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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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136. Ad Antonio Tannoia.

1759?

Viva Gesù Maria Giuseppe

Se mai Maffei volesse aggiustarsi io penso essere espediente di accordargli qualunque cosa come sarebbe di obbligarci a tenere tante pecore e non più; perché questo è il suo timore che le nostre pecore col tempo poi crescano e a lui gli manchino gli erbacei di gliaro. Ditemi a qual numero noi potressimo restringerci. Li guai sono col Bar. Di Giovanni cui non abbiamo che cosa potergli cedere. V. Gesù e Maria.

Bisogna esaminar meglio il P. di Ant. Come va l'affare del denaro di queste benedette pecore. Se quella era figlia di famiglia come potea pigliar quelli denari Questo veramente più volte mi ha agitato. I Parenti già faceano fracasso. V. G. M..

Pubblicata sul periodico “L'aurora”, organo delle Associazioni cattoliche della diocesi di Caltanisetta, il 14 agosto 1904, alla p. 2, a cura del can. Bartolomeo Lombardo, che l'ha trascritta dall'originale custodita  in un apposito quadro.




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