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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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885. A SUOR BRIANNA CARAFA, NEL MONASTERO DI S. MARCELLINO, IN NAPOLI.

Si consola di saperla in vita quantunque malata, la conforta e la dirige in una difficile condizione in cui versa.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

NOCERA, 25 DICEMBRE 1777.

Sorella e figlia in Gesù Cristo, la vostra lettera doppiamente mi ha consolato, perché io seppi da molto tempo la vostra grave infermità, e d'allora non avevo più avuta notizia di V. R.; onde dubitavo che Iddio già vi avesse liberata da questo mondo.

Pertanto mi rallegro che Dio vi ha ancora lasciata su questa terra, per compire la corona che certamente, come spero da


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tutte le vicende della vostra vita, vi ha apparecchiata nell'altro mondo.

In quanto alla vostra nipote, già vedo che questa vi sarà una nuova croce ed accrescerà la persecuzione di vostra sorella, che vi criticherà ogni cosa che farete per vostra nipote; ma non ci è rimedio. Io mi unisco al parere del vostro direttore: se voi ricusate la croce, facilmente può essere che vostra nipote perda la vocazione.

Offerite da ora a Gesù Cristo tutte le spine che avrete in ciò da soffrire, e seguitate sempre ad offerirle a Dio che vuole così. E non lasciate, ogni giorno, di pregare per vostra sorella, che vi manterrà tormentata con le sue critiche.

Il Signore vi ha lasciato in vita, non già per stare in riposo, ma per essere perseguitata e patire sino alla morte. Allegramente! in tutte le spine che vi pungeranno, replicate sempre: Sia benedetto Dio, sia benedetto Dio! e subito mettetevi in pace. E replico: state allegramente; Dio vi vuole per sé e vi vuole tutta sua.

Vi mando questo libretto che, poco fa, ho compito; potete leggerne qualche poca parte da quando in quando, perché vi sono certi belli sentimenti che uniscono l'anima con Dio. E che stiamo a fare in questo mondo, se non ad amare Gesù Cristo ed a patire per esso?

Vi ringrazio sommamente de' dolci; ma quel che più desidero da V. R. è che non lasciate, ogni giorno, di raccomandarmi a Gesù Cristo che mi assista colla grazia sua, in tutte le croci che patisco, per li guai e liti della Congregazione e per le infermità che mi assistono.

Io, fra questo tempo, non ho lasciato di raccomandarvi ogni giorno a Gesù Cristo; fatelo ancora voi per me. Non voglio lunghe preghiere: basta che dite d'avanti il Sacramento: Signore, abbiatene pietà e dategli l'amor vostro.

Io vi benedico nel cuore di Gesù Cristo e resto

Di V. R. Umo servo

ALFONSO MARIA, vescovo..

Conforme ad un'antica copia.




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