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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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236. AL P. D. FRANCESCO PENTIMALLI.1 

Lo esorta ad una più perfetta ubbidienza.

 

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

NOCERA, 11 FEBBRAIO [1756?]

 

Don Francesco mio, mi son consolato in sentire che V. R. si è ristabilito dall'infermità. Ma mi sono un poco afflitto in sentire qualche risposta un po' risentita, fatta al Superiore e compagni. Molte cose, che a noi paiono storte, son dritte per noi quando vengono dettate dalla ubbidienza. Se ogni soggetto volesse fare ciò che gli pare migliore, sarebbe perduta l'ubbidienza.


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Onde vi prego ad aver pazienza, quando le pare che certe cose non vanno a dovere. Dopo che ha rappresentato il suo parere, lasci correre. Basta che si riserbi poi di scrivermi, o di riferire a me; quel che le pare inconveniente. La prego, per questo resto di missioni, di quietarsi a quel che dice il Superiore; e appresso, quando ritorna, mi dirà tutto. La benedico. Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

Conforme all'edizione romana.




1 Il P. D. Francesco Pentimalli nacque il 20 settembre 1714 in S. Eufemia, diocesi di Mileto, nella Calabria Ulteriore. Fu ammesso al noviziato, già sacerdote, il dì 13 febbraio 1751, e fece la sua professione in mano di S. Alfonso il 2 ottobre dello stesso anno. Mentre con altri Padri portavasi alle missioni di Sicilia, morì nella terra di S. Eufemia, sua patria, il 15 di novembre 1761. Era un'uomo veramente apostolico e tutto di Dio.






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