Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Nel mese del fervore...
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NEL MESE DEL FERVORE UNA MASSIMA SCRITTURALE ESPOSTA IN OGNI DÌ NELLA VITA DEL SACRO CUORE

Decimo giorno sacro Cuore di Gesù al Giordano

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[- 1189 -]

Decimo giorno

sacro Cuore di Gesù al Giordano

Imparate da me che sono mite ed umile di cuore e troverete riposo alle anime vostre.

San Matteo 1125

  [71]Il cuore di un padre è tutto intento in trovare consolazioni per il cuor del figlio. Per questo suda di giorno e per questo passa talora insonni le notti. Quando il genitore stende le braccia per entrare nel seno della terra, guarda al figlio e se vede che egli sia contento nel cuor suo, allora il padre non ha più che desiderare su questa terra.

 - 1190 -  Cuore dolcissimo del mio Redentore, lo so, lo so, voi non altro desiderate che la quiete del cuor mio. Per questo vi affaticate in lavoro di predicazione di giorno, per questo passate le ore di notte in esercizio di orazione paziente. E apparendo a tutti quasi rivestito di quella virtù divina, che è la divinità la quale abita in lui, Gesù con accento di paradiso invita tutti così: "Imparate da me che sono mite ed umile di cuore. Imparatelo da me e troverete riposo alle anime vostre". E [72]intanto che ci ammaestra con la parola, ci conforta con l'esempio. Gesù, che è vero Dio e Figlio di Dio, pure compare rivestito delle iniquità di tutti gli uomini.

  Quasi un peccator meschino si presenta egli stesso a Giovanni e lo invita a spargere ancora sul suo capo le acque del battesimo di penitenza. Tu che aspiri con sì vivo affetto alla pace del cuor tuo, ascolta quanto ti verrà qui esposto e sappia trarne profitto tuo.

  1. Il cuore di un padre è cuore pieno di tenerezza, perché volendo far bene al figliuol suo proporziona i pesi della fatica alle forze del suo corpicciuolo. Intanto, mentre il padre alla città od al governo muove imprese di salute perfino universale, dal figlio non altro richiede se non che dimori per intanto in casa, che sia docile alla voce del maestro. Vuole che sia attento alle insinuazioni della madre, che dimori assiduo per quanto può ai piccoli servigi della famiglia.

  Il Cuore di Gesù è il cuore di quel padre ottimo. Gesù esce al ministero di predicazione e si occupa nell'alto ufficio di riconciliare il cielo con la terra, ma quanto a te ei non pretende già che gli [73]abbia da rassomigliare né <in> curare infermi né <in> risuscitare morti <o> in esporre pubblicamente dottrine di celeste verità. Si contenta Gesù che tu lo imiti in ciò che ti è possibile. Essere umile con sé, essere dolce con altri, questo si può fare ancora da te. Ebbene sia <tu> umile, sia dolce come ti ingiunge lo esempio e la parola del tuo divin Maestro.

  2. La mitezza, ossia la pazienza, a te è necessaria in ogni momento della vita. Dopo che il tuo cuore si è ribellato a Dio, si trovò agitato come l'uomo al quale si minaccia di essere gettato in una voragine spaventosa. Ma tu abbia pazienza  - 1191 -e considera che questo timore è giusto castigo del tuo mal fare. Dopoché la tua mente insuperbì contro a Dio, tu provasti in parte quei terrori di fantasma spaventosi che esperimentò in se stesso Caino. Ma te lo replico: non è giusto che chi ha peccato porti il castigo del suo reato? Però abbia tu pazienza e sia mite.

  Fa tu lo stesso ragionamento per quei mali esterni di fame o di sete, di freddo o di caldo, di infermità o di persecuzione. Non è vero che tu per il primo hai osato perseguitare l'Altissimo, che per fargli [74]guerra hai adoperate le forze del tuo corpo, le potenze del tuo spirito? Ebbene conchiudi: giusto è che l'uomo sia castigato con quello stesso con cui si piacque di offendere. Il corpo come servo ribelle sostenga le sue punizioni, come schiavo colpevole s'abbia ancor le sue sferzate, e tu soffri l'uno e l'altro patimento perché l'hai meritato.

  3. Ed alla pazienza aggiungi poi la umiltà. Si trova che i filosofi umani hanno predicato anch'essi che a questo mondo bisogna sostenere le avversità con fortezza, ma non seppero mai aggiungere che alla forza esterna dell'animo convenisse la umiltà interna del cuore. Che importa che il servo sostenga il castigo, se ei non si umilii ma frema? Tu devi dire di cuore: "Sono peccatore, o mio Dio, e non è castigograve che a me non si convenga". Riconoscere il proprio fallo e sostenere la confusione con pace innanzi agli uomini, questo è il massimo della virtù. Ben si può dire che ottenuta questa vittoria l'uomo cristiano ha ottenuto omai il trionfo sopra gli avversari suoi.

