Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Nel mese dei fiori...
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NEL MESE DEI FIORI UNA MASSIMA SCRITTURALE ESPOSTA IN OGNI DÌ NELLA VITA DELLA BEATA VERGINE

Decimo sesto giorno Maria che obbedisce nella cerimonia della purificazione insinua il gran bene che è obbedir sempre

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Decimo sesto giorno

Maria che obbedisce nella cerimonia

della purificazione insinua il gran bene

che è obbedir sempre

Sia confuso Israello nella sua volontà.

Salmo 1038

  1. [110]Presso alla Legge degli ebrei si faceva obbligazione alla donna divenuta madre di recarsi al tempio per essere benedetta con una sacra cerimonia che dicevasi della purificazione. Dovevano poi le madri ricche recare in dono al tempio un agnello e le povere un paio di colombi ossia di tortorelle. L'obbligo <si> faceva per tutte le donne le quali, essendo peccatrici, all'atto che divenivano madri contraevano certa macchia altresì esteriore, a guarire la quale richiedevasi dalla Legge la suddetta cerimonia della purificazione.

  Ma Maria, essa sola fra tutte le donne nate da Eva, fu immacolata fino <d>a principio. E quando la Vergine benedetta divenne madre del Salvatore, non solo non perdette punto della integrità purissima, ma ne avvantaggiò con dare in luce l'autore [111]della purezza e della santità. Però Maria non bada ai privilegi divini che l'adornavano. Maria, <oltre> all'osservanza della Legge che parla in modo generale, riguarda al buon esempio che con ciò può dare altrui; si stima poi fortunata in aver con ciò occasione di protestare con atto solenne di riconoscersi umile creatura del Signore.

  Fratello mio, obbedisci ancora tu ad imitazione di Maria benedetta. Quando il superiore ti mette innanzi o un comandamento espresso, ovvero che semplicemente ti esponga un desiderio del suo cuore, e tu seguilo! Che? Non ricordi già che obbedire al superiore è come obbedire a Dio? E se tu gli

 - 979 -obbedisci al Signore, tu sei salvo. Sicché quando nella tua mente vengono pensieri molesti a dirti: "Faccio io bene a far questo o farò male?", tu guarda al tuo superiore, e se trovi di aver fatta cosa conforme ai suoi voleri, allora statti tranquillo appieno.

  2. Lo stesso è a dire quando tu nella casa del tuo cuore ti accorga che vi è un dissidio. Spesso lo Spirito ti dice: "Il giumento del tuo corpo battilo, perché [112]all'asino non si deve che un po' di paglia, un peso e bastonate". E il corpo alla sua volta fa intendere i suoi gemiti e ti dice: "Meschinello, se mi fai ammalare come ti potrò servire? E se per poco mi uccidi, come potrei <da> quinc'innanzi esserti utile?". Allora tu ricorri al giudice che è il tuo superiore e digli: "Qual meglio conviene che io faccia?". E come egli ti suggerisce, così opera, che il prò sarà tuo appieno.

  3. Né ti venga mai in mente di scusartene con dire che tu già sei in alto uffizio, che tu hai già studiato abbastanza non sol per te, ma anche per suggerire altrui. Non lasciarti, dico, sedurre da queste immaginazioni. Chi più savia che Maria? Chi di lei più santa ovvero più onorata in dignità? Pure obbedisce prontamente. Maria, benché discendente dalla famiglia del re Davidde, adesso è decaduta in bassa fortuna. Sa che i poveri devono contentarsi di offerire al tempio un paio di colombi ed ella con due tortorelle viene al tempio. Intanto, oh che gran vantaggio ne venne a lei da questa sommessione! Il santo vecchio Simeone le venne incontro come un angelo [113]inspirato da alto e predisse a Maria tutto ciò che di quel figlio divino sarebbe avvenuto.

  Intanto vide l'infante Gesù spargere per la prima volta sangue dalle sue braccioline in remissione dei peccati degli uomini. So che a Maria39, che sospirava con affetto immenso alla salute universale, benché le fosse di rammarico non leggero per tanti patimenti del pargoletto, le cagionava maggior contento per la salute di tante anime che certamente sarebbe seguita.

