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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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327. AL P. D. ANTONIO TANNOIA.

Zelo del Santo per l'obbedienza.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

 

NOCERA, 22 FEBBRAIO 1760.

 

Io ho creduto che V. R. non avesse letta bene la lettera, dove le feci sapere che Fr. Pompilio si restasse costì, perché questa aria gli nuoce: mentre così di fretta ne l'ha mandato; ma se non avesse letta la lettera, dovrebbe essere severamente penitenziato Fr. Domenico, che intese da me che voleva espressamente che detto Fratello si restasse costì, e vedendolo partire non ce l'abbia avvisato. Sia come si voglia, gli ordini del Superiore devono ubbidirsi, senza sapere il perché.

In vero in vederlo venire, contro la mia volontà, restai fuor di me, ed altro non dissi, che forse non avrà letta bene la lettera. Mi dispiacque poi, al sommo, in sentire che l'aveva letta, l'aveva intesa, e con tutto ciò si fece il contrario, e forse col parere degli altri.

Si rimanda dunque [Fr. Pompilio] in dietro, e per rifusa [V. R.] pagherà il viaggio. E resto dando a tutti la santa benedizione.

 

Fratello ALFONSO del SS. Redentore.

 

[P. S.] Mandate senza meno la nota de' soggetti. Viva Gesù e Maria! Voglio che V. R. mi risponda distintamente su questa venuta di Fr. Pompilio, e mi dica come va il fatto, e quali Padri hanno consigliato che si mandi, non ostante il mio ordine che restasse.

Se non si fa conto più dell'obbedienza, abbiamo finito. Viva Gesù e Maria!

 

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