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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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352. AL P. CARMINE PICONE, 'ILICETO.

Gli manifesta il suo dispiacere per una missione mal riuscita, e lo prega di assistere un Padre nello studio.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

 

NOCERA, 21 MAGGIO 1761.

 

Avete fatto bene a mandare il P. Melaccio. Quando vi è urgenza, non si aspetta la licenza mia.

Mi ha dispiaciuto sentire che 'l Rettore [P. Tannoia] si ha ritenuto in casa, non solo il P. Picone che dovea restare già per Maffei, ma anche il P. Michele [de Michele], e perciò sento che specialmente una missione grande è riuscita un vituperio, con tutto che il Rettore è stato specialmente pregato dal P. Michele per quella missione.

In tempo di missione, basta che resti in casa il Rettore con un altro Padre, al più due; ma quando vi è necessità, basta uno.

Mando i manichi alli novizi, e mando loro una special benedizione, acciò si facciano santi e mi raccomandino a Gesù Cristo.

 


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Mando ancora 5 mazzetti di cordelline; questi soli ora abbiamo qui, poi farò venire gli altri da Napoli.

Viene poi costì il P. Corrado, perché l'aria di qua non gli fa bene. Prego V. R. di aiutarlo alla conferenza della Morale in alcuni trattati che ha da fare, specialmente de Poenitentia, de Matrimonio e de Censuris, ed anche parte de Contractibus, perché è un giovine abile, ma non ha passata la Morale. Prego V. R. a fargli questa carità.

La benedico. Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

 

Fratello ALFONSO del SS. Redentore.

 

Conforme all'originale che si conserva nell'archivio della nostra casa di Pagani.




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