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S. Alfonso Maria de Liguori
Riflessioni Devote sopra diversi punti...

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§. 37. Bisogna patir tutto per dar gusto a Dio.

 

Questa è stata l'unica e la più cara applicazione di tutti i santi, il desiderare con tutto l'affetto di patire ogni travaglio, ogni disprezzo, ogni dolore per dar gusto a Dio, e così piacere a quel cuore divino che tanto merita d'esser amato e tanto ci ama.

 

Qui consiste tutta la perfezione ed amore di un'anima verso Dio, in sempre cercare il gusto di Dio e far quel che più piace a Dio. Oh beato chi potesse dir con Gesù Cristo: Ego quae placita sunt ei facio semper3. E qual maggior onore e maggior consolazione può avere un'anima, che il fare


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qualche fatica o l'accettare qualche travaglio pensando di dar gusto a Dio?

 

Troppo è dovere che diamo gusto a quel che Dio ci ha tanto amati, ci ha dato quanto noi abbiamo, e non contento di donarci tanti beni è giunto a donarci se stesso prima sulla croce, morendo ivi per nostro amore, e poi nel Sagramento dell'altare ove ci dona tutto sé nella s. comunione, sì che non ha più che darci.

 

A questo fine i santi per dar gusto a Dio non hanno saputo più che fare. Quanti giovani nobili hanno lasciato il mondo per darsi tutti a Dio! Quante donzelle anche di sangue regale hanno rinunziate le nozze dei grandi per chiudersi in un chiostro! Quanti anacoreti sono andati ad intanarsi ne' deserti e nelle grotte per pensare solo a Dio! Quanti martiri poi per dar gusto a dio hanno abbracciati flagelli, le lamine infocate e i tormenti più crudeli de' tiranni! In somma per dar gusto a Dio i santi si sono spogliati de' loro beni, hanno rinunziate le maggiori dignità della terra, ed han ricevute come tesori le infermità, le persecuzioni, lo spogliamento de' beni e le morti più dolorose e desolate.

 

Il gusto di Dio dunque, se veramente l'amiamo, dee da noi preferirsi all'acquisto di tutte le ricchezze e di tutte le glorie più alte, di tutte le delizie della terra e anche del paradiso; sì, mentr'è certo che tutti i beati, se sapessero esser di maggior gusto di Dio ch'essi stessero a bruciar nell'inferno, ogni beato, anche la divina Madre si gitterebbe da sé in quella fossa di fuoco a patire eternamente per incontrare il maggior gusto di Dio.

 

A questo fine il Signore ci ha posti nel mondo, acciocché attendiamo a compiacerlo e dargli gloria. Onde il gusto di Dio dev'essere l'unico intento di tutti i nostri desiderj, di tutti i pensieri ed azioni. Ben merita di essere in tutto contentato quel cuore che tanto ci ama ed è tanto sollecito del nostro bene.

 

Ma come va, Signore, ch'io ingrato in vece di darvi gusto, vi ho dati tanti disgusti? ma l'abborrimento che voi mi fate sentire delle offese che vi ho fatte mi fa sapere che voi volete perdonarmi. Perdonatemi dunque e non permettete ch'io vi sia più ingrato. Fate ch'io vinca tutto per darvi gusto. In te, Domine, speravi, non confundar in aeternum. O Regina del cielo e madre mia, tiratemi tutto a Dio.

 




3 Io. 8. 29.






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