Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Un poverello di Cristo…
Lettura del testo

UN POVERELLO DI CRISTO MEMORIE PER LE FESTE MONDIALI DEL SETTIMO CENTENARIO DALLA NASCITA DI SAN FRANCESCO D'ASSISI

III. Una voce dal cielo

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III.

Una voce dal cielo

  [10]Una voce che discende dal cielo commuove tutti. Il divin Salvatore era alle rive del Giordano e stava con Giovanni Battista. D'improvviso sorse Gesù a dire a Giovanni: "Battezzami". Giovanni fu costretto a versar l'acqua sul capo a Gesù. Allora i cieli si aprirono, lo Spirito Santo discese in forma di colomba e la voce del Padre si intese che diceva: "Questi è il Figliuol mio diletto nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo tutti. Ascoltatelo tutti"2. Gesù allora parlò a tutti così: "Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se medesimo, si tolga la croce sulle sue spalle e mi segua"3. Gli uomini non poterono non ascoltare una voce discesa dal cielo.

Si abbrancarono [11]ad un legno di patimento e coprirono i sentieri del Calvario per giungere poi a toccarne il vertice.

  Francesco era pervenuto ai suoi venticinque anni di età.

Aveva badato fino allora a mangiare, a bere, a mercanteggiare.

In questo momento poi già pensava <di> maritarsi come volevano quei della famiglia. Francesco era venuto a pregare nella chiesa di san Damiano. D'un tratto ode una voce dall'alto che gli dice: "Ripara la mia Chiesa". Sbalordì il mercante nostro, ma riavutosi appena disse: "Impossibile non obbedire ad una voce che discende dall'alto". Vendé dunque un cavallo e alcune robe e recato il prezzo a Paolino, sacerdote di quella chiesa4, disse: "Riparate la casa del Signore". Rifiutò quegli, e intanto si udì il rombo delle minaccie del padre che si accostava. Francesco fuggì e rimase nascosto per un mese fuorvia, finché rientrò.

  I fanciulli e la gente di Assisi in rivederlo gettavangli immondezze- 51 -. <Pietro> Bernardone il padre, quando ne seppe, gli [12]uscì incontro con uno scudiscio, e battutolo per bene lo rinchiuse in una cameruccia a mo' di carcere e si allontanò pei suoi negozi. Più pietosa, la madre il liberò. Francesco si affrettò a San Damiano ripetendo: "Impossibile non ascoltare una voce che discende dall'alto; io devo riparare la casa del Signore". Presto gli fu di nuovo sopra il padre, ma Francesco mostrossi imperterrito e continuò: "Io devo riparare la casa del Signore". Pietro Bernardone condusselo subito dinanzi al vescovo e disse: "Rinunciami la porzione di sostanza della madre tua e poi vattene e non guarda<re> più in volto il padre tuo". Rispose Francesco: "Non solo la eredità della madre io son disposto a rassegnare, ma anche la vostra e gli abiti che indosso". E gli consegnò le vestimenta sue. Si ritenne il cilicio che già portava sulle sue carni e si ricoprì poi con un mantello che il vescovo abbracciandolo gli porse.

  Francesco levò poi gli occhi in alto e disse: "Con maggior ragione potrò [13]adesso ripetere: Padre mio che siete ne' cieli, aiutatemi voi". Si accommiatò poi dal padre suo e dal vescovo dicendo: "Io mi devo affrettare a riparare la casa di Dio; quando si ode una voce dall'alto non si può non obbedire".

  Raccolse dunque limosine e ristorò la chiesa di san Damiano dapprima e poi quella della Madonna degli Angeli. Ma il Signore intendeva che Francesco riparasse non le muraglie d'una chiesa materiale, ma le anime dei cristiani che costituiscono la Chiesa vivente di Gesù Cristo. Francesco si vide daccapo. Non gli pareva di poter far cosa di bene, ma la voce dal cielo aveva tuonato al suo orecchio. Non è possibile non ascoltare una voce che scende dall'alto. La terra scottava sotto ai piedi di Francesco finché non si accinse anche a quest'impresa.

 

 





p. 50
2 Cfr. Mt 3, 13-17.



3 Mt 16, 24.



4 Diversamente in C. Chalippe, Vita di s. Francesco, p. 34: “[...] lasciando alcuni denari in mano d'un sacerdote, che nominavasi Pietro, il quale stava al servigio della medesima [chiesa]”.



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