Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Il pane dell'anima (III corso)
Lettura del testo

IL PANE DELL'ANIMA TERZO CORSO DI MASSIME SCRITTURALI ESPOSTE NELLE SPIEGAZIONI EVANGELICHE

Evangelio della domenica seconda dopo Pasqua In una lega santa

«»

[- 696 -]

Evangelio della domenica seconda

dopo Pasqua

In una lega santa

  1. [152]Disse il Signore: "Guai a chi è solo, perché quando avesse a cadere non ha chi lo sollevi"; altrove aggiunse: "Funiculus triplex difficile rumpitur"74, che significa difficilmente potersi rompere una lega di molti assieme congiunti.

  Gli uomini del secolo nostro sono deboli ed hanno bisogno di mostrarsi potenti. A tal uopo si uniscono gli individui in società, e le nazioni dicono di volersi stringere in

- 697 -lega fra loro. Ma non è molte volte divino il cemento che li congiunge, epperciò presto si disgiungono e ricadono a terra come impotenti a più sollevarsi. Per essere forti bisogna unirsi a Dio, che è la fortezza per essenza e l'eterno amore.   In questo giorno Gesù si protesta di essere il buon pastore che la vita per le sue pecorelle. Dice che egli le conosce tutte le pecore sue, e quelle che conoscono lui. Aggiunge di poi: "Guardatevi dal [153]pastor mercenario, perché questi le pecore sue nemmen conosce e fugge da esse. Ho pecore altrove che non son di questo ovile e convien che le riconduca qui, e così si faccia un solo ovile, un solo pastore"75.

  Gesù Cristo, vero Figliuol dello Eterno, è il padre e pastor nostro. A lui dobbiamo aderire profondamente. Facciamo una lega santa dei nostri cuori con Dio e ne avremo sostegno indefettibile. Dice il Signore in san Giovanni: "Io sono la vite, voi i palmiti. Chi è in me ed io in lui, questi rende frutto abbondante, perché senza di me non potete fare cosa alcuna"76. Ditelo dunque a tutti: senza Dio che può l'uomo? Stringiamoci in santa lega col Signore. Gesù Cristo è la buona vite che propaga il vigore a noi suoi tralci per dare frutto abbondante.

  2. Un grido si è levato sulla terra. Uscì muto dallo inferno e si sparse poi come tuono sulla terra a sclamare: "Abbasso il regno di Gesù Cristo, viva il regno di Satana!". Gli uomini per vero rimasero non poco atterriti e si affrettarono i buoni ad unirsi più intimamente a Gesù. Gli altri staccaronsi e si raccolsero sotto alla bandiera di Satana. Questi pur troppo sono [154]in numero, perché abbraccia<no> gli eretici, gli atei, gli increduli del tempo nostro. Pretendono <di> mostrarsi potenti ma non valgono, perché non hanno il vigor che li sorregga. Intanto, non potendo peggiori cose, ridonsi del Signore e imbaldanziscono con gridare,- 698 - come i superbi di Babele, che ormai il trionfo della loro lega tocca il cielo e che è onnipotente su questa terra.

  Ma forse che il grido degli stolti impaurisce l'occhio di Dio? O forse che <de>gli insani, forse dei vili e dei traditori fa<nno> cader di braccio all'Onnipotente la sua forza? Benché per caso l'abbandonino tutti gli uomini quaggiù, Iddio non cessa di essere egualmente beato, egualmente ricco, egualmente glorioso. Egli è la vite. Che importa alla vite se le vengono tagliati i tralci? Non lascia per questo di aver vigore pienissimo per sé.

  3. La lega di Satana, che è di tutti gli uomini che hanno rinnegato il nome di Gesù, è . Noi costituiremo la lega dei soldati del Signore. Prendiamo vigore dalla vite che è il divin Salvatore.

  Ha di quelli fra noi che credono alla virtù del Salvatore, ma che intanto conservano nel cuore il veleno [155]del peccato mortale. Costoro sono uniti sì, ma mortalmente, a guisa di tralcio languido. Ed ha in maggior numero <quelli> che sono congiunti a Dio per mezzo di amor santo, e questi sono a guisa di tralci vivi che ricevendo l'umor della vite sono atti a dare frutti abbondanti assai.

