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S. Alfonso Maria de Liguori
Messa e officio strapazzati

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APPENDICE

 

§. 1. Regolamento di vita per un sacerdote secolare.

 

In levarsi la mattina faccia gli atti di ringraziamento, d'amore, di offerta di tutto ciò che farà e patirà in quel giorno, colla preghiera in fine a Dio ed alla b. Vergine, acciocché l'aiutino a fuggire ogni peccato. Indi faccia mezz'ora d'orazione mentale sopra le massime eterne o sulla passione di Gesù Cristo, la cui meditazione per altro è più propria al sacerdote prima di celebrare, giacché va a rinnovare la memoria sull'altare con offerire a Dio la stessa vittima e lo stesso sacrificio., Nell'orazione poi, letto che avrà il punto, s'impieghi a fare atti di dolore e d'amore, e più spesso preghiere a Dio, affinché gli doni la perseveranza nella sua grazia e 'l suo divino amore. E non lasci l'orazione per qualunque tedio e pena che vi senta; se la lascerà si metterà in gran pericolo di perder Dio. Quando altro non potesse dire in quella, che Dio mio aiutatemi, Gesù mio misericordia, l'orazione sarà ottima e gli sarà di gran frutto. Acciocché poi l'orazione riesca più raccolta, si chiuda allora dentro qualche stanza da solo a solo col crocifisso; e perciò si procuri con ogni sforzo di tenere la sua camera a parte. Che se' ma i non potesse poi averla, sarà meglio che l'orazione la faccia in chiesa che in casa, in mezzo al romore d'altri che passeggiano e parlano. Indi dirà le ore sino a nona, e dopo andrà a celebrare. Sarebbe spediente, sempre che non vi fosse altro impedimento, che la messa la dicesse prima degli altri affari, acciocché celebrasse con più di raccoglimento. Oltre la meditazione fatta, non lasci di fare ancora un altro breve apparecchio alla messa, con ravvivare la fede di quel che va a fare: e faccia almeno questi tre atti d'amore, di dolore e di desiderio di unirsi con Gesù Cristo. Dopo la messa non lasci di fare il ringraziamento di un'ora o almeno di mezz'ora, trattenendosi a far atti d'amore, di offerta e preghiere. Il tempo dopo la messa è tempo di guadagnar tesori di grazie. Quando si trovasse desolato


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di spirito e non sapesse allora che farsi, almeno legga qualche libretto spirituale di affetti devoti verso Gesù Cristo.

 

Indi fatto il ringraziamento, si metta al confessionario, se è confessore. Avvertendosi qui che ne' giorni di gran concorso, come di qualche festa solenne, allora potrà abbreviare il ringraziamento per sentii le confessioni. Ma ciò s'intende in simili casi che son rari; del resto il confessore ordinariamente non dee lasciare il suo solito ringraziamento alla messa, acciocché le penitenti non aspettino. Quando non però venissero a confessarsi uomini che non sogliono frequentare i sagramenti, sarà bene che li senta prima di dir messa, perché questi non han pazienza di aspettare; e se lasciano di confessarsi in quel giorno, Dio sa quando si confesseranno. Il sacerdote poi che non è confessore, si ritiri in casa a studiare. Si avverte qui non pretendersi che tutti gli esercizj in questo regolamento descritti abbiano ad adempirsi collo stesso ordine come stanno qui notati; basta che si facciano dentro la giornata, che poi si faccia prima l'uno che l'altro, secondo riuscirà più comodo alla persona, poco importa; Come infatti per esempio in tempo d'inverno, nel quale fa giorno al tardi, allora nella mattina, dopo l'orazione e l'officio, potrà fare lo studio di una o due ore. Del resto un sacerdote che vuol far vita da sacerdote bisogna che stabilisca il tempo e l'ore di tutti i suoi esercizj, acciocché tutto vada con ordine stabile, e non faccia come fanno taluni che non hanno alcun ordine nelle cose loro. La vita disordinata è simbolo dell'inferno che vien chiamato da Giobbe; Terram miseriae, ubi nullus ordo, sed sempiternus horror inhabitat1. Lo studio lo farà o sulla morale per rendersi abile ad amministrare il sagramento della penitenza o in farsi le prediche o in alti e cose simili che conducono alla propria istruzione o a benefizio dell'anime.

 

Venuta l'ora di pranzo, pranzerà sobriamente, secondo conviene ad un sacerdote; e non farà come fanno certi sacerdoti golosi, i quali vogliono che tutta la casa stia applicata a preparar loro diverse vivande, e fatte secondo essi l'ordinano sin dalla mattina; e se poi non vengono quelle a lor soddisfazione, disturbano e mettono a romore tutti i servi e parenti. Dicea s. Filippo Neri: Chi attende a contentar la gola non si farà mai santo. E se il sacerdote dee usar la sobrietà, nel cibo, più dee usarla nel bere del vino, il di cui eccesso è più pernicioso allo spirito e specialmente alla castità. Nel sabbato procuri di fare il digiuno, almeno comune se non si confida di farlo in pane ed acqua, in onore della ss. Vergine; almeno si contenti in quel giorno d'una sola vivanda; ed in qualche altro giorno della settimana, come nel mercoledì e venerdì, come anche in tutte le novene della Madonna, almeno si astenga a mensa da qualche cosa.