  In questo esempio di sostener la confusione mira il tuo Salvatore. [75]Gesù è la santità per essenza, pure qui si presenta a Giovanni ed alle turbe quasi un peccatore miserabile.

  Al cospetto di Gesù gli angeli del paradiso nascondono il loro volto per alto rispetto. Pure Gesù, come un infermo piagato, si bagna egli medesimo nelle onde del Giordano. Or quanto a te, confessalo pure che ti si devono tutte le umiliazioni di questa terra.

  4. Conchiudi ora con talune applicazioni tue. Gesù, che scendendo dal cielo è venuto fino a te per guarirti, credi che

 - 1192 -avrebbe potuto porgerti ammaestramento più utile di questo che ti fu accennato? Se si fosse trovato nei tesori della sapienza del paradiso più certa dottrina, il tuo Maestro divino te l'avrebbe insegnata. Ma ha detto: "Sia tu mite, sia tu umile di cuore". Ricevi nel tuo cuore il miele della mitezza e vi accompagna il nettare della santa umiltà cristiana.

  Tu non avrai a dolerti più di veruna pena che si faccia sentire entro a te. Non avrai a dolerti di verun male che si faccia sentire fuori te. Se sei figlio di famiglia obbedirai con costanza sino alla fine. Se sei capo di casa nemmeno ti dorrai delle sollecitudini della famiglia. Apparendo nel pubblico del popolo, [76]la tua presenza sarà cara a tutti. La parola del tuo labbro leverà di imbarazzo i dubbiosi. L'accento del tuo cuore consolerà gli afflitti e tu, a guisa del tuo Maestro e Padre, passerai la vita benefacendo a molti e guarendo il cuore ferito di più altri.

  Per questo la condizione è che tu sia paziente di cuore, umile di cuore. Prega il tuo Gesù con dirgli: "Dolce Cuore del mio Gesù, fa che io ti ami sempre più". E dopo averlo supplicato accingiti ad esercitare in oggi almeno un atto generoso di pazienza in te, un atto verace di umiliazione a prò tuo e di altri. Per confermarti in ciò odi quanto piace al Signore questa pazienza e questa umiliazione di cui si è detto fin qui.

esempio

  Il Battista, perché doveva venire innanzi ad annunziare l'arrivo del Salvatore, fu santificato prima che nascere. Nella sua vita al deserto fu quasi angelo in carne. Fu poi profeta perché lesse nell'avvenire delle cose. Fu taumaturgo perché operò prodigi insigni. Intanto Giovanni Battista traeva le turbe ad udirlo e predicava a [77]tutti il battesimo di penitenza e versa<va> sul capo ai credenti le acque del Giordano. Intanto a Giovanni viene anche Gesù e questi gli dice: "Battezzami".

Ed il precursore: "Ma io nemmeno son degno di sciogliere a voi i legami delle scarpe". Gesù proseguì: "Te lo impongo, battezzami".

 - 1193 -  Allora discesero nelle acque del fiume e Giovanni battezzò Gesù. In questo momento i cieli si spalancarono, lo Spirito Santo discese in forma di colomba. La voce del Padre poi si fece intendere in alto a dire: "Questi è il Figliuol mio diletto nel quale mi sono compiaciuto: ascoltatelo tutti, ascoltatelo tutti". I popoli si accostarono dunque a Gesù. Lodano ancora adesso, dopo quasi due mila anni che queste cose avvennero sulle rive del Giordano, e così cielo e terra muovono ancora oggidì allegrezza viva. Il gaudio persevererà sino alla fine, perché la parola e lo esempio di Gesù stanno in eterno.

orazione

  O Gesù, padre e maestro mio, l'effetto della parola e dello esempio vostro rimanga eterno nel cuor mio. Io voglio essere paziente,[78] voglio essere umile di cuore. Quest'è il massimo prò che mi possa toccare su questa terra. Quest'è la virtù alta che mi dispone al gaudio del paradiso. Eterno Padre, vi prego per il Cuore incarnato di Gesù, fate che io sia sempre mite di cuore, umile di affetto sino alla fine.

Riflessi

  Gesù in dirti di essere mite ed umile di cuore ti porse il consiglio più savio del paradiso.

  1. Il consiglio è proporzionato alle tue forze.

  2. Intanto con esser mite sostieni con pazienza tutti i mali della vita.

  3. Con essere umile ti rafforzi nel patire.

  4. Sicché in ogni caso della vita tu hai una medicina per guarire, una regola per indirizzarti.

  5. Quante meraviglie non vedesti quando Gesù nelle acque del Giordano si umiliò a ricevere il battesimo di penitenza dal Battista!

 





p. 1189
25 Mt 11, 29.



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