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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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387. AL P. D. GASPARO CAIONE, RETTORE DELLA CASA DI CAPOSELE.

Si duole che, a sua insaputa, siasi appuntata una missione difficile e faticosa senza i soggetti necessari; dà alcuni ordini in contrario e gli comunica altre disposizioni.

 

Viva Gesù, Giuseppe e Maria!

NOCERA, [19 GENNAIO 1756]

 

La prima cosa: sento che si farà la missione a Potenza, la quale era stata già da me esclusa; onde non so come poi da voi si sia appuntata.


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Io pensava e penso che cotesta missione di Potenza riuscirà un bel pane arso per li pochi soggetti che avete e stroppiati. Specialmente V. Riv. che sta con questo catarro di petto aggravato. Potenza all'incontro è luogo freddissimo: onde affatto, non me la sento che V. Riv. vada a Potenza.

La prego dunque, subito che può viaggiare e la giornata è comoda, se ne torni a Mater Domini; ed obbedisca al medico, se le ordina che stia a letto, fintanto che si risolva il catarro, il quale essendo così ostinato potrebbe ucciderla, o renderla inabile per l'avvenire. Per una missione, può farsi inabile per tutte le altre che può fare.

Per questa missione di Potenza, avrei avuto a caro che prima se ne fosse dato a me l'avviso, per vedere se poteva riuscire. A questa missione vi bisognavano 14 o 15 soggetti, e li migliori, perché è città di soggezione. ora che già si è appuntata, che si ha da fare?

 Non la proibisco; ma dico che facilmente riuscirà malamente: siete pochi e molti giovani. Onde se mai riuscisse di riappuntarla per l'anno venturo, forse meglio sarebbe. Del resto, mi rimetto al P. Fiocchi. Ma gli dica, da parte mia, che quando sono queste missioni così grandi e di soggezione, ne voglio essere anche io informato prima.

signore, giacché mi dite che non mandi né l'uno né l'altro Fratello, non li manderò. Ma sappiate che il Fratello, da voi cercato, neppure era buono per trattare fuori di casa.

Il P. Fiocchi vuole il P. Cimino, come ora leggo. Io scrivo ora che, se ve lo potessero mandare, ve lo mandassero; ma tenete per certo che non verrà, perché hanno da fare le missioni d'Ariano, già appuntate e promesse, e senza Cimino non le


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potranno fare. Questo viene a dire appuntare così le missioni, e missioni grandi a caso!

Questa lettera, fatela sentire tutta al P. Fiocchi: parlo circa la missione di Potenza, la quale mi ha angustiato. Tutto potea rimediarsi con mandarmi un corriero apposta. ora V. Riv. s'ha da ritirare, Cimino certamente non verrà: vedete che belle missione si ha da riuscire!

E se il P. Apice sta anche leso col petto, io non voglio, non voglio, non voglio che faccia la predica grande. Perduto che avremo un soggetto, quelli di Potenza non ce lo daranno più.

Io direi che, stante che non ci può andare V. Riv. e il P. Apice sta così leso, e Cimino non può venire, direi che il P. Fiocchi potrebbe con giusto motivo scusarsi con Potenza, scrivendo che più Padri sono caduti infermi, e gli altri non hanno potuto venire.

Si è appuntata la missione di Potenza, e le missioni di Conza, ricercate dall'Arcivescovo, si son fatte o no? - Io non voglio che si lascino le missioni di Conza per farne altre. Che ci vogliamo disgustare l'Arcivescovo?

D. Benedetto Grazioli mi scrive che senza meno vuole quella consolazione, che alla prole che sta per partorire la moglie, vuole che il P. Margotta faccia il parroco e il P. Fiocchi il patrino. Ed io già mando apposta in Napoli a chiamare il P. Margotta, dispensando in questo caso alla Regola per D. Benedetto, al quale non si può negare questa consolazione. E perciò dite al P. Fiocchi che veda d'appuntare per quando ha d'andare ad Atella; o meglio, scriverò ora io a D. Benedetto che, quando è tempo, si mandi a chiamare e pigliare il P. Fiocchi il quale, quando sarà colà, dica a D. Benedetto (come già ho scritto un'altra volta) che vedesse si mandasse tutt'assieme quella limosina a Benevento [a S. Angelo, a Cupolo]; perché se la manda a poco a poco, se la spenderanno in fabbrica, e non ci resterà fatto qualche sostegno d'entrata a quella casa.


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Scrive Grazioli che ha mandato, o manderà (perché non intendo bene) ducati 500 per Benevento. Se son venuti o verranno, mandateli a me, acciò io provveda a che si hanno da impiegare.

Ora sento che la missione a Potenza è già cominciata, e V. Riv. con tutto il catarro di petto avrà cominciata la predica [grande]. Gloria Patri! -.

Regola generale una volta per sempre: chi sta con catarro di petto, e sta aggravato, io non voglio che faccia prediche grandi, specialmente a' luoghi grandi; e non importa che si lasci la missione già cominciata. onde vedete ora costì come si ha da fare. Questo viene a dire: abbordare a fare quello, e che ne viene viene. Questa missione di Potenza mi ha bene disturbato.

Per la missione di Capaccio, spero di far rimediare con quelli di qua. Ma per Castelluccio, pensateci voi.

In quanto poi a cotesta missione di Potenza, io già vedo che questa mia lettera vi angustierà. Io mi guardo da angustiare: onde mi rimetto a quello che meglio pare al P. Fiocchi; ma in quanto all'arrischiare la salute de' soggetti, specialmente del P. Apice e di V. Riv., di farvi predicare con qualche pericolo, lo prego a non fare in modo che io appresso me ne abbia a pigliare collera, come temo1. Viva Gesù, Giuseppe e Maria!

Fratello ALFONSO del SS. Redentore.

 

[P. S. di propria mano del Santo.] Io sto poco bene; raccomandatemi a Gesù Cristo. Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

Conforme all'originale che si trova in una delle nostre case di Francia.

 

 




1 Questa lettera giunse con molto ritardo ed a missione quasi finita, come può vedersi dall'altra scritta il giorno 30 al medesimo Caione. Vedi vol. 1°, lett. 235, pag. 328.




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