Domenico Cavalca
Vite dei Santi Padri

Vita di S. Giovanni eremita

Capitolo IV

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Capitolo IV

 

Di un altro monaco che, essendo tentato, vinse per umiltà le demonia e poi venne a gran santità e perfezione.

 

Quello che avvenne anche ad uno similmente tentato, ma non similmente prostrato, voglio che intendiate. Fu in una cittade qui presso uno sceleratissimo uomo e famoso in ogni male; lo quale poi da ivi a certo tempo, inspirato da Dio, volendo fare penitenzia, si rinchiuse infra uno sepolcro, e e notte per grande contrizione piagnea li suoi peccati, stando colla faccia chinata in terra, non essendo ardito di levare gli occhi al cielo, di nominare lo nome di Dio. Ed essendo stato così una settimana, vedendo questo le demonia e temendo di perderlo, vennero una notte a lui gridando e dicendo:

 

"Or che è questo che tu fai, o impurissimo e iniquissimo uomo? poichè se' saziato d'ogni immondizia e invecchiato ne' mali, ti vuoi mostrare casto e buono? Non t'ingannare, chè altro luogo che quello che t'apparecchiasti per li tuoi peccati, avere non dei. Se' stato tanto rio, che se' quasi diventato uno di noi, e a migliore stato oggimai venire non puoi. Torna, torna a noi, e quel tanto tempo che t'è rimasto spendi in varie delizie e lussurie, e non ti affliggere più piangendo, perocchè non ti giova nulla. Perchè entri nell'inferno innanzi ora. Tornati a godere, e noi t'apparecchieremo e faremoti avere ogni diletto e delizie che tu vorrai. Se la pena ti diletta, aspetta un poco, e avera'ne assai con noi. Ma in questo mezzo ti consigliamo di tornare a godere e di lasciare questa pena che non ti giova".

 

E, dicendo queste parole e altre molte le demonia, quegli, come savio, non si mosse però, ma giaceva immobile colla faccia in terra, non volendogli vedere, udire, a loro in alcun modo rispondere. Della qual cosa le demonia disdegnandosi, vedendosi da lui così dispregiare, come Iddio permise loro, flagellaronloduramente che lo lasciarono quasi morto; e per tutto questo non si mosse del luogo dove giaceva. E il seguente alcuni suoi amici spirituali venendo a lui per visitarlo e confortarlo, trovandolo così concio e domandandolo come fosse questo fatto, intesero da lui quello che era stato, ogni cosa per ordine; e pregandolo quelli che si lasciasse da loro riportare a casa infinochè fosse guarito, non volle, ma rimase come valente cavaliere fermo alla battaglia; onde le demonia più turbate, tornarono la notte seguente e batteronlo più gravemente; ma per tutto questo non si volle partire, dicendo che meglio gli era di morire quivi che di servire più alle demonia. E la terza notte vennero moltitudine innumerabile di demonia, e sì duramente il flagellarono e sì crudelmente che egli si credette al tutto morire; e quasi come si livrasse, non potendo altro rispondere, avendo quasi nullo movimento corporale, dentro da , quanto poteva, resisteva alle demonia orando. La fortezza e la costanzia del quale le demonia vedendo, con grande ira fremendo si partirono e gridando:

 

"Vinti ci hai, vinti ci hai".

 

E cacciati per divina virtù, non furono più arditi di tornare a lui di fargli alcuna molestia; e rimanendo quegli molto confortato da Dio, riconoscendo lo beneficio e la grazia di Dio in , in brieve tempo diventòperfetto che tutti quelli della contrada si maravigliavano di sì subito mutamento, e a tutti quasi parea che fosse un angiolo disceso in terra; per lo esemplo del quale molti, che erano già come disperati, tornarono a via di salute e diventarono perfettissimi, reputando che ogni cosa fosse possibile, poichè quetgli dipo' tanti mali era potuto venire a tanto bene, che non solamente era potuto uscire dalla consuetudine de' peccati, e diventare virtuoso, ma per divina grazia era venuto a tanta perfezione, che Iddio per lui faceva molte maraviglie. E così vedete, fratelli miei, per li predetti esempli che l'umiltà e buona conversione è cagione e materia di molti beni, e la superbia e la disperazione è cagione di molti mali e di molta pena e morte. A fuggire dunque li pericoli del cadere, e acquistare la divina grazia, e venire a conoscimento più chiaro di Dio, molto giova la conversazione solitaria, sendochè non solamente per le parole, ma eziandio per esempli vi posso mostrare.

 

 

 


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