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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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230. AL SIG. GIUSEPPE REMONDINI.

Gli parla dell'ultima spedizione fatta; dà conto dell'avvenuto in Napoli a riguardo dell'opera sul Concilio; dice del libro de' Sermoni in corso di stampa, e dichiarata la sua mente contro alcune dottrine, sì nella Teologia scolastica come nella morale, l'autorizza a poterne parlare per impedire la proibizione de' suoi libri.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 9 DICEMBRE 1769.

 

Illmo Sig. Sig. e Pne colmo.

Già da molti giorni ho inviato a V. S. Illma li fogli di aggiunte all'Homo Apostolicus per mezzo del Sig. Moschini, e spero che a quest'ora che le giunge questa, già l'abbia ricevute; e di nuovo le raccommando che il revisore stia molto attento; altrimenti vi verranno molti errori e l'opera sarà disprezzata.

signore, per l'opera mia del Concilio uscì già il dispaccio che fosse riveduta, non tanto perché io ero amico de' Gesuiti, quanto perché temevano ch'io scrivessi qualche cosa contra la potestà de' principi; mentre nel libro della Fede io ho scritto molto a favore della potestà suprema del Papa. Ma già l'han riveduto e non vi han trovato nessuna cosa dove appiccicarsi per proibirlo, poiché io sono stato con molta cautela in questa materia della potestà regia e papale.

La balletta non l'ho ricevuta ancora, perché quello a cui ho data l'incombenza era andato fuori.

Il libro delle Prediche cammina; ma ci vuol molto tempo per compirlo, perché dietro le prediche ci vengono da quattro altri opuscoli di cose molto utili.

Per Portogallo, pazienza; Dio li faccia santi! Ma se si accomodano le cose di quel regno con Roma, può essere che vi sia speranza.

Resto raffermandomi

 

Divmo ed obblmo servitore vero

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.


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[P. S.] Sappia V. S. Illma e lo dica a tutti che, nel mio libro del Concilio di Trento, non sono favorevole alla dottrina scolastica de' Gesuiti, che difendono mordicus la scienza media, ma di proposito io l'oppugno.

Inoltre non solo son contrario alli Gesuiti nel libro per la scolastica, ma anche per la Morale; perché i Gesuiti comunemente difendono che può seguitarsi l'opinione meno probabile, ma io difendo che, quando si conosce che l'opinione per la legge è più probabile, quella dee seguirsi, e non può seguirsi la meno probabile; e di ciò i Gesuiti si sono lamentati con me. E questa cosa specialmente l'ho posta in chiaro e più a lungo nell'aggiunta [all'Homo Apostolicus] che ho mandata nel trattato della Coscienza, dove parlo dell'opinione probabile. E questo trattatino, io l'ho stampato a parte qui in volgare1 (ed ora l'ho mandato in latino), appunto per far vedere al mondo ch'io, nella Morale, non seguito la dottrina de' Gesuiti, come alcuni mi vogliono caricare. V. S. Io dica e lo pubblichi per tutto.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.

 




1 Apologia della Teologia morale, tacciata ecc. Ved. lett. ccxxv.






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