 

Nel giorno poi dopo il riposo dirà il vespro e compieta, e farà la lezione spirituale per mezz'ora. Per la lezione potrà servirsi dell'erario della vita cristiana del p. Sangiurè, o pure della perfezione religiosa del p. Rodriguez (libri che son pieni di spirito e d'unzione), o d'altri, ma sopra tutto ami di leggere vite di santi, come di s. Filippo Neri, di s. Francesco


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Borgia, di s. Pietro d'Alcantara e simili. Negli altri libri spirituali si leggono le virtù in teorica, ma nelle vite de' santi si leggono le virtù in pratica, il che muove assai più all'imitazione. s. Filippo Neri non faceva che esortare a' suoi penitenti di leggere vite di santi. Molti santi, come s. Giovan Colombino, s. Ignazio di Loiola e s. Teresa di Gesù, non da altro ebber la mossa a darsi tutti a Dio, che dalle lezioni delle vite di alcuni santi.

 

Indi andrà a far la visita al ss. sagramento. Molti secolari puntualmente ogni giorno fanno la visita al venerabile, e non la tralasciano per qualunque affare, e con qualunque incomodo; ma parlando de' sacerdoti secolari, rari, anzi rarissimi son quelli che la fanno. Bisogna dire che troppo mala fortuna incontra Gesù Cristo coi sacerdoti. Tutto nasce dal poco amore che i sacerdoti portano a Gesù Cristo. Chi ama assai un amico, cerca quanto più spesso può di rivederlo, e tanto più se l'amico molto gradisce le di lui visite. Per visita poi non solamente intendo qualche Pater noster detto di passaggio e distrattamente davanti al sagro altare; intendo di trattenersi per qualche spazio notabile a fare affetti divoti verso Gesù sagramentato, e a domandargli grazie, specialmente il dono della perseveranza finale e del suo santo amore. Oh Dio! e chi mai più spesso e per più lungo tempo, dovrebbe andare a trattenersi con Gesù Cristo, che un sacerdote, il quale ogni giorno lo fa scendere dal cielo in terra, lo prende colle sue mani, si ciba delle sue carni sagrosante, ed anche per suo bene lo ripone nella custodia, per trovarlo presente sempre che vuole? Dopo la visita al sagramento non lasci di fare nella stessa chiesa la visita alla divina Madre in qualche immagine alla quale ha più divozione.

 

Indi potrà andare a sollevarsi un poco passeggiando in qualche villa o via solitaria, unitamente con qualche sacerdote o altra persona spirituale che parli di Dio, non di mondo. In altro caso vada solo, perché altrimenti accompagnandosi con qualche uomo di mondo perderà tutto il raccoglimento ricavato da' suoi divoti esercizj fatti. Se potesse poi allora andare all'accademia di morale, farebbe meglio; perché ciò anche gli sarebbe di sollievo e di più gli riuscirebbe di frutto.

 

Nella sera poi è bene che faccia un'altra mezz'ora d'orazione mentale, e meglio sarebbe che quest'orazione la facesse (s'è possibile) con tutta la gente di casa, leggendo egli i punti della meditazione, e terminandola cogli atti cristiani. Indi reciterà mattutino colle laudi, ed appresso farà un'altra ora di studio; e dopo reciterà il rosario di cinque poste, unitamente anche con quei casa, enunciando i misterj che debbono contemplarsi, ed aggiungendovi in fine le litanie della ss. Vergine. Al rosario seguirà la cena, nella quale dee usarsi maggior sobrietà che nel pranzo della mattina; perché se mai nella sera la persona si carica di cibo eccedente, nella mattina poi, in cui dovrà far tanti esercizj divoti, la meditazione, dir la messa, sentirle confessioni, trovandosi pieno di stomaco, patirà non solo nello stomaco, ma anche nella testa, e così tutto riuscirà con distrazione e tedio, e sarà mezzo perduto. Alla cena seguirà l'esame di coscienza coll'atto di dolore


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ed altri atti divoti; e dette tre Ave alla Vergine colla faccia per terra colle altre divozioni in onore de' santi avvocati, si metterà a riposare.

 

Ciò in quanto agli esercizj giornali. Si confessi poi, due o almeno una volta la settimana. E non manchi di tenere il suo direttore particolare dal quale dipenda in tutti gli esercizj spirituali, ed anche in tutti gli affari temporali che possono giovare o nuocere allo spirito. In ogni mese faccia un giorno di ritiro: in quel giorno licenzierà ogni negozio temporale, ed anche spirituale a riguardo degli altri, e ritirato in casa o in qualche convento religioso, attenderà in silenzio solamente a se stesso, impiegando tutta la giornata in orazioni, lezioni spirituali, visite al sacramento ed altri simili esercizj. Oh che forza prende l'anima in questi ritiri per più unirsi con Dio e per meglio camminar poi negli altri giorni! In tempo di tentazioni, specialmente se sono contro la purità, rinnovi il proposito di patir mille morti, prima che offendere Dio, e poi subito ricorra per aiuto a Gesù ed a Maria, invocando i loro ss. nomi, finché non si sedi l'empito della tentazione. Attenda a vestir modestamente, sempre di lungo, e non mai di seta. Fugga i conviti, i balli e le conversazioni de' secolari, precisamente dove son donne.

 




1 Iob. 10. 22.




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