regina, la quale viene per coronarti specialmente al punto di morte. Fortunato te, se in quel momento sarai atto a dire sino alla fine: "Pazienza, pazienza, aiutami tu!". Sarai sicuro di passare d'un tratto dalla terra al paradiso. Andrea Avellino, venuto a quello estremo, oltre ai tormenti del corpo sentissi opprimere da tanta angustia nel l'animo che già gli pareva di perdere la fiducia. Pareva ad Andrea di non aver fatto mai nulla di bene nella sua vita sacerdotale. Sotto ai piedi parevagli che già si spalancassero le voragini d'inferno. Oh come angosciava [87]il povero Andrea! Ma gli giovò il ricorso alla Vergine. Le disse dunque con pietà tenerissima: "O Maria, stella ai naufraghi, aiutatemi presto o io son perduto". Allora si calmarono le maree, cessarono le pioggie dirotte. Si fe' chiaro nel firmamento e dal cielo comparve Maria a dirgli: "Sei salvo, o Andrea, sei salvo. Vieni e sali con me". In dirlo Maria elevò al paradiso l'anima di lui.

- 965 -orazione

  Maria, Maria, che dolce e caro nome è questo vostro! Fa ricordare il complesso di tutte <le> virtù le quali si posarono perfette nel trono del vostro cuore. Oh, se io almeno acquistassi la pazienza! Fate che mi eserciti sempre in quella. Me fortunato se potrò esserlo paziente sino al termine di vita. Sarei sicuro che voi, o Vergine, mi accompagnereste di subito al paradiso.

Riflessi

  1. Da Maria apprendi per essere paziente.

  2. E intanto esercitati in essa.

  3. Diverrai tu medesimo torre inespugnabile, scoglio inamovibile, e così sarai salvo.

 





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31 Gc 1, 3s.



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