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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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155. [Al Barone di Giffoni].

Lettera di scusa per lo sconcerto succeduto nella missione di Giffoni.

 

Nocera, 07. 06. 1760.

 

Ecc.mo Sig. Sig. e Pad.ne col.mo

Viva Gesù, Maria e Giuseppe

La lettera di V.E. ha servito per rinnovarmi la ferita, che intesi l'altro giorno, in aver la nuova del fatto1, che me lo scrisse lo stesso P. che ha fatto l'errore, umiliandosi, e cercandomi la penitenza; mentre io ho ordinato più volte che non si percuotano neppure per pensiero anche li fanciulli a cui i nostri PP. fanno la dottrina nelle Missioni.2 Il fatto non solo ha dato pena a me, ma a tutti li Padri.

Sig. Barone mio stimatissimo, questo fatto succeduto non si può scusare da incontinenza e d'indiscrezione, ma finalmente i soggetti sono uomini. Del resto universalmente parlando i nostri danno edificazione, e so che anche gli altri ne stanno edificati. Da me e dagli Superiori continuamente s'invigila ad estirpare l'erba cattiva, che in questa maledetta terra della condizione umana sempre ripullula.

Io spero che l'opera sia di Dio, ond'egli l'avrà da conservare s'è sua; ma se non è sua, e non la vuole, io da ora la prego che la distrugga presto.

Io ringrazio V.E. della lettera, perché questa mi servirà per fare una monizione più forte a tutti. Sappia però V.E. che tra noi i difettosi incorregibili, ancorché non siano difetti molto gravi, non si sopportano, ma si discacciano: oltre degli altri di prima, poco fa se ne sono discacciati tre.

Resto facendole profondissima riverenza, e confermandomi

Nocera 7 giugno 1760

Um.mo e Div.mo serv.re vero

Alfonso de Liguori

Dalla casa del SS. Redentore

 

Trascrizione secondo una antica copia che si trova (anno 1961) nell'archivio provinciale redentorista di Pagani.

Analisi della lettera fatta dal P. Oreste Gregorio.

Pubblicata nel Periodico S. Alfonso 32 (1961) 90-91.




1 Il 16 maggio di quest'anno S. Alfonso scriveva al P. De Robertis: «Sento che a Giffoni sia successo più di uno sconcerto, ma non so con chi e perché. Avrei a caro che mi avvisaste» (Lettere, Volume I, n. 334)



2 Tra aprile e maggio del 1760 si svolsero due missioni, come consta dalla Nota delle Missioni del P. Amarante (vedi Spicil. Hist., 8 (1960), p. 338)






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