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S. Alfonso Maria de Liguori
Meditaz. per l'ottava di Natale

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Meditazioni per l'ottava di Natale e per gli altri giorni sino all'Epifania

 


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MEDITAZIONE I. - Della nascita di Gesù.

La nascita di Gesù Cristo apportò un'allegrezza generale a tutto il mondo. Egli fu il Redentore desiderato per tanti anni e con tanti sospiri; che perciò fu chiamato il desiderato dalle genti e 'l desiderio de' colli eterni.1 Eccolo è già venuto ed è nato in una picciola spelonca. Quel gran gaudio che l'angelo annunziò a' pastori, pensiamo che oggi l'annunzii anche a noi e ci dica: Ecce enim evangelizo vobis gaudium magnum quod erit omni populo: quia natus est vobis hodie Salvator (Luc. II, [10, 11]).- Quanta festa si fa in un regno quando nasce al re il suo infante primogenito! Ma maggior festa dobbiamo far noi vedendo nato il Figlio di Dio ch'è venuto dal cielo a visitarci, spinto dalle viscere della sua misericordia: Per viscera misericordiae Dei nostri, in quibus visitavit nos oriens ex alto.2 Noi eravamo perduti, ed ecco quegli ch'è venuto a salvarci: Propter nostram salutem descendit de caelis.3 Ecco il pastore ch'è venuto a salvare le sue pecorelle dalla morte, con dar esso la vita per loro amore: Ego sum pastor bonus: bonus pastor animam suam dat pro ovibus suis (Io. [X], 11). Ecco l'agnello di Dio ch'è venuto a sacrificarsi per ottenere a noi la divina grazia e per rendersi nostro liberatore, nostra vita, nostra luce


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e anche nostro cibo nel SS. Sacramento. Dice S. Agostino che Gesù Cristo, nascendo, per questo ancora voll'essere posto nella mangiatoia dove trovano il pascolo gli animali, per darci ad intendere ch'egli si e fatt' uomo anche per rendersi cibo nostro: In praesepio, ubi pastus est animalium, sua collocari membra permittit, in aeternam refectionem vescendum a mortalibus suum corpus ostendit. (Tract. XXV, in Io.).4 Egli di più ogni giorno nasce nel Sagramento per mezzo de' sacerdoti e della consecrazione: l'altare è il presepio ed ivi noi andiamo a cibarci delle sue carni. Taluno desidererebbe di aver il santo Bambino nelle braccia, come l'ebbe il santo vecchio Simeone; ma quando ci comunichiamo, c'insegna la fede che non solamente nelle braccia, ma dentro il nostro petto sta quell'istesso Gesù che stette nel presepio di Betlemme. Egli per questo è nato, per darsi tutto a noi: Parvulus... natus est nobis, et Filius datus est nobis (Is. IX, 6).




1 Et veniet desideratus cunctis gentibus. Agg. II, 8. - Non auferetur sceptrum de Iuda, et dux de femore eius, donec veniat qui mittendus est, et ipse erit expectatio gentium. Gen. XLIX, 10. - Benedictiones patris tui confortatae sunt benedictionibus patrum eius, donec veniret desiderium collium aeternorum; fiant in capite Ioseph, et in vertice Nazaraei inter fratres suos. Gen. XLIX, 26.



2 Luc. I, 78.



3 Symbolum in Missa.

4 “Quod vero in praesepi, ubi pastus est animalium, sua collocari membra permittit, in aeternam refectionem vescendum a mortalibus suum corpus ostendit.” (Non già S. Agostino, ma) S. MAXIMUS TAURINENSIS, Homilia 14, de Nativitate Domini hom. 9. ML 57-252. - S. AUGUSTINUS, Sermo 190, in Natali Domini septimus, cap. 3, n. 3, ML 38-1008: “Nuntiatur pastoribus princeps pastorque pastorum: et in praesepi iacet fidelium cibaria iumentorum.” - IDEM, Sermo 194, in Natali Domini  undecimus, cap. 2, n. 2, ML 38-1016: “Sunt illi (angeli) nuntii eius, sumus et nos pecora eius. Plenitudo enim mensae ipsorum est, quia in principio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum, et Deus erat Verbum. Plenitudo praesepii nostri est, quia Verbum caro factum est, et habitavit in nobis. Ut enim panem Angelorum manducaret homo, creator Angelorum factus est homo.”






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