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S. Alfonso Maria de Liguori
Regole…Monastero Regina Coeli

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Cap. VII. Della mensa.

 

1. Si ordina che sonato il segno della mensa tutte le suore sieno in tal modo spedite, che tutte si trovino alla benedizione della mensa; ed a niuna sia lecito in tal tempo di andar vagando per il monastero, ma tutte convengano nel refettorio, eccettuate coloro che fossero impedite per utilità comune del monastero, e con licenza della madre.

 

2. A niuna monaca sia lecito (come di sopra si disse) mangiar fuori dal refettorio


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senza gran necessità e senza licenza della madre; e chi facesse il contrario sia duramente castigata dalla badessa, secondo la colpa che in ciò avrà commessa.

 

3. Nell'inverno si suonerà il refettorio ad ore sedici. Da pasqua sino alla croce di maggio si suonerà alle ore quindici, e dalla croce di maggio sino a quella di settembre, alle tredici; con aggiungervi, quando sembrerà spediente, un'altra mezz'ora. Dalla croce di settembre finalmente per tutto l'autunno, alle quindici; aggiungendo però o scemando dalle ore di sopra assegnate qualche poco di tempo, secondo detterà la prudenza nel crescere, o mancare de' giorni. Ne' giorni poi di digiuno non si baderà a niuna delle suddette ore stabilite, ma si darà il segno sempre un'ora prima di mezzo giorno. Dato il segno, sempre si concederà un quarto d'ora, affin di unirsi tutte le suore in refettorio con la badessa, o altra che farà le sue veci in mancanza di lei. Finito il quarto, si dirà la colpa dalle religiose, giusta il modo espresso di sopra nel capo 5.

 

4. Fatto ciò si darà il segno col campanello, e dopo essersi benedetta la mensa, ognuna sederà al suo luogo. Mentre si darà il cibo al corpo dovrà altresì cibarsi l'anima colla lettura di qualche libro spirituale (e sia per lo più di qualche vita di santo), alla quale si assegnerà una religiosa per settimana: come anche si destineranno due religiose con una conversa per portare le vivande in tavola, le quali parimenti in ogni settimana si muteranno.

 

5. Finito che avranno tutte di reficiarsi la badessa darà il segno e si alzeranno a render le grazie. Indi quelle che sono d'officio, anderanno ad assistervi, acciocché le loro compagne che sono state impedite di venire alla prima mensa, vadano alla seconda; alla quale indispensabilmente assisterà la vicaria, sì per imporre la penitenza a quelle suore che diranno la colpa, come anche per fare osservare inviolabilmente il silenzio; e per non far mai mancare la lezione spirituale, la quale sarà d'un solo capitolo, da farsi da un'altra religiosa parimenti assegnata per settimana a leggere nella seconda mensa.

 

6. Le religiose poi disoccupate andranno al luogo della ricreazione, ove si raduneranno altresì quelle della seconda mensa, quando sarà terminata, se pur non avranno altro che fare. Ivi si tratterranno in ragionamenti divoti o almeno indifferenti, finché terminerà lo spazio di un'ora; dopo la quale si darà il segno, affinché tutte (parlando del tempo d'inverno) vadano al lavoratoio, ove staranno fino al vespro. Ma dalla croce di maggio sino a quella di settembre (nel qual tempo dee osservarsi il silenzio, secondo sta notato di sopra al capo IV.) la detta ricreazione durerà sino alle ore quindici, e poi si darà il segno del silenzio, acciocché le religiose si ritirino alle loro celle, dove staranno sino alle ore diecisette, impiegando quelle ore di silenzio o in riposarsi, o in altro esercizio che loro piacerà e non pregiudicherà alla salute; per lo che non farebbero bene, regolarmente parlando, se mai impiegassero tutte quelle ore in meditazioni o lezioni spirituali, o altro esercizio afflittivo; ma bensì potranno ciò fare per breve tempo. Sonate poi che saranno le diecisette ore, si darà il segno di nona, finita la quale anderanno al lavoratoio, trattenendosi ivi sino al vespro.

 

7. Parlando poi della cena, da maggio per tutto settembre si farà ad ore ventidue e mezza; e da ottobre per tutto aprile ad un'ora di notte; concedendosi sempre un quarto d'ora, acciocché tutte quelle che possono venire, vengano al refettorio, siccome si pratica nella mattina. Nella sera non si diranno le colpe, ma finito il quarto si benedirà la mensa, e sedute ceneranno, sempre facendosi anche nella sera la lezione spirituale. Rendute le grazie, quelle che non sono state alla prima, si troveranno pronte alla seconda mensa, nella quale anche si leggerà


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per un quarto d'ora. Finita la cena, quelle che saranno disbrigate dalle faccende del monastero, anderanno colla badessa a sollevarsi alquanto sino al segno del silenzio.

 

8. Prima e dopo il pranzo e la cena, ognuna dirà il Pater noster col Deo gratias; ed in caso che lasciasse di dirlo, appresso dica tre Pater, per ogni volta che manca.

 




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