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S. Alfonso Maria de Liguori
Riflessioni Devote sopra diversi punti...

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§. 25. Le anime amanti di Dio sospirano d'andare a vederlo in cielo.

 

Dum sumus in corpore peregrinamur a Domino2. Le anime che in questa terra non amano altro che Dio sono come tante nobili pellegrine destinate secondo il loro presente stato ad essere spose eterne del Re del cielo, ma che vivono da lui lontane senza vederlo, onde non fanno altro che sospirare d'andare alla patria beata ove sanno che lo sposo le aspetta.

 

Sanno che l'amato sta sempre loro presente, ma se ne sta come nascosto dietro una portiera e non si lascia vedere. Sta (per meglio dire) come spesso suole stare il sole tra le nuvole, di mezzo alle quali fa da quando in quando trasparire qualche raggio del suo splendore, ma non si fa mirare alla scoverta. Tengono poi queste dilette spose una benda avanti gli occhi che loro non lascia vedere l'oggetto amato. Vivono per altro contente uniformandosi alla volontà del Signore che vuole trattenerle in esilio e da sé lontane, ma con tutto ciò non possono non continuamente sospirare di conoscerlo da faccia a faccia per maggiormente invaghirsene e maggiormente amarlo.

 

Quindi ciascuna di esse dolcemente si va lamentando spesso col suo diletto perché non si fa vedere e va dicendo: Unico amor del mio cuore, giacché tanto mi ami e mi hai ferita del tuo s. amore, perché da me ti nascondi e non ti fai vedere? Io so che sei una bellezza infinita, io t'amo più di me stessa, quantunque non ti abbia veduto ancora; scoprimi la tua bella faccia, io voglio conoscerti alla svelata a fine di non guardare più me né altra creatura e di non pensare che solo ad amare te, mio sommo bene.

 

Quando a queste anime innamorate di Dio trasparisce qualche raggio della divina bontà e dell'amore che Dio loro porta, vorrebbero liquefarsi e struggersi per lui d'affetto; e pure per esse il sole sta ancora coverto dalle nubi, il suo bel volto sta ancora nascosto dietro la cortina ed esse hanno ancora la benda sugli occhi che impedisce


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loro di mirarlo da faccia a faccia: or qual sarà la loro gioia quando si dilegueranno le nuvole, quando si alzerà la portiera e quando sarà loro tolta la benda dagli occhi e lor comparirà senza velo la bella faccia dello Sposo, sì che vedranno a lume chiaro la sua bellezza, la sua bontà, la sua grandezza e l'amore che loro porta?

 

O morte, perché tanto tardi a venire! se tu non vieni, io non posso andare a vedere il mio Dio. Tu sei quella che hai da aprirmi la porta, acciocch'io possa entrare nella reggia del mio Signore. O patria beata, quando sarà quel giorno ch'io mi troverò negli eterni tabernacoli tuoi! O diletto dell'anima mia, mio Gesù, mio tesoro, mio amore, mio tutto, quando sarà quel felice momento ch'io lasciando la terra mi veda tutta a te unita! io non merito questa sorte, ma l'affetto che mi avete dimostrato e più la vostra bontà infinita mi fa sperare di essere un giorno aggregato a quelle anime felici che tutte unite con voi vi amano e vi ameranno con perfetto amore per tutta l'eternità. Ah Gesù mio, voi vedete lo stato in cui mi trovo, o di essere sempre unito con voi o per sempre lontano da voi; abbiate pietà di me; il sangue vostro è la speranza mia; e la vostra intercessione, o madre mia Maria, è il conforto e l'allegrezza mia.

 




2 2. Cor. 5. 6.






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