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S. Alfonso Maria de Liguori
La vera Sposa di Gesù Cristo

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CAPO XVI - Del silenzio, della solitudine e della presenza di Dio.

Dice un divoto autore: Parum orat qui tantum orat dum genuflectit.1 Poca orazione fa colui che ora solamente quando sta inginocchioni nel coro o nella cella. La religiosa, secondo l'obbligo del suo stato, dee tener l'anima continuamente unita con Dio; ma per tener questa continua unione, vi bisogna una continua orazione; ad ottenere la quale tre sono i mezzi, cioè il silenzio, la solitudine e la presenza di Dio. Questi appunto furono i mezzi che insinuò l'angelo a S. Arsenio quando


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gli disse: Si vis salvus esse, fuge, tace et quiesce:2 Se vuoi salvarti, fuggi alla solitudine, osserva silenzio, e riposati in Dio, tenendoti sempre alla sua presenza. - Di ciascuno di questi mezzi parleremo qui distintamente.




1 «Perparum namque orat, quisquis illo tantum tempore, quo genua flectuntur, orare consuevit.» IO. CASSIANUS, Collatio, 10 (Abbatis Isaac), cap. 14. ML 49-842, 843.



2 «Abbas Arsenius, dum adhuc saecularis in palatio moraretur, oravit Dominum, dicens: «Domine, ostende mihi viam per quam possim salvari.» Et audivit vocem dicentem sibi: «Arseni, fuge homines, et salvaberis.» Cum ergo recessisset in solitudinem, et eumdem sermonem oraret, rursus audivit sibi vocem dicentem: «Arseni, fuge, tace, et quiesce. Haec sunt principia salutis.» De vitis Patrum, lib. 3, auctore probabili RUFFINO, n. 190. ML 73-801.- Cf. De vitis Patrum, lib. 5, inteprete Pelagio, libell. 2, n. 3.






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