  Ah, se nel nostro cuore entra in copia il vigore della carità di Gesù Cristo! In mezzo a noi si rinnoveranno i prodigi di valore che sonosi veduti in più tempi nello esercito dei martiri, nella schiera dei confessori, nelle file dei vergini santi. Ed or che impedisce che non siamo noi stessi cosiffatti? Gesù Cristo è vite per tutti i tralci che gli aderiscono.   4. La vite, che è Gesù Cristo, è stata piantata nel mezzo del Calvario. È stata in<n>affiata con amore infinito dal sangue del Verbo incarnato. Con cura infinita ella si mostra perché tutti si rechino ad attinger forza. O poteva forse Gesù Cristo porgere prove più vive di amore?... Non mai, non mai! Che se in seno del cuor nostro non si versa un vigor particolare di forza e di attività, la colpa sarà sempre nostra e non mai di Dio. Noi siamo i meschinelli [156]i quali o non sappiamo o non vogliamo aderire al Signore sì di buon cuore come egli con affetto immenso pur brama di congiungersi a noi. Che se ci troviamo in colpa, ripariamo ben tosto e cresceremo- 699 - in una lega santa, formidabile agli avversari del Crocefisso nostro.

  5. Intanto persuadiamoci pure di cuore con intendere che l'aiuto nostro non è altro che Gesù Cristo. Gesù dona la grazia di fare il bene. Gesù stesso è che l'opera. Il tralcio ha dalla vite il poter far frutto ed ha la sostanza dello stesso frutto. Mirate gli apostoli e gli uomini apostolici. Dio li ha chiamati a sé come tralci vivi. Ha in essi inspirato la forza dei miracoli, la forza delle profezie, ha messo in lor cuore il vigor dello zelo e questo ha poi dato alla terra i frutti copiosi della conversione delle genti. Così si è formata la lega santa dei fedeli seguaci del Salvatore. Si è congiunta con aderire alla vite Cristo Gesù e ricevere da lui tutto il vigore per operare.

  6. Potreste qui obiettare: se Dio opera tutto in noi, che serve che noi ci affatichiamo?... Ma appunto non fatica il tralcio con ricevere e trasmettere a tutte le sue [157]parti il vigor della vite? Voi avete il vostro libero arbitrio. Potreste anche non accettare questo vigor di grazia. Se l'accettate n'avete il merito. Se lo fate operare n'avrete guiderdone ampio. Ragni, ragni quelli che da un suco di dottrina sanissima vogliono cavare un veleno di dottrina sovvertitrice.

  7. Siamo soldati di Gesù Cristo e moviamo congiunti in santa lega. La forza nostra è dunque Gesù Cristo. Valiamcene, valiamcene. Fu un tempo che cavalieri nobilissimi, chiamati di Gesù o della Croce o del Santo Sepolcro, si affrettavano con il vessillo del Calvario, pieni in petto del vigore e della carità di Gesù Cristo. Allora <si> osservarono prodigi di valore. Più volte salvarono la Chiesa del divin Salvatore da gravissime sconfitte. Esistono ancora i cavalieri forti? Lo dico piangendo: gli sfortunati poco a poco si staccarono da Gesù e sostennero poi vergognose sconfitte.

  Compagni, ecco l'avvenire della nostra lega. Saremo vincitori se aderiamo a Gesù, e allora diremo: "A Dio solo l'onore e la gloria!"77. Ma se ci scostiamo da lui periremo

- 700 -issoffatto. In morire ci toccherà percuoterci il petto e dire: "La colpa è nostra".

Riflessi

  1. [158]Il vigore in una lega santa.

  2. È da Gesù Cristo. Egli è vite sempre viva.

  3. Si prende vigor da Gesù con aderirgli in fede e in carità.

  4. Gesù brama darci vigore.

  5. In darlo dona nel nostro cuore la sostanza della forza.

  6.  Il nostro dovere è di cooperare.

  7.   E dobbiam poi dar gloria a Dio di ogni ben fatto. Confusione a noi per ogni impresa fallita.





p. 696
74 Qo 4, 10.12.



p. 697
75 Cfr. Gv 10, 11-16.



76 Gv 15, 5.



p. 699
77 1 Tm 1, 17.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 EuloTech SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma