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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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308. AL P. D. ANTONIO TANNOIA.

Gli comunica alcune disposizioni.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

 

NOCERA, 9 GENNAIO 1759.

 

Giacché Fr. Buonopane si ricorda della filosofia, sì signore, è buono mandarlo a Ciorani,1 almeno acciocché si rinfreschi la memoria; e scrivete al P. Blasucci che si regoli esso. In quanto al P. [D. Alessandro de] Meo, ho scritto già al P. Caione, il quale non la sentiva bene, ma bisogna che si abbia pazienza. Esso P. Caione, tra giorni, ha da venire qua a stabilire meglio l'andata a Trani. Non so se può succedere per il primo di quaresima.

Godo che Santorelli si porta bene; ma siamo costretti di mandarlo a qualche monastero ad esplorare la sua volontà, mentre lo Scrivano di Napoli fa fracasso e minaccia di ricorrere al Re. Abbiamo pensato con Monsignor Volpe [vescovo di Nocera], che tiene in mano l'affare, di mandarlo al monastero del P. Druisi sotto la sua direzione in Solofra. Miglior monastero di questo non possiamo trovare. Ma pure avrà d'avere battaglie,2 perché verranno altri, mandati da' parenti, ad esplorarlo e tentarlo. Onde fatelo apparecchiare, perché tra poco avrà d'andare, quando ve lo manderò a dire.

signore, manderò il piego a Fr. Francesco [Tartaglione in Napoli].

In quanto alla Messa del P. Maione, chi vuol sentire il P. Mazzini? mentre, dopo maggio, hanno da venire qui gli studenti di Caposele a far la Morale. Il più che ho concertato col P. Ferrara è, che segretamente dia la metà [degli stipendi] delle messe a voi, e la metà qua.


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Forse, verso quaresima, verrà D. Domenico Cacciatore a fare costì un poco di noviziato, forse quattro o cinque mesi, perché già di nuovo ricevuto per tanti segni buoni che mi ha dati1. Ora va facendo missioni co' nostri. Benedico tutti. Viva Gesù, Giuseppe e Maria!

Vi raccomando al sommo di mandare l'inclusa a Monsignor d'Amato in Lacedogna, e procurarmi la risposta: è per aver qualche documento da lui, giacché quelli di Caposele ci hanno affacciata una bella lite per li mille ducati laciatici dall'Arcivescovo.2 Viva Gesù e Maria! E vi prego, la risposta di farmela capitare per via sicura, quanto più presto.

Di questi libri della Morte,3 mandatene a vedere alcuni a Foggia ed a Melfi, acciocché almeno l'osservino.

E ne mando io altri, ora che ho questa occasione, acciocché vedete di venderli a quaresima, quando si fa qualche muta [di esercizî spirituali nella casa d'Iliceto]. E quando avrete occasione, mandatene uno a Corato. Viva Gesù e Maria !

 

Fratello ALFONSO del SS. Redentore.

 

[P. S.] Mando questi libretti della Morte e questi Avvisi [spettanti alla vocazione religiosa], acciocché, come avete l'occasione, li mandate spargendo per li paesi della Puglia, e perciò collocateli sopra il vostro buffettino. Questo libro della Morte, chi l'osserva bene, certamente se lo piglia.

 

Conforme all'originale che si conserva nell'archivio del nostro collegio di Pagani.

 

 




1 Il Fr. Fabio Buonopane avea fatta la sua professione il 25 dicembre 87 nella casa d'Iliceto.



2 D. Costantino Santorelli uscì vittorioso di tutti gli assalti datigli, ed ebbe così la consolazione di entrare nel noviziato il 12 febbraio, e di far la professione il 25 dicembre di questo stesso anno 1759.

1 D. Domenico fu uno de' quattro studenti, sedotti dal P. D. Giuseppe Muscari.[Vedi la lettera cxxii, pag. 184 e 185]. Ma benché il Santo l'avesse riammesso, egli però, non si sa il perché, non rientrò nella Congregazione.



2 Mgr. Niccolò d'Amato, prima di esser vescovo di Lacedogna, era stato, sino all'anno 1749, vicario di Mgr Nicolai arcivescovo di Conza, e così essendo intervenuto in tutte le trattative precedenti alla fondazione di Caposele, come bene istrutto della questione, era il solo che poteva giovare i nostri e quietare i contraddittori.



3 Della Morte, cioè Apparecchio alla morte, opera pubblicata dal Santo l'anno precedente.




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