 - 980 -  4. Chi obbedisce dona al Signore la propria volontà e con questo gli regala quanto ha di più prezioso e di più caro. Maria benedetta in obbedire alla legge del Signore disse: "Così vuole il Signore e così desidera il mio cuore; giusto e santo è tutto ciò che impone l'Altissimo". In eseguire, la volontà di Maria non voleva altro che quello <che> intese il Signore, il suo pensiero non faceva che unirsi strettamente al pensiero di Dio. Nessuno obbedì più precisamente che Maria.

  Fra i cristiani, fortunati sono quelli che ponendosi sotto alla direzione di una regola religiosa obbediscono in ogni atto della vita. Questi certamente, se obbediscono [114]con ispirito di divozione, sono carissimi al Signore. Ma puoi essergli caro ancora tu nel mondo, purché eseguendo i voleri del tuo superiore ti sforzi a voler sol quello che vuole lui ed a pensare quelle cose soprat<t>utto e queste unicamente che piacciono a chi ti comanda in nome di Dio.

  5. E qui osserva di grazia. Figurati che Maria non avesse voluto sottostare a questa cerimonia a lei certamente umiliante; oh come avrebbe subito giudicato sinistramente di lei il mondo! E così avviene di te quando, potendo starti lieto al tuo posto come il superiore desidera, tu brami mutar ufficio e aspiri a dignità maggiore. Se il ciel ti guardi che sia accontentato, il mondo subito dirà di te che sei un pretensivo, che per esser un dappoco guardi tropp'alto, e così pochi avranno un pensiero di te, più pochi confideranno nella prudenza de' tuoi atti, e tu rimarrai brutto e confuso sopra un seggio, nel quale troppo sciocco pretendesti un incenso continuo di onori, godimento di amicizie. È proprio vero dunque che Israello, ossia l'anima che è giusta bensì, [115]ma che è ancor ostinata nella sua volontà, sarà confusa.

  Impara tu a regolarti. Pregane poi Maria benedetta con dirle più volte: "Dolce Cuore di Maria, siate voi la salvezza mia". Ed oggi affrettati a fare per un momento attento esame di coscienza, per iscorgere quante volte e in quanti modi anche tu fosti fin qui troppo meschino in vivere troppo attaccato al voler tuo.

 - 981 -esempio

  Ignazio da Loiola, ferito nel piede in un combattimento, si ridusse al letto, dove per caso prese a leggere più cose delle glorie di Maria. Imparò dunque a raccomandarsele di cuore. Allora di notte tempo gli apparve la Vergine benedetta e gli parlò così vivamente al cuore che di subito Ignazio da condottiere di un esercito di un sovrano terrestre si fece capitano di un esercito di soldati di Gesù Cristo.

  Questi combatterono poi sempre strenuamente. Ignazio poi in vederli non faceva che ripetere: "Tutto a maggior gloria di Dio, tanto nel sacrificio dei patimenti, [116]quanto nell'onore delle vittorie". Sopportò Ignazio fra l'altre un cumulo di umiliazioni, ma oh come da queste ne uscì glorioso fino a questi nostri !

orazione

  Vergine santa, che cosa sono io mai nelle stesse mie opere di bene? Meschinello, mi lascio guidare dal mio amor proprio e intanto vivo ingiusto. Potrei aver una guida nella obbedienza e spesso la ripudio. Io ho i miei pretesti dell'amore di me medesimo, e così giustamente mi vengono confusioni in quelle opere per le quali potrei aver soddisfazione. Maria vergine, fatemelo ben intendere voi che Israello, il quale vuol far la sua volontà più che quella del superiore, sarà confuso.

Riflessi

  1. Per esser tranquillo in coscienza tua pensa ad obbedire al tuo superiore.

  2. A lui rimettiti nei dissidii fra la carne e lo spirito.

  3. [117]Rimettiti benché sia tu medesimo posto in alto.

 - 982 -4. Desidera poi congiungerti di buon cuore al voler di Dio, e più strettamente che ti sia possibile.

  5. Se fai diversamente, a vece di gloria ne avrai confusione.

  6.  Ignazio operò tutto a maggior gloria di Dio e ne ebbe gloria sublime.

 





p. 978
38 Os 10, 6.



p. 979
39 Nell'originale: per Maria.



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