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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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491. A una monaca, penitente sua, in un monastero di Napoli.

La consola per le sue afflizioni e la esorta a conformarsi alla divina volontà.

 

Nocera,... 07. 1782.

 

Ricevo la vostra e sento le tribolazioni nelle quali vi trovate. Sono di sentimento che seguitiate a stare nel calvario, ove dimorano le anime predestinate e le più care a Gesù Cristo. Voi volendo fuggire la croce, temo che ne troviate una più pesante e meno fruttuosa. È vero che nella casa di Dio vi sono patimenti, ma vi sono ancora molti mezzi per tollerarli; nel mondo, all'incontro, vi sono angustie assai e pochi motivi a soffrirli. Animo grande, ché la tempesta non dura sempre ed il sole spunterà una volta, quando meno ve lo pensate.

Per i miei acciacchi, non mi permettono di poter[mi] applicare.

In breve vi dico a sottomettervi al divino volere; non perdete di vista Gesù Crocifisso e la Madre del Crocifisso, l'inferno meritato, il premio perduto e l'anime afflitte nell'altra vita. Quando -vi vedete più tormentata, cercate di dire: Gesù mio aiutatemi; Mamma mia, assistetemi.

Il Signore vi benedica; pregate per me e sono

Umil.mo servo vero

Alfonso M. a Liguori

 

Trascrizione secondo una copia fatta circa nel 1900. Sull'orlo superiore del foglio è annotato: «Copia d'una lettera scritta da S. Alfonso Maria de Liguori nel Luglio 1782 ad una sua penitente in un monastero di Napoli».

Analisi della lettera fatta dal P. Andreas Sampers.

Pubblicata in Spicilegium Historicum, Roma, 11 (1963), pp. 300-301.




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