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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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431. AL MEDESIMO.

Sollecitudine del Santo per il suddetto monastero.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

 

SANT'AGATA, 18 APRILE 1764.

 

Don Francesco mio, colle pazze non vi è ragione: onde procurate che per ora si aggiustino le cose come meglio si può, e dite alle monache che abbiano pazienza per questi pochi giorni, perché io spero per lunedì, se il tempo lo permette, di mandare il Vicario a far la Superiora e la Vicaria ed a mettere sesto a tutto.

Ieri lessi quasi tutto il libro delle regole, e torno a dire: le regole sono ottime. Ma appena (se non erro) una volta vi ho trovato nominato il Vescovo, e del resto non si nominano altri che delegato ed economi; non si trova nominato neppure il vicario locale del monastero, destinato dal Vescovo; neppure ci sta che l'elezione della Superiora dev'essere confermata dal Vescovo, con farsi avanti di lui o del Vicario generale o locale.

Tutte queste cose si avrebbero da aggiustare nelle regole, premettendo specialmente che il monastero e le monache stiano in tutto soggette all'ubbidienza del vescovo, per quanto concerne il bene spirituale e la pace del monastero e delle monache. Tutto ciò dovrebbe aggiungersi alle regole.

Ma per fare le cose più accertate, bisognerebbe vedere come sta fondato il Conservatorio: quali leggi vi han posto i fondatori, da chi dev'essere amministrato, se il monastero debba essere regio, come temo che pretendano i secolari; nel qual caso io da ora mi protesto che, in quanto a far ottenere la clausura, se il monastero non è in giurisdizione del vescovo,


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io mi guarderò di metterci mano; e senza la mano mia non avranno speranza di veder approvata da Roma la clausura. E perciò sarebbe bene che V. S., prima che venga il Vicario, mandasse qui a vedere tutte le scritture che vi sono della fondazione, governo ecc.; almeno mandi le notizie di quelle scritture che non si possono mandare.

Io frattanto andrò stendendo lo schizzo di tutte quelle cose che bisogna meglio spiegare, e delle regole che specialmente debbono mettersi in uso, ed il Vicario le porterà quando verrà costì; ma il demonio ha da fare l'officio suo, come già lo ha cominciato a fare.

La benedico e resto, ecc.

 

Conforme all'edizione romana.




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