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S. Alfonso Maria de Liguori
Riflessioni Devote sopra diversi punti...

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§. 4. Per farsi santa un'anima bisogna che si dia tutta a Dio senza riserba.

 

Diceva s. Filippo Neri che quanto di amore noi mettiamo nelle creature, tanto ne togliamo a Dio, e perciò il nostro Salvatore, come scrive s. Girolamo, è geloso de' nostri cuori: Zelotypus est Iesus. Perché egli ci ama assai vuol esser solo a regnare nel nostro cuore, e non vuole compagni che gli rubino parte di quell'amore ch'egli vuole tutto per sé; onde gli dispiace il vederci attaccati a qualche affetto che non è per lui. Forse pretende troppo il nostro Salvatore, dopo averci dato tutto il suo sangue e la vita morendo su d'una croce? Non si merita forse d'essere amato da noi con tutto il cuore e senza riserba?

 

Dice s. Giovanni della Croce che ogni attacco alle creature c'impedisce l'essere tutti di Dio: Quis dabit mihi pennas sicut columbae, et volabo et requiescam1? Certe anime son chiamate da Dio a farsi sante, ma perché vanno con riserba e non danno tutto l'amore a Dio, conservando qualche affetto a cose di terra, non si fanno e non si faranno mai sante. Vorrebbero volare, ma perché son trattenute da qualche attacco non volano e restano sempre a terra. Bisogna dunque sciogliersi da tutto. Ogni filo, dice lo stesso s. Giovanni sia grande sia piccolo, impedisce all'anima di volare a Dio.

 

Un giorno s. Geltrude disse al Signore che le facesse intendere quel che da lei voleva. Le rispose il Signore: Io non voglio da te altro che un cuore vuoto. E questo era quel che cercava Davide a Dio: Cor mundum crea in me Deus. Mio Dio, dammi un cuore mondo, cioè vacuo e spogliato d'ogni affetto mondano.

 

Totum pro toto, scrisse Tommaso da Kempis. Bisogna dar tutto per acquistare il tutto. Affin di possedere tutto Dio bisogna lasciar tutto quello che non è Dio. Allora sì che l'anima potrà dire al Signore: Gesù mio, io ho lasciato tutto per te, datti ora tutto a me.

 

Per giungere a ciò bisogna pregar sempre Iddio che ci riempia del suo s. amore. L'amore è quel fuoco potente che consuma ne' cuori nostri tutti gli affetti che non sono per Dio. Diceva s. Francesco di Sales che quando la casa va a fuoco si buttano dalla finestra tutte le robe che vi sono; e volea dire che quando un cuore va a fuoco e vi prende possesso il divino amore, non vi bisognano per quella persona prediche e padri spirituali per farla distaccare dal mondo; lo stesso amore di Dio brucerà e spoglierà il cuore da ogni impuro affetto.

 

La s. carità nei sagri Cantici vien significata sotto il simbolo della cella vinaria: Introduxit me rex in cellam vinariam, ordinavit in me charitatem2. In questa cella beata le anime spose di Gesù Cristo, inebbriate del vino del s. amore perdono i sensi per le cose del mondo, e non mirano che Dio, non cercano in tutte le cose altro che Dio, nn parlano che di Dio e non vogliono sentir parlare che di Dio: e quando odono altri che parlano di ricchezze, di dignità, di spassi, si voltano a Dio e gli dicono con un sospiro infocato: Deus meus et omnia: Dio mio, che mondo, che piaceri, che onori! Voi siete tutto il mio bene, tutto il mio contento.

 

Scrive s. Teresa, parlando dell'orazione dell'unione, che questa unione consiste nel morire a tutti gli oggetti


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mondani per non possedere altro che Dio.

 

Per darsi un'anima tutta a Dio tre sono i mezzi più principali: per 1. fuggire tutti i difetti anche minimi, con vincere ogni piccola voglia disordinata, com'è l'astenersi da curiosità di vedere o sentire, l'astenersi da quei piccoli gusti sensibili, da quel detto lepido ed inutile, e cose simili. Per 2. tra le cose buone eleggere sempre la migliore che più piace a Dio. Per 3. accettare con pace e ringraziamento dalle divine mani le cose spiacevoli al nostro amor proprio.

 

Gesù mio, mio amore, mio tutto, e come posso vedervi morto sopra d'un infame patibolo, disprezzato da tutti e consumato da' dolori, ed io cercar piaceri e glorie terrene? Io voglio esser tutta vostra. Scordatevi dei disgusti che vi ho dati ed accettatemi. Fatemi sapere da che debbo staccarmi e che ho da fare per compiacervi, ch'io tutto voglio farlo. Datemi voi la forza di eseguirlo e di esservi fedele. Amato mio Redentore, voi desiderate ch'io mi dia senza riserba tutta a voi per unirmi tutta al vostro cuore; eccomi in questo giorno tutta a voi mi dono, tutta senza riserba tutta tutta; da voi spero la grazia di esservi fedele sino alla morte. O Madre di Dio e madre mia Maria, impetratemi la s. perseveranza.

 




1 Ps. 54. 7.



2 Cant. 2. 4.






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