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S. Alfonso Maria de Liguori
Meditaz. per l'ottava di Natale

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MEDITAZIONE IV. - Di Gesù che prende latte.

Fasciato che fu Gesù bambino, cercò e prese latte dal petto di Maria. La Sposa de' Cantici desiderava di vedere il suo fratellino che prendesse latte dalla madre: Quis mihi det te fratrem meum sugentem ubera matris meae? (Cant. VIII, 1).


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Questa Sposa lo desiderò, ma non lo vide: noi sì che siamo quelli che abbiamo avuta la sorte di vedere il Figlio di Dio fatt'uomo e nostro fratello che prende latte dalle poppe di Maria.- Oh che spettacolo era al paradiso vedere il divin Verbo fatto bambino che succhia latte da una verginella sua creatura! Quegli dunque che pasce tutti gli uomini e gli animali della terra è fattodebole e sì povero, che ha bisogno d'un poco di latte umano per sostenere la vita! Suor Paola Camaldolese, contemplando una figurina di Gesù che prendea latte sentivasi subito tutta accendere d'un tenero amore verso Dio.1 Poco era questo latte e poche volte nel giorno era preso da Gesù Cristo. Fu rivelato a Suor Marianna Francescana che tre sole volte il giorno Maria gli dava latte.2 Ahi latte per noi prezioso che dovesti convertirti in sangue nelle vene di Gesù Cristo, per farne egli poi un bagno di salute per lavare in esso l'anime nostre!

Ponderiamo qui ancora che Gesù prendeva questo latte per alimentare quel corpo ch'egli volea lasciarci per cibo nella santa comunione.- Dunque, mio picciolo Redentore, mentre voi poppate, pensate a me; pensate a cambiar questo latte in sangue per versarlo poi nella vostra morte, e con tal prezzo riscattare l'anima mia e alimentarla col SS. Sacramento, che è il latte salutare con cui il Signore conserva le anime nostre nella vita della grazia: Lac vestrum Christus est, dice S. Agostino.3 O amato mio Bambino, o Gesù mio, lasciate ch'io ancora esclami con quella donna del Vangelo: Beatus venter qui te portavit et ubera quae suxisti!4 Beata voi, o Madre divina, che aveste la sorte di dar latte al Verbo Incarnato! Deh ammettetemi in compagnia di questo gran Figlio a prendere da


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voi il latte di una tenera ed amorosa divozione all'infanzia di Gesù ed a voi, Madre mia carissima. E ringrazio voi, o Infante divino, che vi siete fatto bisognoso di latte per dimostrarmi l'amore che mi portate. Ciò appunto il Signore diè ad intendere a S. Maria Maddalena de' Pazzi (Part. 4, cap. 1), ch'egli perciò s'era ridotto alla necessità di prender latte, per fare intendere l'amore che ha per l'anime redente.5




1 PATRIGNANI, La Santa Infanzia del Figliuolo di Dio, parte terza, capo 3, mistero 6, pag; 77, 78. - Francesco MARCHESE, dell'Oratorio, Diario sacro della B. Vergine, I, Venezia, 1717, 6 gennaio, pag. 21.



2 PATRIGNANI, La Santa Infanzia del Figliuolo di Dio, parte terza, cap. 6, mistero 9, § VI: vol. III, Venezia, 1757, pag. 261.



3 “Est autem mater Ecclesia, et ubera eius duo Testamenta Scripturarum divinarum. Hinc sugatur lac omnium sacramentorum temporaliter pro aeterna salute nostra gestorum, ut nutritus atque roboratus perveniat ad manducandum cibum, quod est, In principio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum, et Deus erat Verbum (Io, I, 1). Lac nostrum Christus humilis est; cibus noster, idem ipse Christus aequalis Patri. Lacte te nutrit, ut pane pascat: nam corde contingere Iesum spiritualiter, hoc est cognoscere quia aequalis est Patri.” S. AUGUSTINUS, In Epistolam Ioannis ad Parthos (in I Ioan.), tractatus 3, n. 1. ML 35-1998.



4 Luc. XI, 27.

5 “Prendendo tu il latte, (o Verbo), mi mostri il grand'amore che mi portavi, facendoti per mio amore bisognoso di nutrimento, tu che nutrisci tutto l'universo.” PUCCINI, Vita, Firenze, 1611, parte 6, cap. 1.




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