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S. Alfonso Maria de Liguori
Med. per otto giorni di esercizi spirituali

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MEDITAZIONE VII - Rimorsi che avrà nell'inferno un cristiano,1 che si danna

 

Il maggior tormento che avrà il dannato nell'inferno, sarà esso medesimo a se stesso col rimorso della coscienza. «Vermis eorum non moritur» (Marc. 9. 47). Questo verme che non muore, significa il rimorso eterno, che avranno i dannati nell'inferno. Oimè qual verme crudele sarà ad un cristiano2 che si danna il pensare per quanto poco egli s'è perduto!3 Dunque (dirà) io per poche soddisfazioni passeggiere ed avvelenate ho perduto il paradiso e Dio, e mi son condannato4 a stare in questa carcere di tormenti per sempre?

 

Io ho avuto la sorte di star nella vera fede, ma poi5 per aver lasciato Dio, ho fatta una vita infelice, per venire finalmente a fare una vita più infelice ancora in questa fossa di fuoco! Dio m'ha dati tanti lumi, tanti mezzi per salvarmi, ed io misero6 ho voluto dannarmi!


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Ah, Gesù mio, così ora starei già dicendo nell'inferno, se mi aveste fatto7 morire in quel giorno, in cui stava in peccato. Vi ringrazio delle misericordie che m'avete usate, e detesto tutte le offese che v'ho fatte. Se stessi nell'inferno, non vi potrei più amare; ma giacché vi posso amare, voglio amarvi con tutto il cuore. V'amo, mio Dio, mio amore, mio tutto.

 

Al presente la nostra vita passata che altro ci apparisce, se non un sogno, se non un momento? Or che sembrerà al dannato la sua vita di quaranta o cinquanta anni, menata in questa terra, dopo che saran passati cento e mille milioni d'anni, e vedrà che la sua eternità infelice è per lui da capo?

 

Che gli pareranno que' miseri piaceri, per li quali s'è perduto? Dunque (dirà) per quei maledetti gusti, che appena avuti sono spariti, io avrò da stare ad ardere in questa fornace, abbandonato da tutti per tutta l'eternità?

 

L'altro rimorso crudele sarà al dannato il pensare al poco che dovea fare per salvarsi. Dirà: S'io perdonava quell'ingiuria, se vinceva quel rispetto umano, se fuggiva quell'occasione, non mi sarei perduto.

 

Che mi costava allontanarmi da quella conversazione? Il privarmi di quel piacere maledetto? il cedere a quel puntiglio? E benché avesse dovuto costarmi assai, io dovea far tutto per salvarmi: ma non l'ho fatto, ed ora non v'è più riparo alla mia ruina eterna.

 

Se avessi frequentato i sagramenti, se non avessi lasciato l'orazione, se mi fossi raccomandato8 a Dio, non sarei ricaduto.9 Ho proposto tante volte di farlo, ma non l'ho fatto: l'ho cominciato talvolta a fare, ma poi non l'ho seguitato, e perciò mi son dannato.10

 

O Dio dell'anima mia, quante volte v'ho promesso d'amarvi, e poi di nuovo v'ho voltate le spalle? Deh, per quell'affetto con cui mi amaste sulla croce morendo per me, datemi dolore de' miei peccati, datemi l'amor vostro, e la grazia di ricorrere sempre a voi, quando sarò tentato.11

 

Quali spade crudeli saranno ad un fedele dannato12 i lumi, le chiamate, e tutte l'altre grazie, che Dio gli ha concesse stando sulla terra,13 quando dirà: «Io poteva farmi santo,14 ed esser per sempre felice; ed ora per sempre ho da essere infelice».


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La pena maggiore del dannato sarà il vedere ch'egli s'è perduto volontariamente, e per propria colpa, dopo che Gesu-Cristo è morto per salvarlo. «Dunque (dirà) un Dio ha data la vita per salvarmi, ed io, pazzo ho voluto da me stesso gittarmi ad ardere in questa fossa di fuoco? O paradiso perduto! o Dio perduto? o me infelice»! Ecco i lamenti, che seguiranno a fare in eterno i miseri dannati.

 

O Dio mio, da me disprezzato e perduto, fate ch'io vi ritrovi ora che per me v'è ancor tempo di ritrovarvi. Perciò fatemi parte, Redentore mio caro, di quel dolore che voi sentiste nell'orto di Getsemani de' peccati miei.15 Mi pento sopra ogni male di avervi offeso. Ricevetemi nella vostra grazia, o Gesù mio, mentr'io vi prometto di volervi amare, e di non amare altri che voi.

 

Rappresentatevi un infermo, che patisca acerbi dolori di viscere, e non ha chi lo compatisca: ma quei che gli stanno d'intorno, chi l'ingiuria, chi gli rimprovera i suoi disordini, chi lo calpesta con rabbia. Assai peggio è trattato il dannato nell'inferno. Patisce tutti i tormenti, senza che alcuno n'abbia compassione.

 

Potesse almeno il dannato in quel fuoco amare il suo Dio, che giustamente lo castiga. Ah no, nello stesso tempo ch'egli conosce Iddio esser sommamente amabile, si vede costretto ad odiarlo. Questo è l'inferno, il non potere più amare il sommo bene ch'è Dio.

 

Se potessero i dannati rassegnarsi alla divina volontà, come ora si rassegnano patendo l'anime buone, l'inferno non sarebbe più inferno. Ma no, si arrabbierà il misero come un rospo, sotto la sferza della divina giustizia; e la sua rabbia non gli servirà che per accrescer la sua pena.

 

Dunque, Gesù mio, se stessi nell'inferno, io non vi potrei più amare, e vi avrei da odiare per sempre? E che male mi avete fatto voi, per cui io avrei da odiarvi? Voi mi avete creato,16 voi siete morto per me, voi mi avete fatte tante grazie particolari: ecco il male che voi m'avete fatto. Deh castigatemi come volete, ma non mi private del potervi amare. V'amo, Gesù mio, e vi voglio sempre amare.

 

Pensate l'orrore che avrà un'anima, allorché entrerà nell'inferno. «Dunque (dirà) già son dannata? già l'ho sgarrata»? Anderà17 la misera pensando, se v'è rimedio alla sua perdita, e vedrà che al suo male non vi sarà più riparo in eterno.


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Passeranno più milioni di secoli, che non sono le goccie18 del mare, le arene della terra, le frondi degli alberi; e l'inferno suo per lo povero dannato, sempre sarà da capo. Almeno potesse il misero lusingarsi, e dire: «Chi sa, se un giorno finirà quest'inferno per me»? Non vi è «chi sa» nell'inferno. Sta certo19 il dannato che tutte quelle pene, che patisce in ogni momento, l'ha da patire per tutta l'eternità. Oh Dio, si crede l'inferno, e v'è chi pecca?

 

Maggiore poi sarà la pena di coloro, che più volte han considerato l'inferno, e poi peccando da loro stessi vi si son condannati. Deh! non perdiamo tempo, lasciamo tutto, e stringiamoci con Gesu-Cristo. Tutto è poco quanto facciamo, per evitare l'inferno. E tremiamo; chi non trema, non si salverà.

 

Ah Gesù mio, il sangue vostro, la morte vostra è la speranza mia. Mi abbandonino tutti, e non mi abbandonate voi. Vedo già che voi non mi avete abbandonato,20 mentre m'invitate al perdono, s'io voglio pentirmi de' miei peccati; e mi offerite la vostra grazia e 'l vostro amore, se voglio amarvi. Sì, Gesù mio, vita mia, tesoro mio, amor mio, ch'io voglio piangere sempre l'offese che v'ho fatte, e voglio amarvi con tutto il mio cuore. Dio mio, se v'ho perduto, non vi voglio perdere più. Ditemi quel che volete da me, che in tutto voglio contentarvi; fatemi vivere e morire in grazia vostra, e poi disponete di me, come vi piace.

 

O Maria, o speranza mia, tenetemi sempre sotto il vostro manto, e non permettete ch'io abbia mai più a perdere Dio.

 




1 [19.] cristiano) una religiosa ND VR NS.



2 [24.] un cristiano) una religiosa ND VR NS.



3 [25.] egli s'è perduto) ella s'è perduta ND VR NS.



4 [26.] condannato) condannata ND VR NS.



5 [28.] Io ho avuto la sorte di star nella vera fede, ma poi) Io ho lasciato il mondo, mi son chiusa in quattro mura, mi son privata della mia libertà ND VR NS.



6 [31.] misero) misera ND VR NS.



7 [2.] fatto) fatta ND VR NS.



8 [24.] raccomandato) raccomandata ND VR NS.



9 [24.] ricaduto) ricaduta ND VR NS.



10 [26.] dannato) dannata ND VR NS.



11 [31.] tentato) tentata ND VR NS.



12 [32.] un fedele dannato) una religiosa dannata ND VR NS.



13 [33.] gli.... sulla terra) le.... nel monastero ND VR NS.



14 [34.] santo) santa ND VR NS.



15 [10.] peccati miei) peccati NM.



16 [29.] creato) creata ND VR NS.



17 [34.] anderà) andrà ND.



18 [1.] goccie) gocce NS.



19 [5.] Sta certo) è certo NS.



20 [15.] abbandonato) abbandonata ND VR NS.






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